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Francia, ok a nuova legge bioetica: procreazione assistita per TUTTE le donne

Sono trascorsi due anni dall’inizio dell’iter parlamentare della riforma della legge francese di bioetica. Finalmente due giorni fa, il 29 giugno, il Parlamento ha approvato in via definitiva lo storico provvedimento, contenente la discussa disciplina sull’apertura della procreazione medicalmente assistita (PMA) a tutte le donne francesi a prescindere dallo stato civile e dall’orientamento sessuale.


I deputati dell’Assemblea Nazionale hanno adottato la versione finale del testo con 326 voti a favore, 115 contrari e 42 astensioni, dopo due anni di navetta con il Senato. Fino ad oggi, in Francia, il diritto alla procreazione assistita è stato limitato alle coppie eterosessuali con problemi di fertilità, discriminando donne single e coppie lesbiche costrette a recarsi all’estero, in Belgio o in Spagna (si parla di 2400 casi all’anno).

Cosa permette la legge francese sulla procreazione assistita?

La nuova legge estende a tutte le donne la possibilità di utilizzare la procreazione medicalmente assistita fino all’età di 43 anni per realizzare un “piano genitoriale”.

Precisa il testo: “Tale accesso non può essere oggetto di alcuna disparità di trattamento, in particolare per quanto riguarda lo stato civile o l’orientamento sessuale delle ricorrenti“.

L’Assemblea Nazionale, che ha adottato il testo in prima lettura nell’agosto 2020, ha ribaltato la versione modificata dal Senato, dove la maggioranza di destra aveva introdotto un emendamento che limitava il rimborso da parte della Previdenza Sociale alle sole problematiche di “natura medica”, escludendo dalla gratuità della legge le coppie lesbiche.

Inoltre, per rispettare il diritto di ogni individuo di conoscere il proprio genitore biologico, la nuova legge consente a chiunque sia concepito da procreazione medica assistita attraverso donazione di sperma, di accedere, qualora lo desiderasse, all’identità o ai dati non identificativi del terzo donatore alla maggiore età. L’effetto di questa previsione è retroattivo ma, in ogni caso, non sarà riconosciuto legalmente alcun rapporto di filiazione col donatore.

Le coppie femminili dovranno sottoporsi a un riconoscimento precoce del bambino davanti a un notaio, così come le coppie eterosessuali non sposate. La filiazione sarà accertata nei confronti della donna che ha partorito tramite la sua designazione nell’atto di nascita, mentre la madre intenzionale sarà accertata con riconoscimento congiunto.

Il nuovo testo dispone una “sanatoria” per le coppie di donne che hanno fatto ricorso a una procreazione assistita all’estero prima della legge le quali, per tre anni dalla pubblicazione del testo, potranno formulare un riconoscimento congiunto per stabilire la genitorialità di colei che non ha partorito.


fecondazione in vitro

Quello che la legge vieta

Rispetto al testo iniziale, è stata soppressa la possibilità autorizzare i centri privati ​​al congelamento degli ovociti a meno che ciò non sia disposto per motivazioni strettamente mediche (cancro, endometriosi). Ciò potrebbe comportare il rischio di allungare i tempi di accesso alla pratica per carenza di gameti e soprattutto di ovociti, anche di anni.

Un aspetto controverso della legge è l’impossibilità di trasferire gli embrioni dopo la morte del coniuge. La legge, su questo punto, agevola la donazione degli ovuli fecondati alla scienza o ad un’altra coppia, fino a consentirne addirittura la distruzione, ma non l’impianto nell’utero. È consentito, in questo caso, richiedere una donazione di sperma da un terzo donatore.

La legge, infine, preclude il ricorso della pma agli uomini transgender e ribadisce il divieto alla gestazione per altri.

Lo scenario in Europa

La Francia diventa così l’undicesimo Paese dell’Unione Europea ad autorizzare la riproduzione assistita per tutte le donne, unendosi a Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Finlandia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Malta. Al di fuori dell’UE, il Regno Unito e l’Islanda offrono gli stessi diritti.


Al contrario, la riproduzione assistita è garantita alle donne single e vietata alle coppie femminili in Bulgaria, Croazia, Cipro, Estonia, Grecia, Ungheria e Lettonia. Diverso il caso dell’Austria, che permette di accedere alla procreazione assistita alle coppie etero, alle coppie di donne ma non alle single. Infine, Germania e Italia sono ora gli unici due grandi paesi dell’UE a non consentire alle coppie femminili o alle donne non sposate di ricorrere alla riproduzione assistita.

Il ministro della salute francese Olivier Veran ha affermato che è intenzione delle autorità velocizzare il più possibile l’applicazione della legge, in modo che i primi concepimenti possano avvenire entro la fine dell’anno.

Fonti: 20minutesFrance, France24, TV5, Rai News

Scritto da

Sono nato in Puglia, dove sono cresciuto a orecchiette, giornalini e romanzi d'appendice. Sono ebbro di vino, virtù e poesia. Oggi mi divido tra la città natale e la città Eterna. Nella vita mi collaboro con le case editrici come revisore di testi ed editor. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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