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Giappone, Alta Corte estende obbligo di fedeltà a coppie omosessuali

TOKYO RAINBOW PRIDE , Parade Day, at Yoyogi park on May 7, 2017. YOSHIAKI MIURA PHOTO

Lo scorso 4 marzo l’Alta corte di Tokyo ha sancito la parità di diritti tra le coppie dello stesso sesso e le coppie eterosessuali sposate.


Si tratta di una determinazione molto importante perché segna un ulteriore progresso in tema di diritti civili per una nazione che negli ultimi anni ha visto un aumento del sostegno alla causa LGBTQ.

La sentenza riguarda il caso di una donna lesbica che ha fatto causa alla sua ex compagna di sette anni per infedeltà. La coppia risulta aver contratto matrimonio negli Stati Uniti, anche se non è chiaro se questo sia stato un fattore dirimente per la sentenza.

Il caso ha avuto origine in un tribunale distrettuale a nord di Tokyo, in cui un giudice ha ritenuto che l’unione delle donne fosse in tutto e per tutto assimilabile ad un matrimonio di diritto comune con protezioni legali. Per questo la coniuge infedele è stata condannata a pagare alla parte lesa oltre diecimila dollari di indennizzo come rimborso all’infedeltà.

L’imputata ha proceduto a presentare ricorso dinanzi alla Alta Corte dello Stato, sostenendo l’inesistenza di un quadro giuridico che disciplinasse i rapporti tra persone dello stesso sesso, ma la Corte Suprema ha confermato la sentenza della corte distrettuale, reputandola “equivalente a quella in cui un uomo e una donna si uniscono per condurre le loro vite come coppia sposata“.

La corte ha anche concluso che: “Una coppia dello stesso sesso è un accordo tra due persone e, su tale base, si può dire che ha gli stessi obblighi di fedeltà che una coppia legalmente sposata di generi opposti assume“.


bandiera rainbow giappone

I diritti LGBTI+ in Giappone

I notiziari giapponesi non hanno dato ulteriori specifiche sulla sentenza, ma la comunità lgbt+ ha espresso la sua soddisfazione reputando la sentenza come un passo avanti per i diritti delle coppie omosessuali nel paese.

La condizione della comunità LGBTQ in Giappone non è favorevole come in molti paesi occidentali a causa dell’ideologia conservatrice dei partiti politici di maggioranza, che hanno desistito dall’intervenire sui diritti arcobaleno.

Il matrimonio è ancora definito a livello nazionale come un’unione esclusiva tra un uomo e una donna e – come negli Stati Uniti – le protezioni complete contro la discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere sono limitate a determinate aree, come Tokyo.

Tuttavia, il supporto popolare verso i diritti LGBTI+ nel paese del Sol Levante sembra essere in forte ascesa.

Alcuni comuni giapponesi, ad esempio, hanno emanato ordinanze di “partenariato” per le coppie dello stesso sesso, per rendere ad esempio più agevole l’affitto di un appartamento, ma che non possiedono valore legale: se la costituzione pare non essere ostativa verso il matrimonio egualitario, ci sono alcune norme del codice civile che permettono il matrimonio solo tra un uomo e una donna.

Inoltre, da marzo 2009 il Giappone permette ai propri cittadini omosessuali di contrarre matrimonio all’estero. In seguito a questo, il ministro della giustizia ha ordinato alle autorità locali di emettere appositi certificati per consentire loro di sposarsi. La trascrizione del matrimonio contratto all’estero in Patria, però, appare come un problema di difficile risoluzione.

Potete cliccare qui per un approfondimento sul tema.

Un recente sondaggio condotto da Dentsu Diversity Lab ha rilevato che il 78,4% dei giapponesi di età compresa tra 20 e 59 anni sostiene i diritti al matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’82% dello stesso campione demografico sostiene le protezioni contro la discriminazione di stampo omofobico nell’area di Tokyo.

I progressi dei diritti queer sono stati osservati in alcune altre nazioni della regione. La comunità LGBTQ di Taiwan ha resistito alla resistenza internazionale da parte di gruppi religiosi e lo scorso anno si è assicurata l’approvazione matrimonio gay.

Fonte: GayCityNews

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Amo il mare azzurro, i violini nei film di François Truffaut e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo di diritti umani, cultura e spettacolo.

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