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I 5 Libri “Lunatici” #BLLIBRI

La Luna è da sempre stata oggetto di ispirazione per scrittori. Infatti se volessi elencare i volumi, romanzi e racconti che hanno il nostro satellite come protagonista o locus amoenus, probabilmente ne verrebbe fuori un trattato o una tesi di laurea.

Questa settimana ho scelto di dedicare lo spazio di BL LIBRI ai cinque libri più significativi in cui la Luna ne è magicamente luogo di pensiero e discernimento umano. Un excursus dagli albori dell’antichità, fino all’epoca contemporanea.

Cinque romanzi che hanno segnato il pensiero e la letteratura.

ICAROMENIPPO di Luciano di Samosata (II secolo a.C.)

Icaromenippo o, anche, L’Uomo sopra le nuvole è una parodia di un dialogo filosofico. È la prima opera letteraria della storia in cui la Luna sia l’ambientazione delle vicende fantastiche di una narrazione. Il testo satirico pone spunti divertenti quanto illuminanti sulle scuole di pensiero e sulla capacità umana di vedere il mondo da un’altra prospettiva. Il protagonista è Menippo di Gadara, un filosofo cinico, realmente esistito che, furbamente, come Icaro, si fa fabbricare delle ali.

Non sono di cera e piume, ma di aquila ed avvoltoio. Proprio nella scelta delle ali v’è la prima critica: l’affidarsi ciecamente alle credenze senza discernere minimamente dalla conoscenza porta l’uomo ad un tragico epilogo. Infatti Menippo osserva bene gli animali e la natura prima di scegliere quale tipologia di ali intraprendere il suo viaggio fantastico. Infatti la prima parte dell’opera è dedicata alla contemplazione degli uccelli. Argomento ripreso più volte nella filmografia di Monana Pozzi. Scherzi a parte, il protagonista sceglie due rapaci molto diversi: perché, per elevarsi alle cime del sapere, bisogna sapersi dotare di strumenti e punti di vista complementari.

Con esse vola tra le stelle fino ad approdare sul satellite bianco.

La satira è graffiante. Sulla luna Menippo osserva il mondo al contrario e con feroce cinismo trafigge pensieri e personaggi dell’epoca. Sulla Luna incontra una guida: Empedocle, il famoso filosofo suicida nella bocca dell’Etna. Il sommo filosofo insegna al protagonista a sfruttare “l’occhio dell’aquila” affinché ogni singolo dettaglio del ragionamento umano non venga meno.

Empedocle poi lo sprona ha eseguire un suo recondito desiderio: uccidere tutti i filosofi nullafacenti dell’epoca.

L’opera poi continua con l’ingresso nella casa di Zeus ma non riesce ad entrare a causa dell’ala d’avvoltoio. L’uccello necrofago era inviso dagli Dei. In effetti l’avvoltoio è anche simbolo della memoria storica: analizzare il presente significa metabolizzare il passato conoscendolo e facendolo proprio. Menippo deve lasciarsi sequestrare le ali, perché gli uomini non comincino ad arrivare in cielo a frotte. Se la verità fosse appannaggio di molti, lo stesso signore celeste vedrebbe compromessa la propria serenità.

Il magnanimo Zeus ordina di requisire le ali di Menippo e lo invita al suo cospetto. Da qui la parte comica dell’opera esce in maniera prorompente.

ORLANDO FURIOSO di Ludovico Ariosto (1516)

Sono convintissimo che tutti hanno avuto a che fare con questo poema cavalleresco. Sono ancora più convinto che in molti, aimè, non lo hanno potuto apprezzare a causa di attempati docenti d’Italiano che mediante lezioni frontali e con il trasporto di una anziana suocera durante la processione del venerdì santo in un paesino del Cilento, spiegavano le vicende di Orlando, Angelica ed Astolfo.

Orlando Furioso racconta la passione umana. Quell’equilibrio violento tra cuore e mente che mina l’esistenza.

Ed è proprio sulla Luna che accade la svolta.

Ricapitoliamo.

Siamo nella Francia di Carlo Magno. I Mori stanno tentando di conquistare l’Europa. Orlando e Rinaldo sono colleghi cavalieri. Valorosi paladini della cristianità. Entrambi si innamorano della bella Angelica, influencer dell’epoca che aveva tanti followers con l’asta in mano. Immagino le giostre a cavallo per poter corteggiare la bella (cosa avevate pensato?) . Accadde che Orlando e Rinaldo sbavavano mortalmente per la ragazza. Re Carlo, nota la distrazione dei suoi militari ed allora decide di confinare Angelica in Baviera e di darla in sposa a chi dei due avrebbe combattuto al meglio per sconfiggere i mori. Nessuno dei protagonisti , però aveva fatto i conti con Angelica. Davano per scontato che la fanciulla cadesse nelle braccia del più valoroso e virile cavaliere occidentale. Si succedono battaglie di vario genere ed anche una famosa a Lampedusa contro navi cariche di mori: quelli sì che volevano invaderci. In una momentanea pausa Orlando, trasgredendo in parte agli accordi con Rinaldo, va a trovare Angelica in Baviera. Nel castello ella non c’è. Impaurito passa in rassegna i boschi circostanti. Nella ricerca scorge un tronco appena inciso: un cuore con scritto sopra Angelica ama Medoro. Apriti cielo. Cornuto e mazziato. Infatti Angelica non amava nessuno dei due cavalieri. Era perdutamente innamorata di Medoro: Moro, musulmano e privo di asta per le giosrtre. Insomma, Orlando si vede tradito nel profondo, macchiato nell’onore e impazzisce. Perde il senno, il lume della ragione ed inizia a fare scorribande tra Francia e Spagna. Sarà soltanto Astolfo, amico fidato, che in groppa ad un ippogrifo salirà sulla Luna a cercare di riprendere il senno di Orlando. La Luna è vista come il posto in cui sogni, desideri e pacifiche riflessioni risiedono. Solo dopo il suo allunaggio, Astolfo troverà una fiala col senno di Orlando. Tornato sulla terra Astolfo blocca l’amico impazzito e gli fa sniffare la fiala e tutto torna come prima.

Insomma, se non ci fossero gli amici a curare le ferite amorose, questo mondo sarebbe impazzito totalmente!

SOMNIUM di Keplero (1634)

Tutti ci ricordiamo dello scienziato Keplero e i suoi progressi in ambito astronomico. Egli, inoltre, era anche un bravo autore. Nel suo Somnium Keplero, in forma di racconto, cerca di scardinare le convinzioni di tutti quelli che ancora credevano nella teoria geocentrica. Il romanzo ha come protagonista un ragazzo islandese Duracoto (alter ego di Keplero) che giunge in Danimarca e racconta le sue esperienze a degli studenti universitari. Mi chiedo perché i personaggi più fighi della letteratura di quel periodo gli autori li immaginassero tutti islandesi… e Björk doveva ancora nascere…

Fatto sta che Duracoto racconta per filo e per segno quello che ha appreso con i suoi viaggi in compagnia della madre strega, islandese pure lei. Racconta di Levania, praticamente la luna, e di come si vedessero la terra ed il firmamento da lì su. Insomma l’opera pone spunti grandiosi per l’epoca. Keplero attraverso quest’artificio narrativo fa sì che le sue teorie e quelle di Copernico siano patrimonio dei salotti dell’epoca. Argomento che raggiungesse anche chi si limitasse semplicemente a leggere storie. All’epoca era l’1% della popolazione, praticamente come ora in Italia…

DALLA TERRA ALLA LUNA di Jules Verne (1865)

Questo romanzo lo lessi alle medie e ne rimasi folgorato. Verne è il capostipite della letteratura Fantascientifica a cui tutti dobbiamo parti del nostro immaginario collettivo.

Il libro è articolato in maniera particolare, perchè, oltre la narrazione, fanno capolino dati scentifici. L’utopia dell’epoca di raggiungere il nostro satellite, con questo libro sembrò praticabile.

Le vicende del romanzo di intrecciano tra i soci del Gun Club, associazione americana di artiglieri, con sede a Baltimora. Loro annunciano che un proiettile lanciato da un cannone di loro invenzione è in grado di raggiungere la Luna. Il proiettile sarà di forma sferica, costruito in alluminio, mentre il dispositivo di lancio, un’enorme bocca in ghisa scavata nel terreno, utilizzerà il Fulmicotone come detonatore. Da tutto il mondo piovono sottoscrizioni per finanziare l’impresa. I più illustri scienziati discutono la questione. Un avventuriero francese, Michel Ardan, si propone di salire sul proiettile, che invece progetta di forma cilindrica, e di diventare così il primo astronauta della storia umana.

LA LUNA E’ UNA SEVERA MAESTRA di Robert Anson Heinlein (1966)

Questo racconto, ambientato in toto sulla luna, è totalmente distopico. Un ottimo spunto di riflessione sulla società che stiamo creando, con i suoi nuovi confini e l’avanzare delle nuove tecnologie. Inquietanti sono i riferimenti antesignani ai sistemi di comunicazione odierni che vi faranno rabbrividire per l’aderenza a quello che siamo diventati.

La luna è una severa maestra” è il racconto di una società che si ribella alla Terra e che ha dei personaggi carismatici come Manuel, il prof, Wyoming e altri come Mike, il computer senziente e alla fine morto. Nei tre libri di cui si compone sono raccontati rispettivamente l’avventura, la forza e il dolore dei lunari. Non solo, viene anche elaborata la società lunare con le sue innovazioni e le sue strane usanze come il matrimonio in linea. Il protagonista è un uomo non tanto giovane che però ha bisogno di una guida come il prof. È quindi un personaggio in evoluzione.
Interessante anche l’immagine del motto lunare “Non ci sono pasti gratis”, il concetto di responsabilità personale e l’evoluzione di un senso patriottico forte.
Purtroppo però dopo la rivoluzione prevalgono i politici e i burocrati con conseguente perdita di ideali. Il finale è amaro, gradevole ma datato.

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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