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Prefatio:

Oggi avrei dovuto semplicemente recensirvi un nuovo libro per la mia rubrica, come ogni sabato, ma, dopo esserci consultati in redazione e , visto che, una serie di piacevoli e fortuiti eventi ci hanno avvicinato ad un libro che diventerà sicuramente un “super classico contemporaneo”, abbiamo deciso di proporvi una sorta di “inchiesta culturale” che ha come protagonista indiscusso il Sale (il libro), in due continenti (Europa ed Africa), in tre nazioni (Francia, Italia e Togo) e due regioni italiane (Abruzzo e Lombardia) ed un giro di persone del mestiere (Neo Edizioni) e da autentici appassionati come quelli del gruppo facebook “Billy, il vizio di leggere”. Quasi una Caccia al Tesoro che ci ha fatto decidere di continuare a parlarvi di tutto ciò che abbiamo appreso inseguendo questo libro…
Forse è proprio come la trama de “il Sale”: un intreccio di vite con un unico scopo finale…

Qualche mese fa via telefono, la mia amica di sempre, Gina, mi disse che aveva appena finito di leggere un libro “particolare” che stava ancora metabolizzando, un libro non semplice ma da . Lo aveva preso in aeroporto a Parigi poco prima di trasferirsi a Sokode in Togo con tutta la famiglia.

Con Gina sono andato a scuola assieme e, oltre che essere anche il suo testimone di nozze, condividiamo l’atavica passione di fagocitare libri, lasciandoci contagiare allegramente da titoli particolari, unici, affascinati da sempre dalle fondaglie di magazzino e dalle piccole biblioteche di paese.

Gina mi raccontò de “Le Sel” e mi chiese se lo avessero pubblicato in Italia.

Pour parler”.

Continuammo la conversazione parlando dei villaggi di fango togolesi e delle novità lessicali di Camilla, sua figlia in piena fase di lallazione, e degli ippopotami… Il Sale, quindi finì archiviato nei meandri del mio cervello.
Qualche mese più tardi, dopo una visita al museo nazionale di Brera, decisi assieme ai miei amici di andare a trovare Cinzia, nostra poliedrica amica tarantina che abita ad un tiro di fucile dal museo. Tra un caffè, una polaroid ed una sigaretta intraprendo una bella conversazione con Stefano, il compagno di Cinzia, che sapendo delle mie recensioni su BL Magazine mi propone:

Sai che ho appena letto Il Sale di Jean Baptiste del Amo? Fantastico!!!

Guarda, me lo hanno consigliato dal Togo, lo hanno letto in francese e mi hanno detto che è un libro straordinario, ma come ben sai, non mi manca da leggere.. quindi avevo momentaneamente archiviato l’idea di cercarlo…

Guarda, io l’ho comprato perchè ha vinto Modus Legendi 2018…

e qui decido di lasciare tutto il resto. Mi incaponisco. Controllo su Internet dove poter comprare il libro e quale casa editrice lo producesse.

Neo Edizioni.

Li contatto telefonicamente.

Il prefisso mi suggerisce mie antiche numerazioni telefoniche… e caso vuole che la Neo ha sede a Castel di Sangro, nel cuore della Majella.

La Majella: casa mia.

Quelli di Neo mi dicono che con quel romanzo ed altri saranno presenti al Book Pride a Milano.

Eureka.

E di lì a qualche giorno mi reco allo spazio Base di Milano, dove ha sede il Book Pride a cui comunque avrei dovuto partecipare per fare il rabdomante di titoli interessanti.
Faccio la gimcana tra gli stand ed ad accogliermi con un boccione di genziana artigianale ci sono Angelo Biasella e Francesco Coscioni, di Neo Edizioni.

Ridiamo.

“Alla salute!”

e poco dopo ci sediamo ed iniziamo una bella chiacchierata.

Gli editori di NEO Edizioni, Angelo Biasella e Francesco Coscioni
Cosa significa essere piccoli editori con queste nuove modalità di editoria che internet ha reso possibile?

Come piccola casa editrice abbiamo il compito di fare ricerca, di trovare nuove voci, nuovi autori, nuove scritture e di proporle al mercato. Ed è un mercato un po’ dominato dai grandi e noi siamo i “corsari” e cerchiamo di ritagliarci il nostro spazio creando proposte molto selettive: è il nostro plusvalore! Non è assolutamente facile… e ti dirò: le nuove tecnologie ci danno una mano.
Altra cosa importante è che comunque riusciamo ad essere distribuiti in tutte le librerie italiane.

Parlando della vostra ricerca: cercate spesso giovani autori?

I grandi gruppi editoriali difficilmente investono sugli esordienti. C’è stata una breve parentesi in cui anche le grandi case editrici si sono occupate di esordienti… come ad esempio Paolo Giordano, ma è stato un po’ un fuoco di paglia che subito ha iniziato a spegnersi, per cui noi case editrici indipendenti diventiamo “la frontiera”. I giovani autori hanno più facilità di essere pubblicati con noi.

Prima ci muovevamo molto con la lettura dei manoscritti (lavoro lungo e meticoloso), adesso invece ci affidiamo anche a delle agenzie cercando di perseguire la nostra linea editoriale. Poi accompagnano il giovane scrittore in tutte le fasi salienti della pubblicazione del libro: l’esordiente diventa il nostro autore di punta.

Adesso invece vorrei parlare con te del perché sono qui a chiacchierare con te: Il Sale , di Jean Baptiste Del Amo…

In Francia J.B. Del Amo era già famoso, molto famoso, ha pubblicato i suoi romanzi con Gallimard… la traduttrice, Sabrina Campolongo, ce l’ha proposto e noi di Neo Edizioni ce ne siamo innamorati. Abbiamo contattato in punta di piedi Gallimard, perché è enorme, paragonabile a Mondadori o Feltrinelli, ed abbiamo iniziato la trattativa. In Italia è un vero esordiente, nessuna casa editrice aveva mai pubblicato Del Amo. Ma noi lo volevamo pubblicare: pur essendo un giovane scrittore, Il Sale, ha un respiro da “grande classico” contemporaneo. La sua scrittura è materica, sensuale: ti avvolge!

Noi lo avevamo pubblicato nel 2013 e già all’epoca aveva avuto un ottimo riscontro sia di critica che di pubblico. Poi il gruppo facebook “Billy, il vizio di leggere” attraverso la loro iniziativa, il premio “MODUS LEGENDI 2018”, lo ha intercettato e lo ha ritenuto un romanzo meritevole per concorrere con altri romanzi di grandi case editrici, ma ha vinto Il Sale.

Prima di lasciarci, parlami di Neo Edizioni che vive nel cuore de La Majella, a Castel di Sangro, e della vostra Grande e Piccola avventura.

La scelta di aprire la casa editrice a Castel di Sangro è stata una scelta politica: potevamo aprirla o a Pescara o a Salerno, io di fatto sono Campano, vivo da anni a Pescara ma abbiamo voluto aprirla lì, in un paese sul crinale dell’Appennino, proprio per fare qualcosa che andasse fuori dai grossi centri e a muoverci, poi, su scala nazionale. Dopo 10 anni ci siamo riusciti anche con diversi premi per i nostri Titoli (da Modus Legendi al Premio Strega). Molti giornalisti ci paragonano alla squadra di calcio del Castel di Sangro quando arrivò in serie B.

I libri che proponiamo noi hanno l’intento di spostare il lettore. Vogliamo che chi legge un nostro libro, poi, si scuota , che sia un po’ cambiato.

E finalmente ho tra le mani anche io “IL SALE” …

Prendo il metrò che mi condurrà a casa.

Lo guardo. Lo sfoglio.

L’Autore ha deciso di cominciare il libro con una citazione di Virginia Woolf…

Potrebbero essere isolotti di luce- isole nella corrente, che cerco di rappresentare; la vita stessa che scorre”.

“Crescenzago, fermata Crescenzago, uscita lato destro!”

una maldestra signora dalle fattezze ippopotamose del Togo mi plana addosso. Il libro mi sfugge di mano. Si stacca la fascetta allegata. Mi rialzo ed a fatica rialzo pure il pachiderma meneghino che ridendo fragorosamente si scusava con me.

Raccolgo il Libro.

La signora lo guarda e mi dice: “Quello lo consigliavano su “Billy, il vizio di leggere!”

Le coincidenze.

[continua sabato 14 aprile…]

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade.

Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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