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Triangolo amoroso al cinema

Spettacolo

IL TRIANGOLO, NO!? #3Film Che Non Sapevi Di Voler Vedere

Il triangolo amoroso è il tema che ho scelto di affrontare per questo speciale di #BLcinema.


Prima di addentrarci nell’argomento di oggi vi ricordo di seguire l’hashtag #3FilmCheNonSapeviDiVolerVedere per scoprire titoli recenti o passati che, schiacciati da una distribuzione che guarda solo agli incassi, spesso sono relegati a poche sale o direttamente distribuiti per l’home video.

Nel caso vi siate persi gli appuntamenti precedenti, vi segnalo qui sotto (cliccateci sopra per aprire gli articoli) le tematiche già affrontate: Identità, Destino e Sesso.
Ma torniamo al tema di oggi.

L’amore è una tematica universale e da sempre il cinema è specchio e riflesso dei moti del nostro cuore. Quali direzioni esso prenda è però oggetto di non poche argomentazioni.
Trovare ragioni al perché ci si lasci cullare o si possa sprofondare in un rapporto amoroso è cosa davvero ostica.


Ma cosa accade quando l’oggetto del nostro amore è da condividere con un’altra persona?
Se un equilibrio tra due esseri umani presenta non poche difficoltà, potete solo immaginare quali problematiche si affrontino sul campo quando i giocatori sono tre.

Il cinema in questo senso ha il più delle volte evidenziato le tragiche conseguenze del triangolo amoroso.
Basti pensare a un titolo come “JULES E JIM” (1962) di François Truffaut, capolavoro della Nouvelle Vague a cui fa riferimento un altro grande classico della storia più recente come “THE DREAMERS” di Bernardo Bertolucci.

triangolo in THREESOME
Il triangolo amoroso di “AMICI PER GIOCO, AMICI PER SESSO”

Dai toni certamente meno drammatici, ma non esente da momenti di toccante verità, è una commedia del 1994 di quel Andrew Flaming che 2 anni dopo avrebbe diretto il piccolo cult “GIOVANI STREGHE“.
AMICI PER GIOCO, AMICI PER SESSO” (“Threesome” è il titolo originale) racconta del giovane e colto Eddy che si trova suo malgrado a dover condividere la camera col rozzo seduttore Stuart. Nonostante le divergenze caratteriali i 2 ragazzi trovano un loro equilibrio che verrà presto sconvolto dall’arrivo di un terzo coinquilino, la bella e sfrontata Alex.
Dopo una freddezza iniziale anche Alex troverà simpatici i 2 ragazzi e in particolare resterà attratta dalla sensibilità di Eddy.
Lei è invece nelle mire dello spaccone Stuart.
Ma Eddy deve affrontare le sue incertezze del cuore, quando comprende di desiderare il suo compagno di camera.
Il film ha un’interessante premessa da non sottovalutare: la voce narrante è quella del dolce e confuso Eddy e tramite lui ci ritroviamo catapultati in questo viaggio alla scoperta di se stessi e dell’altro. Non è un fatto così scontato se consideriamo che lui poi, di fatto, si scopre essere omosessuale.
L’alchimia tra i tre giovani e bravi interpreti è davvero tangibile e fa perdonare certe piccole banalità di sceneggiatura: Lara Flynn Boyle (famosa per aver preso parte alla serie di “Twin Peaks“), Stephen Baldwin (fratello del più celebre Alec Baldwin) e Josh Charles.
Situazioni divertenti si alternano a scene dalla forte carica erotica per un film che scorre con piacere, supportato da un’accattivante soundtrack tutta da riscoprire.

il triangolo di WILDE SIDE
L’intimità e la toccante sensibilità del triangolo amoroso del film WILDE SIDE

Cambiano le atmosfere e le dinamiche nel titolo WILDE SIDE di Sébastien Lifshitz.
Presentato nel 2004 nella sezione panorama al Festival di Berlino, il film deve il suo titolo alla canzone di Lou Reed “Walk on the Wilde Side” che, nel 1972, toccò alcuni temi scottanti come la transessualità, l’uso di droghe e la prostituzione maschile.
WILDE SIDE si addentra in un nucleo familiare molto particolare composto da Stéphanie, transessuale che vive a Parigi facendo la prostituta, Djamel, ragazzo di origini magrebine che lui pure si prostituisce, e il possente Mikhail, uomo russo in fuga dalla guerra in Cecenia, ex boxeur, che campa di lavoretti saltuari.
Il trasferimento dei tre nel piccolo paese natale di Stéphanie, che deve accudire la madre malata, li porterà a trovare un nuovo equilibrio e una riflessione su chi sono e da dove sono venuti.
Questo triangolo amoroso ci viene presentato con una naturalezza e una delicatezza davvero uniche.
Le psicologie dei tre protagonisti sono ben delineate o suggerite da diverse scene chiave e in questo senso la scelta degli attori è un valore aggiunto: Stéphanie Michelini, Josiane Stoleru e Edouard Nikitene.
Un film intimo e sincero che non teme di mostrare un amore forse diverso, ma non meno degno di altri di essere chiamato tale.

L’evocativo brano “Bang Bang” di Dalida fa da colonna sonora al trailer de
“LES AMOURS IMAGINAIRES”

E concludiamo questo speciale presentandovi un titolo cui sono molto affezionato.
LES AMOURS IMAGINAIRES (2010) è l’opera seconda dell’ormai celebre regista Xavier Dolan (suoi anche “Tom à la Ferme” e “La Mia Vita Con John F. Donovan“).
In questo film dai colori e i toni pop si racconta di come l’affiatata amicizia di Francis (interpretato dallo stesso Xavier Dolan) e l’eccentrica Marie (una convincente e irresistibile Monia Chokri) venga messa in crisi dall’arrivo dell’aitante e ambiguo Nicolas (il bellissimo Niels Schneider).
Sebbene a oggi sia considerata una delle opere meno riuscite del giovane regista canadese, “accusato” qui di esser vanitoso e compiaciuto delle proprie doti artistiche, io la trovo molto onesta.
L’azione è spesso frammentata da intermezzi in cui alcuni ragazzi e ragazze si raccontano a cuore aperto davanti alla telecamera, quasi fosse un’intervista, guardando quindi oltre l’opera filmica, ma contaminandola e imbevendola di un certo realismo e stringendo quindi un legame diretto col giovane pubblico.
Il triangolo amoroso qui presentato non trova mai una sua reale dimensione, ma è più un duello tra i due amici, una rivalità di sguardi e piccoli sgambetti per aggiudicarsi le attenzioni del loro oggetto dei sogni.
Notevole, come sempre, la colonna sonora che sottolinea i moti dell’animo e una fotografia meravigliosa che incornicia le scene come piccole opere d’arte.



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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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