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Fratelli d’Italia shock: da Bordin a Cannata, a destra si scatena l’omofobia

Che a elettori e politici di Fratelli d’Italia i diritti arcobaleno non stiano simpatici, è cosa nota. Il partito politico guidato da Giorgia Meloni non ha mai nascosto la sua insofferenza verso la comunità lgbt.


E lo sappiamo bene: dalla faccenda di Bibbiano fino al “Baby Gay Pride” di Catania (una innocua iniziativa in cui una drag queen ha raccontato alcune fiabe ai bambini catanesi spacciata per l’ennesimo spauracchio gender), gli account social del partito nazionalista/conservatore più a destra dell’emiciclo parlamentare si è sempre distinto per scelleratezza e intolleranza, in contenuti e toni.

In tre giorni, tuttavia, alcuni esponenti di Fratelli d’Italia hanno inanellato una serie di dichiarazioni inaccettabili e discriminatorie: si tratta di vere e proprie prese di posizione che calpestano diritti umani elementari.

Giudicate voi:

sabato 20 luglio: Camillo Bordin

Cosa avranno mangiato i nostri ragazzi negli ultimi 30 anni per essersi ridotti con una presenza di omosessuali da paura“. Così ha tuonato l’ex candidato al consiglio comunale di Rovigo con Fratelli d’Italia Camillo Bordin (per fortuna non superò i 35 voti) sul suo profilo facebook, nell’incredulità generale.

bordin omofobia
Il post di Camillo Bordin

Peggio ancora del post sono stati i suoi commenti all’articolo, in risposta ad alcuni tentativi di distensione: “È uno scandalo, vanno rieducati”, “Non li sopporto, mi fanno schifo“.

Un episodio imbarazzante, tanto da mettere in stato di allerta anche alcuni esponenti di Fratelli d’Italia candidati nella stessa lista di Bordin, che si sono dissociati. “Sono mortificato – commenta Daniele Cordone segretario di Fratelli D’Italia di Fiesso Umbertiano – Noi siamo per la famiglia naturale ma non offendiamo nessuno. Siamo tutti uguali e tutti meritano rispetto”.

Parole di fuoco, quelle di Bordin, che purtroppo denotano, insieme ad un’estrema pochezza di contenuti, anche una certa disinvoltura e noncuranza degli effetti delle proprie vergognose ammissioni. Se fosse vigente una legge contro l’omofobia, si potrebbero segnalare all’autorità giudiziaria tali esternazioni e i loro autori, che sarebbero condannati al pagamento di un’ammenda o una multa. Il vuoto normativo attorno al tema dell’omobia lascerà Bordin, e tutti i Bordin d’Italia, impuniti e liberi di proferire ancora chissà quante oscenità ai danni della comunità omosessuale.

Non entriamo, nella fattispecie, nel merito dei dubbi di Bordin per ovvie ragioni: per fortuna, rispetto a trent’anni fa, sempre meno cittadini italiani hanno bisogno di nascondere, celare o eludere la propria omosessualità in famiglia e in società.

bordin omofobo
Camillo Bordi (foto tratta dal suo profilo Facebook)

domenica 21 luglio: Giuseppe Cannata

Se Bordin vi ha disgustati, Cannata vi darà il colpo di grazia. Parliamo di un medico, membro dell’Ordine provinciale dei medici e odontoiatri e neo vicepresidente del Consiglio comunale di Vercelli, quindi un rappresentante dei cittadini.

Sul suo profilo facebook, dove vengono costantemente ripostate fake news contro i partiti di sinistra (“delinquenti comunisti”), insulti a Carola Rackete (“queste m*rde”) e ovviamente link inneggianti a più informazione per Bibbiano, è apparso un commento dai toni violenti e illogici contro la comunità lgbt a corredo di una segnalazione del senatore Simone Pillon circa una festa di bambini impropriamente definita “Gay Pride negli Asili Nidi“.

E questi schifosi continuano imperterriti. Ammazzateli tutti ste lesbiche, gay, pedofili“.


giuseppe cannata
Il post (poi cancellato) di Giuseppe Cannata)

Ma questo post contro la comunità lgbt è stato solo l’ultimo di una lunga serie. Scavando tra gli orrori e la violenza verbale della bacheca di Cannata, non dissimile da quella di un qualunque cittadino di bassa scolarizzazione e simpatie fasciste, troviamo “gay e lesbiche feccia d’Italia” e molto altro.

cannata omofobo
Giuseppe Cannata (foto Facebook)

Si è evidentemente oltrepassato il limite. Senza contare che nel delirio omofobico, Cannata non ha esitato ad accostare l’omosessualità, che è una variante riconosciuta del comportamento umano, alla pedofilia, che è qualificabile come disturbo sessuale (oltre a configurarsi come reato nei casi di atti sessuali con minori, abusi e detenzione di materiale pedopornografico).

Si è pronunciata persino Giorgia Meloni la quale, sebbene tirata dalla giacchetta, ha finalmente espresso la sua contrarietà alle gravissime affermazioni di Cannata: “Fratelli d’Italia prende le distanze dalle dichiarazioni del consigliere comunale di Vercelli Giuseppe Cannata eletto tre mesi fa da indipendente nelle liste di Fratelli d’Italia ma mai iscritto al movimento.” si legge sulla sua pagina social “Le sue affermazioni, gravissime, non rispecchiano in nessun modo il pensiero di FdI. Non c’è posto per chi scrive certe cose in Fratelli d’italia.

Sui social network si è sollevato un coro unanime di condanne al post incriminato, oltre alla richiesta di radiazione dall’ordine dei medici e di dimissioni dal ruolo di vicepresidente presso l’assise comunale. Cannata, che ha rimosso il post da facebook, non ha ancora commentato l’accaduto pubblicamente.

lunedì 22 luglio: il censimento dei gay per gli scandali di Bibbiano

Siamo stati tra i primi in Italia a parlare dell’inchiesta Angeli e Demoni di Bibbiano, non senza sottolineare la strumentalizzazione del delicato tema degli affidi che se ne è fatta in un primo momento.

Da quel momento, le indagini hanno fatto emergere il coinvolgimento di una coppia omosessuale nello scandalo degli affidi pilotati di bambini sottratti alle proprie famiglie con modalità illecite. Una coppia su sette, colpevole tanto quanto le altre sei eterosessuali, è stata sufficiente ad attirare tutta l’attenzione sul mondo lgbt, che per la proprietà transitiva è diventato complice e colpevole di questa tristissima vicenda giudiziaria dal tribunale di facebook.

bibbiano famiglie gay
Famiglia omogenitoriale

Tornando a Fratelli d’Italia, l’ultima trovata dei consiglieri di Modena e Ferrara del partito guidato da Giorgia Meloni è la proposta di un censimento dei gay.

Una vera e propria schedatura di tutte le coppie gay con bambini, estesa all’intero territorio regionale, giustificata per indagare sul movente ideologico di stampo Lgbt che potrebbe aver deliberatamente influenzato alcune scelte da parte delle istituzioni, in conflitto con gli interessi dei minori stessi. 

Lo scopo del censimento sarebbe quello di fare luce sulle modalità di attribuzione del minore a quella determinata famiglia. Un chiaro riferimento allo scandalo di Bibbiano che, vogliamo sottolineare, è l’ennesimo espediente dei partiti di destra per infangare la comunità lgbt, alimentarne il sospetto e la diffidenza, e delegittimare le sue istanze più importanti, come l’adozione.

La folle trovata è stata stigmatizzata dall’associazione Famiglie Arcobaleno “l’iniziativa ha la sola finalità di calpestare la dignità delle persone Lgbtq. Questo configura una discriminazione contraria ai principi costituzionali“.

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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