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Il ddl Pillon è “superato”, ma il Senatore lavora ad un nuovo testo condiviso

La deputata di Leu Laura Boldrini (4S) in piazza Montecitorio alla manifestazione contro il ddl Pillon, Roma 23 luglio 2019. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Scongiurato – almeno per ora – il pericolo di vedere approvato il ddl Pillon.


Sin da subito abbiamo espresso le nostre perplessità, analizzandolo articolo per articolo per articolo nella rubrica BL Legalità, sul disegno di legge che riformava il diritto in tema di divorzio segnalando le criticità più gravi, come l’affido condiviso, l’abolizione del reato sugli obblighi di assistenza familiare, la mediazione obbligatoria.

Nella giornata di ieri, il ddl Pillon così come lo conoscevamo è stato stralciato in commissione giustizia del Senato. “Superato“, come annunciato da Alessandra Riccardi e Matteo Cruciani, per lavorare ad un testo unificato che rappresenti una sintesi dei sei DDL finora presentati. Se ne parlerà dunque a settembre, con l’occasione di “togliere tutte le storture presenti in tutti i provvedimenti e arrivare a una modifica condivisa“. I due senatori pentastellati hanno anche assicurato che attorno alla nuova proposta di legge non vi sarà “nessuna accelerazione“, e che “il testo unificato non sarà depositato fino a che non ci sarà pieno accordo“.

Il nuovo testo – aggiungono Riccardi e Cruciani – sarà presentato quando ci sarà accordo pieno e soddisfacente su tutti i punti. Per noi quel che conta è lavorare a una legge seria e ponderata in ogni dettaglio, stiamo discutendo dei bambini e delle famiglie, della loro serenità e della loro tutela“.

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Manifestazione del 23 luglio a Montecitorio contro il ddl Pillon
foto: lapresse

In ogni caso, ad elaborare una sintesi dei sei ddl sarà comunque il Senatore Pillon, che resta relatore della legge. Il controverso parlamentare del Carroccio si metterà al lavoro sin dalle prossime ore per trovare una quadra sui cinque testi condivisi (più il suo) scaturiti dalle decine di audizioni tenute con associazioni ed esperti della materia (pedagogia, diritto di famiglia) negli scorsi mesi.

Pillon non si definisce dispiaciuto per lo slittamento della discussione: “Si era prospettata una fase di ostruzionismo che è stata superata con la decisione presa all’unanimità dai gruppi parlamentari. Una decisione responsabile – apprendiamo da agi – Non si possono fare steccati ideologici sui diritti dei bambini, le contrapposizioni le faremo su altro. Su questo tema – continua il Senatore – mi piacerebbe che si continuasse a lavorare con reciproco rispetto“.

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Il Senatore Simone Pillon

I punti del ddl Pillon contestati da giuristi, associazioni per i diritti delle donne, centri anti violenza, movimenti e organizzazioni per l’infanzia richiamano alcune battaglie portate avanti dai comitati dei padri separati.

Uno degli aspetti più controversi resta l’obbligo di frequentazione paritaria, che a detta dei detrattori (e come sottolineato anche nel nostro articolo dalla nostra consulente legale Avv. Sara Astorino) creerebbe “un esercito di bambini con la valigia“. Fortemente criticata resta anche la cancellazione dell’assegno di mantenimento (e la conseguente abrogazione della legge penale sulla sua obbligatorietà), che potrebbe scoraggiare le donne ad allontanarsi da situazioni familiari difficili in quanto soggetti economicamente deboli.

Altro punto in esame di modifica è la possibilità di escludere dalla relazione con i figli “chi mette in cattiva luce l’altro genitore”: forse uno degli aspetti più gravi della legge, ispirata da una presunta e controversa “sindrome da alienazione parentale”, una dinamica psicologica disfunzionale quanto mai dibattuta dalla comunità scientifica (che non l’ha mai riconosciuta in quanto “priva di logica e fondamento“) ipotizzata dal medico Richard Gardner, noto per alcune dichiarazioni contro le donne e in favore della pedofilia pubblicate nei suoi libri.

Gardner affermò che “la pedofilia è sempre stata considerata la norma dalla stragrande maggioranza della gente in ogni epoca” e che “l’allontanamento di un genitore pedofilo da casa dovrebbe essere attuata solo quando sia fallito ogni tentativo di trattamento della pedofilia e del reinserimento in famiglia”. Un’associazione vagamente incoerente per un partito che fa di Bibbiano una delle questioni al centro della sua politica del momento.

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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