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HIV e AIDS in Italia: i rapporti eterosessuali sono la prima causa di infezione (dati aggiornati)

Il 10 ottobre 2019 sono stati resi noti i dati delle nuove infezioni da HIV e dei casi di Aids nel nostro paese sul  Notiziario Istisan volume 32 , redatto con il contributo del Comitato Tecnico Sanitario e della Direzione Generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute.

Il flusso dei dati è costantemente aggiornato grazie alle segnalazioni ricevute dai presidi sanitari regionali e dai Centri Segnalatori al COA (Centro Operativo Aids), che fa capo direttamente all’Istituto Superiore della Sanità.

I dati sulle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2018 sono pubblicati sul Notiziario Istisan volume 32 – n. 10 ottobre 2019 redatto con il contributo di alcuni componenti del Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute e i referenti della Direzione Generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della salute.

Il Sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e il Registro Nazionale Aids costituiscono due basi di dati dinamiche, permanentemente aggiornate dall’afflusso continuo delle segnalazioni inviate dalle regioni e dai centri segnalatori al Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Prima di lasciarvi ai dati, però, vogliamo ricordarvi che il miglior modo (e anche il più semplice) di prevenire malattie sessualmente trasmissibili e contrarre l’HIV è quello di praticare sesso protetto: usate il preservativo.

Praticare sesso sicuro è il metodo più semplice per evitare il contagio dall’HIV anche con partner occasionali

Questi i punti chiave del report:

Infezioni da HIV in Italia (dati)

Quante nuove infezioni si sono registrate?

Nel 2018, sono state riportate, entro il 31 maggio 2019, 2.847 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 residenti.

La distribuzione delle nuove diagnosi di infezione da HIV per modalità di trasmissione mostra che da almeno 10 anni la proporzione maggiore di casi è attribuibile alla trasmissione sessuale (80,2% nel 2018). Tale proporzione è rimasta sostanzialmente stabile fino al 2017 (46,9% nel 2010 e 45,9% nel 2017) per poi diminuire nel 2018 (41,2%), mentre la proporzione di casi attribuibili a trasmissione tra MSM nello stesso periodo è gradualmente aumentata dal 31,2% nel 2010 al 39,0% nel 2018.

Come si colloca l’Italia secondo la media europea?

L’Italia, in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV, si colloca lievemente al di sotto della media dei Paesi dell’Unione Europea, che è di 5,1 casi per 100.000 residenti.

Le nuove diagnosi sono in aumento o in diminuzione?

L’incidenza (casi/popolazione) delle nuove diagnosi di HIV è diminuita lievemente tra il 2012 e il 2015, mostrando un andamento pressoché stabile dal 2015 al 2017, mentre nel 2018 è stata osservata un’evidente diminuzione dei casi in tutte le regioni.

C’è stato un picco nelle nuove diagnosi?

L’incidenza di nuove diagnosi HIV tra i giovani di età inferiore a 25 anni ha mostrato un picco nel 2017.

Quali sono le regioni più colpite?

Tra le regioni con un numero superiore a un milione e mezzo di abitanti, le incidenze più alte sono state registrate in Lazio, Toscana e Liguria.

Le nuove infezioni colpiscono più gli uomini o le donne?

Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2018 erano maschi nell’85,6% dei casi.

Qual è l’età media dei nuovi contagiati?

L’età mediana era di 39 anni per i maschi e di 38 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (11,8 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 25-29 anni) e 30-39 (10,9 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 30-39 anni); in queste fasce di età l’incidenza nei maschi è almeno 3 volte superiore a quelle delle femmine.

Quali sono le cause delle nuove infezioni?

La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l’80,2% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 41,2%; maschi che fanno sesso con maschi – MSM 39,0%).

In quale misura il contagio influenza il numero dei linfociti?

Il 37,8% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV è stato diagnosticato con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL e il 57,1% con un numero inferiore a 350 cell/μL. Si è osservato nel tempo un leggero aumento di queste proporzioni.

Per quale ragione i nuovi contagiati hanno svolto il test per l’HIV?

Un terzo delle persone con nuova diagnosi HIV ha eseguito il test HIV per sospetta patologia HIV correlata o presenza di sintomi HIV (32,6%). Altri principali motivi di esecuzione del test sono stati quelli legati a: comportamento a rischio (14,4%), ac­certamenti per altra patologia (11,3%), iniziative di screening/campagne informative (9,8%), rapporti sessuali non protetti (9,7%), diagnosi o sospetta infezione sessualmente trasmessa (4,0%).

Nuovi casi di Aids in Italia (dati)

  • Nel 2018 sono stati diagnosticati 661 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti (nel 2017 erano stati 690)
  • L’incidenza di AIDS è in lieve costante diminuzione.
  • Il numero di decessi in persone con AIDS rimane stabile.
  • Rimane costante negli ultimi anni la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che scopre di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS.

Dal 1982, anno della prima diagnosi di AIDS in Italia, al 31 dicembre 2018 sono stati notificati al COA 70.567 casi di AIDS. Di questi, 54.399 (77,1%) erano maschi, 810 (1,2%) in età pediatrica (< 13 anni) o con infezione trasmessa da madre a figlio, e 7.452 (10,6%) erano stranieri. L’età mediana alla diagnosi di AIDS, calcolata solo tra gli adulti (≥ 13 anni), era di 36 anni (min: 13; max: 88 anni) per i maschi e di 33 anni (min: 13; max: 84 anni) per le femmine.

Modalità di trasmissione

La distribuzione nel tempo indica un incremento della proporzione dei casi attribuibili ai rapporti sessuali (MSM, ossia sesso tra maschi ed eterosessuali, quest’ultima rappresenta la modalità di trasmissione più frequente nell’ultimo biennio) e una corrispondente diminuzione dei casi attribuibili alle altre modalità di trasmissione. Si osserva che in un decennio è diminuita la proporzione degli eterosessuali che hanno un partner IDU* (dall’1,2% nel 2007-08 allo 0,5% nel 2017-18 per i maschi, e dal 9,8% nel 2007-08 all’1,4% nel 2017-18 per le femmine), mentre è aumentata la quota degli eterosessuali con partner promiscuo (dal 97,0% nel 2007-08 al 97,7% nel 2017-18 per i maschi e dall’85,9% nel 2007-08 al 96,9% nel 2017-18 per le femmine).

*IDU: consumo di droghe per via iniettiva

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Amo il mare azzurro, i violini nei film di François Truffaut e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo di diritti umani, cultura e spettacolo.

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