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Human Rights

Il Consiglio dei Diritti Umani ONU a Ginevra. Bachelet: “Riscaldamento globale minaccia diritti umani”

È partita ieri e si protrarrà fino al prossimo 27 settembre la 42/a sessione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, presso il Palais de Nations.

Istituito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e nato come organo indipendente per promuovere e difendere i diritti umani a livello intergovernativo, il Consiglio è composto da rappresentanti degli Stati e le sue risoluzioni sono frutto dei negoziati tra gli Stati membri.

Al centro dell’agenda di questa 42/a sessione di lavori c’è, ovviamente, la condizione critica dei diritti umani nel mondo in questo periodo storico, come la crisi nella regione del Sahel e le continue guerre civili in Venezuela, Myanmar, Siria, Somalia e Gaza.

C’è, però, un tema comune all’intero pianeta che il Consiglio pone sotto stretta osservazione: il cambiamento climatico, che mai come in questi mesi (complice il contributo di Greta Thunberg e di pareri scientifici sempre più allarmisti) sembra essere la principale fonte di apprensione per garantire la tutela dei diritti umani.

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L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Michelle Bachelet

“La minaccia ai diritti umani non è mai stata così concreta”

È proprio l’Alta Commissaria per i diritti umani Michelle Bachelet che ieri, all’apertura dei lavori, ha lanciato un monito all’Assemblea: ”Il mondo non ha mai visto una  minaccia ai diritti umani come quella che viviamo oggi, e per questo c’è l’urgenza di un impegno dei paesi per combatterla. Le risorse in diminuzione a causa del riscaldamento globale portano ad un aumento della fame, delle migrazioni e dei conflitti.

Questa non è una situazione in cui qualsiasi paese, istituzione, qualsiasi politico possa stare in disparte.” ha continuato la Bachelet. “Le economie di tutte le nazioni; il tessuto istituzionale, politico, sociale e culturale di ogni Stato e i diritti di tutto il tuo popolo e delle generazioni future saranno influenzati“.

Dall’uragano Dorian, un disastro naturale di proporzioni impensabili fino a qualche anno fa, che alle Bahamas ha provocato circa 50 morti accertati, migliaia di dispersi (si parla di almeno 5000), 400 mila sfollati e sterminato centinaia di cani e gatti dell’isola, al forte aumento della fame globale, che secondo l’OMS dovrebbe comportare circa 250 mila morti in più ogni anno tra il 2030 e il 2050 a causa di malnutrizione, malaria e altri disturbi. Tutti riconducibili all’erosione delle risorse per il riscaldamento globale.

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le Isole Bahamas devastate dall’Uragano Dorian (fonte: France24)

La crisi del Sahel

La Bachelet ha anche sottolineato l’intensificarsi dei conflitti nelle regioni in via di sviluppo, constatando che il 40% delle guerre civili negli ultimi sei decenni è strettamente connesso al degrado ambientale. Tra tutte, si pone sotto osservazione particolare la regione del Sahel (regione sub-sahariana che comprende, tra gli altri, Burkina Faso, Mali, Ciad, Niger, Senegal), tra le più fragili del pianeta.

Dal 2017 l’area del Sahel è colpita da una forte crisi alimentare inasprita dalla mancanza di piogge, che compromette l’attività agricola e la pastorizia. Oltre 6 milioni di persone (di cui un terzo sono bambini), faticano a procurarsi cibo a sufficienza per la sussistenza quotidiana.

Il degrado dei seminativi in ​​tutta la regione del Sahel sta intensificando la concorrenza per risorse già scarse, portando a frequenti scontri tra pastori e agricoltori che, a loro volta, acuiscono le tensioni etniche. Lo sviluppo lento e la crescente povertà stanno esponendo i giovani allo sfruttamento da parte di gruppi estremisti e terroristi, alimentando la violenza” ha spiegato la Bachelet.

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La regione del Sahel fonte: Alamyimages)

Nessuno è immune dalla violazione dei diritti umani

Le libertà fondamentali e le protezioni dei più deboli e vulnerabili vengono erose in tutte le regioni. Nemmeno le democrazie forti come gli Stati Uniti ne sono immuni.” ha tuonato la Bachelet nel discorso d’apertura, esprimendo particolare preoccupazione per l’indifferenza al problema migratorio da parte dell’America trumpiana, riferendosi alla mancata accoglienza dei rifugiati e all’orrore della separazione dei bambini migranti dai loro genitori.

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Amo il mare azzurro, i violini nei film di François Truffaut e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo di diritti umani, cultura e spettacolo.

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