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Editoriale

ELISA POMARELLI: UCCISA DUE VOLTE

Il Caso di Elisa Pomarelli ha da settimane tormentato l’opinione pubblica, dapprima con la scomparsa e poi col ritrovamento del cadavere. A confessare l’omicidio Massimo Sebastiani, dopo giorni di latitanza. Ecco. Questo caso di cronaca è presente su tutte le testate giornalistiche italiane. Ed è proprio che alcune di esse si sono macchiate del “secondo omicidio” di Elisa.


Infatti è grave come lo storytelling di alcuni giornali abbia distorto il fatto di cronaca, lasciando alle più soggettive descrizioni la confessione dell’assassino.

Molte testate lo hanno definito “gigante buono” , “l’omone semplice” alla stregua di un orsacchiotto da nido dell’infanzia, come se giustificasse in qualche modo l’efferato crimine.

Alla base di una buona comunicazione dei fatti dovrebbe esserci sempre l’asettico talento chirurgico al non lasciarsi trasportare da descrizioni romanzesche affinchè il lettore o lo spettatore possano avere una più che oggettiva informazione.

Da anni, invece, quando si deve raccontare un omicidio che abbia come vittima una Donna, dobbiamo fare i conti con “la passione” , “il sentimento” e la causa del “troppo amore”. Insomma sembra quasi che il mondo giornalistico per narrare di femminicidi debba ricorrere ad espedienti simili a quelli delle favole nordiche con il triste finale.

Sembra quasi che si voglia, ogni volta, giustificare il criminale maschio. La volontà virile negata appare una attenuante della violenza perpetrata a scapito delle Donne.

In questo caso, già dalle prime ricerche, era chiaro che fosse stato compiuto un omicidio e chi fosse l’assassino, quindi in nessun modo appare giustificabile la mistificazione giornalistica fatta di “grandi mani lavoratrici” o “dell’impeccabile semplicità dell’uomo”.

Massimo Sebastiani è un assassino.


Né più, né meno!

Massimo Sebastiani, reo confesso dell’omicidio dell’amica Elisa Pomarelli, solleva e taglia pesanti tronchi in un fermo immagine video pubblicato dalla Libertà di Piacenza, 7 settembre 2019. L’operaio 45enne, scomparso dal 25 agosto scorso, è stato catturato a Piacenza. ANSA/LIBERTA’ DI PIACENZA ++ HO – NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Ancor più triste è l’epilogo di Elisa Pomarelli. Lesbica dichiarata che in maniera netta aveva più volte respinto le avances di Massimo Sebastiani.

Nelle varie ricostruzione il Sebastiani appare mai rassegnato a quei “No!” di Elisa.

Questo sembra essere il movente.


Le famose narrazioni psudogiornalistiche, inoltre, tentano anche di spostare l’attenzione sull’orientamento sessuale della vittima ingarbugliando maggiormente i fatti.

Il punto è un altro. Quando una donna dice No,è No. (Prendo spunto da un articolo di Sara Astorino che affronta il tema in maniera eccelsa, clicca qui per leggerlo )

Qualunque donna sia a respingere un uomo, l’uomo è obbligato ad andarsene.

Inoltre più volte Elisa ha reiterato la sua negazione ad un eventuale rapporto sentimentale con Sebastiani. Non per questo ha mai negato al suo futuro carnefice un rapporto d’amicizia. Elisa conosceva Sebastiani e con molta probabilità aveva anche ben presente quale fosse il suo stile di vita. Nelle settimane della scomparsa dei due, la criminologa Bruzzone ha avuto modo di entrare nell’abitazione del Sebastiani descrivendola come un sudicio tugurio dove mai veniva gettata l’immondizia e c’erano, addirittura, nidi di piccione. Insomma una tana di un predatore.

Il sopralluogo della Criminologa Bruzzone in casa di Massimo Sebastani

Quale donna avrebbe mai pensato di poter stare accanto ad un uomo che ha tali abitudini?

Il quadro è chiaro e le informazioni sul tavolo degli inquirenti sono inequivocabili e cristalline. Ad intorbidire questo ennesimo femminicidio è, di nuovo, l’inconscia volontà di dover giudicare la vittima. Elisa, così come tante altre donne morte uccise, sta subendo il suo secondo martirio fatto di “ se avesse fatto…” o “perchè non ha detto”. Di quest’altro crimine probabilmente non vedremo mai il giusto epilogo.

Chiaro è invece che Elisa, così come centinaia di altre Donne, è stata uccisa due volte.

Elisa Pomarelli e Massimo Sebastiani

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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