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I SALDI secondo zia Franca

5 gennaio, data ufficiale dell’inizio dei saldi. Apertura del periodo della caccia all’offerta, ove vige la legge del più forte, quando educazione, pazienza e remissione lasciano il posto alla brama di offerte ed affaroni;  entrare in campo a gamba più o meno tesa come un’orda di barbari, compratori violenti e smanianti che mettono a ferro e fuoco ogni negozio nel quale entrano.

È in questo spirito di armonia, gioia e speranza che ho incontrato mia zia Franca per caso in un affollato pomeriggio di saldi.

Chicco: Ueè Zia! Che bello vederti! Come stai? Come sono andate le ferie?

Zia Franca: Amore… ti lascio qualche settimana da solo e mi diventi così liberale?

Chicco : Scusa?

Zia Franca : Uee? Ferie? Da quando hai iniziato ad usare  queste parole? Soprattutto perchè con me? Ueè?!?! Non sono mica una tua amica! Anche a Jesusa, la mia nuova cameriera sudamericana avuta in dono da un caro ambasciatore di non ricordo quale paese,  dico buongiorno e buonasera, prima di urlarle contro…  
FERIE?!? Beh questa poi…  da che mondo è mondo sai che non si dice… se non mi facesse freddo mi toglierei i guanti e ti schiaffeggerei con l’anello di rubini… sai che “noi” non facciamo “ le ferie” : noi riposiamo tra un impegno e l’altro.

Chicco : ecco, molto bene, ti trovo sempre di ottimo umore… ma sei per caso anche tu in giro durante i saldi?

Zia Franca : I saldi caro? È un’altra festività importata da qualche paese esotico?

Chicco : Ma no zia… Sales … discounts… you know the “sales period” … in italian “Saldi”

Zia Franca: Ah. Non lo sapevo… io pensavo foste entrati in guerra; pensavo che tutta questa gente presa dalla frenesia e dall’abbrutimento umano fosse in cerca di generi di prima necessità in vista di un conflitto… ed ora scopro che invece è alla ricerca di mutande…  oltretutto  in offerta? Magari coi cuoricini. Ho bisogno di un Gin&Tonic….

Chicco : Zia! Ma sono le 14…

Zia Franca: è sempre il momento giusto per un Gin&Tonic… preferisci forse un Margarita? Non mi dire una “biretta” perché mi alzo e vado via.

Chicco : Zia ma stavo andando a comprarmi un paio di pantaloni, magari li trovo in saldo!

Zia Franca: Oh Santo Cielo… ti sei abbrutito pure tu… dimmi la verità, sai che non ti giudico, almeno non troppo… sei diventato povero vero? Finocchio e Povero… Uh signur… a casa chi lo sa? La mamma come ha preso la notizia?

Chicco:ZIA!! Ma cosa dici? Non si dicono ‘ste cose!

Zia Franca : va bene, finocchio e diversamente ricco… la cosa cambia di poco.

Chicco: Vabbeh… comunque comprare ai saldi non vuol dire essere povero!

Zia Franca : certo amore…   e ora mi dirai che i soldi non fanno la felicità, che Venezia e bella ma non ci vivrei e che i neri hanno il ritmo nel sangue…

saldi
Ragazze abbrutite che corrono ad accaparrarsi le primissime offerte

Chicco : scusa zia, ma non hai mai comprato niente ai saldi? Nemmeno da ragazza? C’erano i saldi a quei tempi?

Zia Franca : “ a quei tempi”?!? Mi sei pure diventato villano. Comunque che io ricordi mai comprato niente durante i saldi. E si, ovviamente c’erano anche quando ero un’educanda, almeno credo… ma io e le mie amiche ci guardavamo bene dal parteciparvi. Li evitavamo così come evitavamo le droghe, i poco di buono, i diversamente belli o soprattutto i diversamente ricchi.

Chicco: Secondo te, che sei un’imprenditrice, i saldi servono a far smuovere l’economia?

Zia Franca : Non di meno dalle fave di fuca che servono a far smuovere l’intestino… amore ma ti senti? Ti manca solo di vestire di juta coi maglioni con gli alpaca e i sandali e poi  via a salvare il mondo sulla tua auto elettrica. Ti abbiamo fatto studiare per cosa? Ordiniamo un’altra cosa? Ti va? Io prendo un negroni.

Chicco : quanto ti fermerai in Italia?

Zia Franca : non lo so… giusto il tempo di recuperare un paio delle mie parrucche dal tuo amico Salvatore… sapevi che è venuto a trovarmi in hotel e gli ho fatto vedere le mie parrucche?!?  Beh era come un bambino in un negozio di caramelle… impazzito! Le ha volute provare tutte… ad un certo punto ha messo quella nera, capelli lisci fino alle spalle; quella che uso ai funerali perché la veletta nera  ci sta una favola. Beh non ti dico, DIVINO, stava così bene che gli ho detto di tenerla per qualche settimana in modo che potesse prenderci confidenza. Sembrava un po’ Uma Thurman in Pulp-Fiction, ma più sbarazzina… mi ha riparlato del progetto della radio… magari una volta o l’altra lo chiamo in diretta.

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