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Dr. Rainbow

Giornata dell’orgoglio Bisessuale: né diversamente etero, né diversamente omo

Nello sbandierato acronimo “LGBT”, la terza lettera è spesso quella più bistrattata e vittima di discriminazione nello stesso ambiente arcobaleno.


È la “b” di bisessuale, che raggruppa tutti quei soggetti che sono attratti, affettivamente e fisicamente, da persone di entrambi i sessi.

Oggi 23 settembre si celebra la Giornata Mondiale della Visibilità Bisessuale, istituita esattamente vent’anni fa in occasione della International Lesbian and Gay Association Conference di Johannesburg (Sudafrica) dagli attivisti americani Wendy Curry, Michael Page e Gigi Raven Wilbur, con l’obiettivo colmare il gap di influenza e accettazione all’interno della società di una categoria ancora piuttosto invisibile e marginalizzata, anche nell’ambito della comunità rainbow.

Fu scelta la data simbolica del 23 settembre come Bisexual Pride and Bi Visibility Day, in quanto settembre era il mese del compleanno di Freddie Mercury.

In Italia questa ricorrenza è giunta solo tre anni fa, a Padova, e in seguito al primo Bi Visibility Day diverse associazioni LGBT hanno lanciato campagne contro la bifobia, con slogan come “To BI or not to BI” e “Bi happy“.

giornata mondiale visibilità bisessuale
Essere bisessuali “Non è una fase”

Bisex, i grandi invisibili della comunità LGBT

La bifobia configura l’avversione e l’intolleranza verso la bisessualità e i bisessuali, e come accade per l’omofobia è spesso alimentata da stereotipi negativi.

In uno scenario di sfumature sessuali sempre più nutrito, nel quale la parola “fluidità” sembra essere la chiave di volta dell’apparato sessuale moderno, la bisessualità sembra essere perennemente malvista da chi gode di uno status di preferenza univoco.

Se da un lato le visioni contemporanee di pansessualità e sapiosessualità ci pongono verso un’accettazione globale dell’amore onnicomprensivo, l’essere bisessuali non si scardina facilmente dal concetto di promiscuità e infedeltà, e tra le critiche più comuni che vengono poste ai soggetti bisessuali resiste il mancato coraggio di maturare la consapevolezza di essere gay o lesbiche.

Non è facile dichiararsi serenamente bisessuale, né questo termine sembra essere di uso comune nei media o nelle narrazioni televisive e cinematografiche di oggi (ad eccezione della nota serie Orange is the new black, tanto per citare un esempio positivo), ed è anche per questo che vi sono ancora molte resistenze nel fare coming out.

Ad oggi, in ogni caso, la bifobia, al pari dell’omofobia e della lesbofobia, è una forma di discriminazione e violenza legata all’orientamento sessuale: costringere qualcuno a definirsi etero/gay è una forma di inaccettabile coercizione, esattamente come quella generata dagli impulsi eteronormativi verso gli omosessuali. Se i Pride non bastano, giornate come questa sono necessarie a sensibilizzare non solo la società, ma anche quella frangia di comunità rainbow che interpreta la bisessualità come un’etichetta scomoda, implausibile, una fase superata quando si inizia una storia d’amore.

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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