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Storie e Culture

FIORI D’ORIENTE di Conny Melchiorre (Aletheia) Recensione e Intervista

Foto di Luigi Di Francesco

Tra le cose belle che mi sono accadute durante il lockdown , sicuramente voglio annoverare questa lettura: Fiori d’Oriente edito da Altheia .


L’autrice, Conny Melchiorre, docente di storia e filosofia e giornalista, è alla sua prima editoriale come autrice di libri, ma è una penna solida su riviste nazionali. Conosco Melchiorre da moltissimo tempo e, quando, durante la quarantena, mi ha proposto di leggere il suo manoscritto sono rimasto particolarmente affascinato.

Il libro è in commercio da pochissimi giorni e sono davvero contento di averlo potuto leggere in anteprima e di presentarlo per la prima volta al pubblico!

La Trama

Flavia deve sostenere l’ultimo esame alla facoltà di Filosofia. Il più temibile di tutti: Storia e cultura del Mediterraneo, con il professor Zeno Martini, bizzarro docente, sul quale corrono voci sbalorditive.

Siamo nei primi anni del Duemila a L’Aquila. E’ febbraio. E’ buio. Fa freddo. Flavia s’incammina di notte per le viuzze storiche della città, perché la sessione inizia alle 6 di mattina.

Imprevedibilmente, quello che per la ragazza si prospetta come un incubo, si trasforma nel sogno della vita. Martini le propone di entrare nella sua equipe di ricerca e di partire per la  Grecia e la Turchia, fra un mese. Le aiuta Ilkay, la loro guida turca, insieme alle sue amiche, senza il professore, fermato alla dogana.

Ed eccole le italiane, divenute come Fiori d’Oriente, bellissimi boccioli di piante diverse.

In questo viaggio dei viaggi, le giovani, piene di segreti, saranno traghettate in un mondo fascinoso, fatto di spezie orientali, fragranze inusuali, colori sgargianti, danza del ventre, complicità rassicuranti, ricchezza del Gran Bazar, povertà delle campagne, generosità del popolo, letture dei fondi del caffè, tè alla mela e cannella, incenso alla mimosa, gioielli del mar Nero, suono degli zagat.

Recensione

Questo libro è divorabilissimo. Il ritmo incalzante dei capitoli fa immergere il lettore immediatamente. La trama leggera è il volano per profondissime riflessioni. Melchiorre ha creato una vera e propria capsula temporale. L’aquila pre sisma del 2009 è lo scenario di sogni ed idee delle protagoniste. Poi il Viaggio dei Viaggi , prima in Grecia e  poi in Anatolia offre una visione completa di quello che era la Turchia prima di Erdogan. Addirittura, le ragazze protagoniste sono alle ricerca dell’archetipo del femminismo. Si intrecciano alle vicende delle cinque studentesse anche degli opportunissimi innesti letterari: la protagonista, Flavia, sotto forma di diario personale, racconta a Scheherazade, la mitica donna de Le mille e una Notte, tutte le sensazioni, gli odori e i sapori del nostro oriente vicino.

Il testo è altamente didascalico, fruibile da chiunque.

Questo romanzo on the road di formazione offre la possibilità di divertirsi e di porre oculate osservazioni sulla contemporaneità. Vi sono anche dei quadretti umoristici dettati dalla ingenuità delle protagoniste. Proverbiale è la scena in cui le ragazze sono alla ricerca del papavero sonnifero da somministrare a delle mucche. Inoltre il testo offre a tutto tondo una immersione nella cultura locale.

Il personaggio meglio riuscito, circonfuso di enigmatico carisma, è il Professor Zeno Martini: una sciarada umana dotato di una cultura mirabolante. Lui dovrebbe essere la guida solida delle ragazze, invece è dotato di una leadership divergente che vi farà apprezzare tutto l’intreccio narrativo.


Melchiorre ci propone un ventaglio di possibilità e storie in un unico libro. Un tuffo in una cultura mediterranea che adesso è minata dall’estremismo. Fiori d’oriente è una finestra su un mondo che tutti dovrebbero conoscere per poter comprendere al meglio anche le nostre origini.

Consigliatissimo.

Intervista a Conny Melchiorre

Cosa ti ha spinto a raccontarci questo “viaggio dei viaggi”?

Sono anni che oltre alla professione di docente svolgo quella di giornalista e mi sono detta che era arrivato il momento di realizzare un mio sogno da ragazzina: ovvero scrivere un romanzo. In questa storia da un lato ho voluto lanciare un messaggio formativo ai giovani, ovvero che è importante credere nei sogni ed impegnarsi per realizzarli, dall’altro, attraverso un lavoro di scrittura creativa, ho unito un mondo che io ho visitato con delle storie femminili create per incuriosire il lettore.

Il suo libro è anche una ricerca delle origini del femminismo… la cosa particolare è la ricerca in terra turca: ci può raccontare come era 20 anni fa la Turchia?

Il mio romanzo è ambientato agli inizi del 2000 tra la città universitaria di L’aquila e La Grecia e la Turchia. Luoghi di una ricerca universitaria che è realmente accaduta. Il professore era promotore di una ipotesi che vedeva la nascita del femminismo dentro l’harem ottomano. Esso era gestito dalla Validè – la mamma del sultano – e dall’eunuco capo. Quando le ragazze, bottino di guerra, arrivavano nel palazzo reale erano selezionate dai due in base all’arte che meglio praticavano. Ad esempio c’erano le ricamatrici, le musiciste, ma le più prestigiose e costose erano quelle che sapevano danzare. Queste odalische, con il linguaggio del corpo, riuscivano ad irretire il sultano e a creare delle manovre politiche per la gestione dell’impero. Quindi, secondo il professore, il femminismo concepito come potere delle donne, nasceva in queste circostanze.

Tu cosa ne pensi?

Io ritengo che questa indagine storica sia plausibile , ma soprattutto posso riportare le emozioni vissute in quella Turchia. Ho conosciuto ragazze straordinarie che ci hanno mostrato il loro mondo: ci hanno insegnato a cucinare i loro piatti tipici; ci hanno fatto ascoltare la loro musica; ci hanno introdotto in un mondo da sogno fatto da caffeomanzia, veli e il valore dell’ospitalità.

Invece, da donna europea, quali fondamenta femministe percepisce nella cultura del vecchio continente?

I miei studi umanistici mi hanno mostrato esempi di donne del passato da seguire. La cultura di Eloisa nel Medioevo, la forza di Aspasia di Mileto e il genio di Ipazia d’Alessandria: donne che non hanno avuto paura di confrontarsi con gli uomini in un’epoca in cui le donne non avevano diritto di parola. Oppure gli eventi storici che hanno visto tante donne insieme per conquistare il diritto di voto, di parola e di studio.

Se volete acquistare il libro è disponibile in tutte le librerie d’Italia, se volete anche confrontarvi con l’autrice potete cliccare qui!

Foto di Luigi Di Francesco

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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