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Human Rights

Il tribunale di Lucca autorizza una ragazza 16enne alla rettifica del genere

È una sentenza storica, la seconda in Italia, quella emessa qualche settimana fa, 27 agosto, dal tribunale di Lucca.


La corte si è infatti espressa favorevolmente per autorizzare il cambio di sesso all’anagrafe di una ragazza di 16 anni, dando anche il via alla possibilità di sottoporsi all’intervento chirurgico di riassegnazione del sesso.

Il tribunale, unitamente al pubblico ministero, ha completato l’articolato iter decisionale grazie anche a una giurisprudenza favorevole sul tema: due anni fa alcuni giudici di Genova hanno emesso una sentenza simile dopo un passaggio in Cassazione e soprattutto dopo una sentenza favorevole della Corte Costituzionale.

Identità di genere e stabile equilibrio psicofisico

Compito della corte è stato fare luce su un aspetto essenziale della vicenda, l’esclusione dell’obbligatorietà dell’intervento “demolitorio e/o modificativo dei caratteri sessuali anatomici primari” per ottenere la riassegnazione del genere nei registri di stato civile.

La maturazione di una nuova identità di genere, infatti, può rappresentare il culmine di un processo individuale che non necessariamente prospetta la rettifica dei propri organi genitali, purché “la serietà e univocità del percorso scelto e la compiutezza dell’approdo finale siano oggetto, ove necessario, di accertamento tecnico in sede giudiziale“.

In questo caso i giudici, dopo aver verificato l’esistenza di tutti gli elementi come da indicazione della stessa Consulta, hanno ritenuto opportuno accogliere sia la richiesta di cambio anagrafico sia l’intervento chirurgico, in funzione di garanzia del raggiungimento di uno stabile equilibrio psicofisico.

La ragazza, dopo aver ottenuto anche il placet dei genitori, ha dovuto seguire un rigido protocollo medico, sottoponendosi a tre perizie per dimostrare la disforia di genere e avviare l’iter della l. 164/1982, che non prevede un limite d’età.

Associazione GenderLens

Ad annunciare alla stampa la sentenza è l’associazione Genderlens, una rete tra famiglie con figl* con varianza di genere che ha seguito il caso della ragazza di Lucca.


Finalmente a nostra figlia viene legalmente riconosciuto il diritto di essere se stessa senza dover sempre essere costretta a fare continui e forzati coming out, a subire bullismo, discriminazioni e possibili aggressioni ogni volta che deve mostrare quei documenti anagrafici che non la rappresentano” ha commentato la famiglia della sedicenne. “Ora con questa sentenza potrà vedere legittimato il proprio diritto ed essere felice quando, come tutte e tutti, cercherà di raggiungere gli obiettivi che si pone. E noi siamo felici con lei”.

da https://www.genderlens.org/2021/09/04/lucca-autorizzata-la-rettifica-anagrafica-di-genere/

GenderLens ribadisce l’importanza di fare rete tra le tante famiglie che vivono questa esperienza “perché il supporto, la conoscenza e la corretta formazione sono gli attrezzi necessari per far conoscere questa realtà che richiede e necessita di vedere riconosciuti diritti e dignità“.

Ancora una volta, l’autorità giudiziaria colma l’assenza di una legge al passo con i tempi sul tema della transizione, che possa tenere conto delle grandi differenze sociali rispetto al periodo in cui, 40 anni fa, la legge 164/82 si affacciava nel panorama legislativo e sociale italiano. L’importante anniversario del prossimo anno della legge italiana sulle persone trans, già oggetto di numerosi interventi della Corte Costituzionale, dovrebbe far interrogare il legislatore alla luce delle nuove esigenze della comunità trans e dei grandi passi avanti fatti dai paesi della comunità europea, sempre più orientati al principio di autoaffermazione.

Leggi anche: Ravenna, in tribunale per cambiare sesso e nome a 13 anni


Fonte: Luccaindiretta, La Nazione, Genderlens

Photo by Sharon McCutcheon on Unsplash

Scritto da

Sono nato in Puglia, dove sono cresciuto a orecchiette, giornalini e romanzi d'appendice. Sono ebbro di vino, virtù e poesia. Oggi mi divido tra la città natale e la città Eterna. Nella vita mi collaboro con le case editrici come revisore di testi ed editor. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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