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Human Rights

Il TDoR 2020 sarà on line. Intervista agli organizzatori.

Domani, 20 Novembre 2020, sarà TDoR (Transgender Day of Remembrance): il Giorno della Memoria delle persone Transgender. Un appuntamento mondiale importantissimo poiché mette materialmente a fuoco l’attenzione su tematiche emergenziali come la violenza subita dalle persone Trans. Proprio in questi giorni il Senato italiano dovrà approvare il testo di legge per contrastare l’OmoBiTransfobia e, auspicandoci che la legge verrà approvata, tra le giornate dedicate a queste tematiche, sicuramente il 20 novembre verrà promulgata ufficialmente come Giornata Nazionale.


Ovviamente il 2020 è un anno particolare, e, dunque, anche il TDoR dovrà necessariamente “cambiare pelle”. Nonostante i divieti di molte nazioni per contrastare la diffusione della pandemia, molte organizzazioni in giro per il mondo hanno organizzato celebrazioni da remoto.

Abbiamo contattato Diego Angelo Cricelli , del direttivo di Brianza Oltre l’Arcobaleno, organizzatore di uno di questi TDoR on-line gratuito.

Potete partecipare cliccando questo link:

https://fb.me/e/6250ZG47F

 Sappiamo che l’epoca che stiamo vivendo non ha permesso una celebrazione in presenza per il TDOR, come sarà, invece, questa nuova esperienza da remoto? 

Sarà sicuramente un’esperienza limitante, ma non ci scoraggia: abbiamo affrontato già da marzo l’evoluzione del passare dal vivo al remoto, ma la cosa non ci ha fermato, perché abbiamo già organizzato eventi importanti, come la Pride Week, in live sui nostri social. Però sarà interessante e sicuramente più raggiungibile anche al di fuori dei confini brianzoli, poiché potranno essere con noi anche amici di altre associazioni di altre regioni.

Non voglio farmi scoraggiare da questa situazione, comunque. Abbiamo da celebrare un evento importante e, sinceramente, avrei trovato modo di trasmetterlo persino da Marte, pur di dare voce ai fratelli e alle sorelle cadut* ancora quest’anno per odio transfobico.

 Avete coinvolto diverse associazioni per realizzare il vostro evento: quanto è importante la sinergia tra associazioni ed enti in questo preciso momento storico? 

La sinergia sul territorio nazionale e internazionale è sempre stata importante, specialmente in un momento storico come questo, dove si stanno rivivendo certe situazioni di violenza, che ricordano tanto la prima metà del secolo scorso. Dobbiamo essere unit* per poter combattere gli ostacoli quotidiani. Le associazioni coinvolte nello specifico, tra l’altro, sono quelle che hanno dato vita alla campagna #guardami. Il creatore Ethan Bonali (socio di Libellula Roma) ha fatto sì che le persone potessero esprimersi e farsi vedere dalla società, di modo che quest’ultima potesse prendere atto dell’assurdità che c’è dietro alla transfobia. Giulia Carta (socia di ASCE Trans Sardegna) è stata “gli occhi” della campagna per quattro mesi ed ha curato, insieme a Ethan, i contributi politici pubblicati in campagna. Massimo D’Aquino (segretario di Libellula Roma), Samantha Trapanotto, (vicepresidente di Libellula Roma) e Alex Mariani (vicepresidente di BOA) hanno svolto il lavoro di “reclutatori” andando a chiamare le persone trans a partecipare alla campagna, fornendomi il materiale da pubblicare. Io ho avuto l’onore di postare le storie di persone straordinarie, che hanno avuto vicende toccanti e importanti, che necessitavano di essere ascoltate e accolte dalla comunità. Massimo, poi, ha fatto un grande e importante lavoro di ricerca e traduzione delle storie del TDoR di quest’anno. Questo intreccio di associazioni così distanti l’una dall’altra, ci ha anche portato a cooperare su molti fronti: scambio di informazioni sulla realizzazione di eventi mirati, su come creare servizi ad hoc per la comunità e su come gestire e fronteggiare gli eventi dell’ultimo periodo con l’utenza (vedi la legge Zan e l’ultima determina AIFA circa la prescrizione degli ormoni per i percorsi di transizione). La costruzione di una rete è fondamentale per ottenere il riconoscimento di sempre più diritti che ci garantiscano l’autodeterminazione e la sicurezza di vivere una vita libera dalla violenza.

Durante il lockdown ci sono stati degli episodi di transfobia? Con la vostra associazione come avete agito? 

L’unico episodio che abbiamo dovuto fronteggiare è avvenuto quest’estate: la nostra associata Roberta Civiltà ha subito un gravissimo incedente che è stato mal raccontato dai giornali locali, che sono addirittura andati a pubblicare false notizie sulla sua salute, ma, ancor peggio, il suo deadname, andando così a ledere completamente il diritto alla privacy della persona. Abbiamo quindi prontamente scritto alla redazione del giornale e abbiamo pubblicato sulla nostra pagina il nostro disappunto sull’accaduto. Siamo felici che Roberta si stia riprendendo e che stia facendo grossissimi miglioramenti. Siamo tutt* con lei! Non abbiamo registrato altri episodi di transfobia nel nostro territorio. Penso, purtroppo, che non sia stato possibile per le vittime riportarli, non certo che non ce ne siano stati affatto. Ci tengo a ricordare alla comunità che noi ci siamo, che il nostro sportello online è attivo e che basta mandarci anche solo una mail o un messaggio su FaceBook e prontamente richiameremo l’utente cercando di fornire l*i tutto l’aiuto e il supporto possibile.

In una scuola Toscana una maestra aveva preparato una attività sul rispetto delle differenze (anche di genere) affrontando anche il tema della discriminazione delle persone T. Purtroppo la docente è stata duramente attaccata per la sua attività di educazione civica sull’articolo 3 della costituzione. Quanto credi sia importante parlare di tutte le tematiche relative anche al mondo T a scuola? Credi sia opportuno parlarne anche con i bambini? 


Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

L’articolo parla da solo. C’è poco di cui attaccare l’insegnante. Ogni attività svolta in tal senso è, per l’appunto, protetta dalla costituzione stessa. Chi fa ostruzionismo all’apertura mentale, specialmente de* più piccol*, va contro la costituzione e il diritto all’uguaglianza sociale. Sarebbe stato necessario attaccarla se avesse creato attività che andavano contro questo articolo.

Io sono un uomo trans. Se mi avessero detto da piccolo che io non ero un’anomalia, ma una semplice variante di colore dell’enorme tavolozza di colori che sono le persone di questo mondo, sarei sicuramente cresciuto più libero e consapevole. Soprattutto più felice e spensierato.

È estremamente importante spiegare a* bambin* fin dall’infanzia che esiste la diversità e che la stessa non è un’aggravante, ma un arricchimento della persona. Bisogna spronarl* a essere loro stess* fin dalla più tenera età senza paura. Ai genitori bisogna spiegare che non possono vedere ne* propr* figl* un clone di loro stessi e che devono imparare a lasciarl* liber* di esprimersi, andando ad aiutarl* a risaltare le loro qualità e loro doti naturali.

Albert Einstein diceva “ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”. Questo teorema è applicabile in ogni aspetto di vita: scolastico, sociale, sessuale.

Se creiamo un modello unico a cui chiunque deve sentirsi rappresentat*, beh abbiamo perso in partenza.

Non si può chiedere a un pesce di arrampicarsi su un albero, esattamente come non si può chiedere a un essere umano di essere chi non è, solo per far felice qualcun altro o per omologare tutt* sotto un unico tetto.

È così bella e soddisfacente la diversità. Evviva la diversità! Evviva l’arcobaleno!

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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