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PAYKY1 Panorama of Lake Santangelo with the Western Majella chain. Abruzzo

Mondo

EarthDay2021: UNESCO fa diventare La Majella Geoparco Mondiale. La Montagna Madre Patrimonio dell’Umanità.

Oggi, 22 aprile 2021, Giornata Internazionale della Madre Terra, il Parco Nazionale della Majella riceverà la nomina a Geoparco Mondiale dell’Unesco.


Scalata su La Majella (foto Elvira Reino)

Majella Geopark sarà patrimonio dell’umanità e con i suoi 74.095 ettari sarà il sito piú esteso d’Europa. 
All’evento online ( dalle 14 su https://www.youtube.com/channel/UCUghhLY2we8YMUHoa6JGBbQ , organizzato dall’Unesco e dalla Rete globale dei Geoparchi (Ggn), sarà tra i relatori il presidente Lucio Zazzara, Presidente del Parco Nazionale della Majella. “Lo stretto legame tra geologia, biodiversità e cultura storica fa della Maiella un territorio unico in cui la presenza umana è stata costante fin da epoche molto remote e ha prodotto una costante e positiva interazione uomo-natura” spiega Zazzara. Dal punto di vista geologico, la Maiella è un unicum. “Rappresenta un modello di antico sistema di deposizione in ambiente marino di piattaforma-transizione-bacino, ben conservatosi grazie al fatto che non è stato molto deformato e smembrato dai movimenti tettonici che hanno portato all’orogenesi – prosegue Zazzara – Ogni anno arrivano qui studiosi dal mondo per fare ricerche o portare studenti a fare ‘palestra di geologia“.

Nel Parco sono censiti 95 geositi, appartenenti a 8 tipologie: stratigrafici, sedimentologici e strutturali; paleontologici; geomorfologici; geoarcheologici; idrologici-idrogeologici; minerari. “Molte grotte sono di interesse archeologico, gli scoscesi versanti rocciosi delle montagne e i profondi valloni sono stati luogo ideale per gli eremiti nel Medioevo. Gli oltre 40 eremi della Maiella sono completamente fusi con la roccia calcarea.    Negli ultimi secoli le attività pastorali, agricole e minerarie hanno lasciato evidenti segni sul paesaggio dando una forte impronta sull’economia e la società locale: muretti e capanne in pietra a secco, decine di cunicoli minerari per lo sfruttamento del bitume e infrastrutture che sono oggi beni di archeologia industriale“.    “La nomina a Geoparco – conclude Zazzara – è un riconoscimento molto importante che accenderà un faro su questo territorio e su tutto l’Abruzzo“.

Monte Amaro, la vetta più alta della Majella (Foto Oscar Innaurato)

Cos’é un Geoparco?

 Un Geoparco riconosciuto a livello internazionale è un territorio che possiede un patrimonio geologico particolare ed una strategia di sviluppo sostenibile. Deve avere confini ben definiti e sufficiente estensione per consentire uno sviluppo economico efficace del comprensorio.

Un Geoparco deve comprendere un certo numero di siti geologici di particolare importanza in termini di qualità scientifica, rarità, rilevanza estetica o valore educativo. La maggior parte dei siti presenti nel territorio di un Geoparco deve appartenere al patrimonio geologico, ma il loro interesse può anche essere archeologico, naturalistico, storico o culturale.

I siti di un Geoparco devono esse collegati in rete e beneficiare di misure di protezione e gestione. Nessuna distruzione o vendita di reperti geologici di un Geoparco è tollerato. Un’area individuata quale Geoparco deve essere amministrata da strutture ben definite, capaci di rinforzare la protezione, la valorizzazione e le politiche di sviluppo sostenibile all’interno del proprio territorio. Un Geoparco ha un ruolo attivo nello sviluppo economico del suo territorio e deve realizzare un impatto positivo sulle condizioni di vita dei suoi abitanti e sull’ambiente.

La Majella (foto di Oscar Innaurato)


La candidatura della Majella é partita nel 2016 e rapidamente UNESCO ha recepito la candidatura dell’intero massiccio montuoso appenninico. La geologa Adele Garzarella, Presidente della Sigea Abruzzo, membro della commissione Geoparco Maiella, che ha lavorato al dossier di candidatura: “È un risultato davvero incredibile che avvalora l’importanza del patrimonio geologico del territorio, congiuntamente alla sua biodiversità, storia, cultura e tradizioni locali. Un riconoscimento che farà da volano per importanti progetti, di valorizzazione e promozione, come quello legato ai siti della Memoria della Seconda guerra mondiale, un patrimonio questo che è ancora nascosto, e che porteremo alla giusta attenzione, con un progetto turistico mirato, che sfrutti nuove tecnologie di divulgazione turistica“.

Elvira Reino e Oscar Innaurato di BL MAGAZINE sulla Majella

CREDITI FOTOGRAFICI:


Studio fotografico Guido Paradisi

guidoparadisi@gmail.com

https://www.alamy.com/portfolio/116036.html

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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