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trono di spade recensione ultima puntata

Spettacolo

Il Trono di Spade è finito, lunga vita al Trono di Spade [RECENSIONE ULTIMA PUNTATA “The iron throne”]

Ricordo ancora quando, nel lontano 2011, cominciai a vedere il Trono Spade. Superate le prime due puntate, era chiaro come già mi sentissi catapultato in questo mondo sì fantastico come quello del Signore degli Anelli, ma con un focus maggiore sulla politica, diplomazia, intrighi di potere e guerre tipiche del medioevo.

Mai avrei immaginato di scrivere del suo finale con la delusione come mia compagna.

MEGA ULTRA SPOILER OLTRE QUESTO TESTO, DRACARYS A TE CHE LEGGI SENZA AVER VISTO IL FINALE

Dopo l’eruzione della violenza di Daenerys ci ritroviamo in un Approdo del Re completamente distrutto con Arya, Jon e Tyrion che si scambiano battute su quanto Daenerys sia la Regina Pazza che tutti temevano. Nelle strade, infatti, uno spietato Verme Grigio continua a giustiziare i soldati fedeli alla defunta Regina Cersei. Ma il terrore non sembra terminato: la Khaleesi di tutti i regni non ha intenzione di fermarsi: mossa da un evidente delirio di onnipotenza, vuole esportare i suoi ideali di “libertà e giustizia” in tutto il mondo e “rompere la ruota”.

USA! USA! USA! FREEDOM AND DRAGON GUNS!

Nel frattempo Tyrion decide di dare le sue dimissioni da Primo Cavaliere (anche perchè Daenerys viene a sapere che ha liberato Jaime, che manco a nulla è servito) e viene imprigionato in attesa della pena capitale, sempre pensando che Varys, alla fine, aveva ragione.

daenerys game of thrones
Ma sicuri che non era il trailer del nuovo film su Maleficent?

Dopo le raccomandazioni di Arya (stai attenta, questa è un’assassina come me) abbiamo forse il momento clou in cui noi spettatori avremmo dovuto fare “AH HA RAGIONE!”. Ma così non è.

recensione ultima puntata
“Guarda che non è la prima volta che le parte la ciavatta…”

Tyrion dice a Jon Snow che Daenerys in realtà è sempre stata pazza, e che le scorse volte, ad Astapor, a Qarth, la si festeggiava solo perché si trattava di schiavisti. Ma non si vedeva quello che era veramente. Una tiranna pazza, come suo padre.

La differenza tra ciò che dice Tyrion e ciò che noi pubblico percepiamo vediamo è proprio l’essenza delle storie, di quelle che noi umani da sempre ci tramandiamo, stesso concetto che verrà ripreso verso la fine dell’episodio proprio dall’ultimo dei Lannister. In tutta la stagione, che ha il voto IMDB peggiore di tutta la serie, ci vengono presentate azioni, conseguenze e pazzie improvvise che ci fanno storcere il naso non tanto perché sono accadute, ma per come sono successe.

E anche quando Jon uccide Daenerys, dopo essere stato tormentato dalla scelta tra amore e dovere, il pubblico non è scioccato o comunque investito da qualche emozione particolare. Anche perché tutta l’azione si svolge nella più completa asetticità, come se quella che stiamo vedendo non è la scena clou di 8 stagioni un filmino della prima comunione di Jon Snow.

Il succo del fallimento di questa stagione sta tutto in questo: le azioni succedono come se il tutto fosse una lista della spese, noiosa da dettare, noiosa da scorrere. Gli attori, le scenografie, le musiche del fantastico Ramin rimangono fantastiche. Ma sono solo involucri di una stagione che sa cosa deve mostrare, ma che ha perso il senso della crescita dei personaggi.

Daenerys muore infine trafitta al cuore da Jon Snow, per poi addentrarci nel finale “dopo la tempesta”, tipico dei fantasy e di chiara derivazione tolkeniana.

“Jon, quello è un pugnale o sei contento di vedermi?”
  • Drogon decide di distruggere il trono invece di uccidere Jon (perché lei ne ossessionata o perché lui era un Targaryen? Mistero, ma rimane la scena del trono che si scioglie), ed è l’unico essere vivente ad avere una reazione credibile che smuove l’empatia del pubblico. Un personaggio creato in computer grafica.
  • Tyrion fa divulgare la versione westerossiana della Magna Carta (e tutti non si sa perché la accettino, giusto grazie ad un discorso nemmeno tanto convincente) e si passa alla monarchia elettiva, dando quindi ragione a Daenerys
  • Bran diventa Re (ripeto, BRAN RE, QUELLO CHE NON HA MAI FATTO NULLA) perché sarebbe il più puro (ma dove, che è stato lui a dire a Jon della sua discendenza e a causare indirettamente la distruzione di Approdo del re)
  • Sansa diventa Regina del Nord e il Nord diventa indipendente nell’indifferenza generale (niente più cosmologia sui sette Dei dei sette regni, niente Dorne o Isole di Ferro che si ribellano di conseguenza ma un semplice assenso perché la scena di lei incoronata fa figa). Neanche Umberto Bossi a Pontida aveva osato tanto.
  • Arya si prende un vero e proprio anno sabbatico alla stregua di Cristoforo Colombo. Nel frattempo Immacolati e Dothraki tranquillissimi dopo che la loro regina prescelta è morta, diplomatici e accomodanti, se ne tornano chi a Essos, chi a Nath. Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta. Tarallucci e vino.
Nella testa di Verme Grigio: “Ho ucciso tutti i soldati dei Lannister per strada, ma Jon che ha ucciso la mia Regina lo lascio prigioniero!”

Cosa di questo accade naturalmente? Cosa non è una forzatura perché si doveva arrivare a determinati momenti? Poco, a detta del pubblico, che tra petizioni e votazioni molto basse, ha completamente bocciato la stagione finale (ovviamente se ti è piaciuta, buon per te), anche a detta degli stessi attori. Personalmente, come già detto prima, il problema non è cosa sia successo, ma come ci siamo arrivati.

E il come ci siamo arrivati non ha personalmente senso nelle azioni dei personaggi. Le cronache di Fuoco e di Ghiaccio, che, come afferma Samwell nel nuovo concilio, copriranno tutti gli eventi di ciò che è successo: ma cosa diranno veramente? Le scene finali ci lasciano con l’amaro in bocca mentre la telecamera si sposta su tutti i personaggi e sulle loro azioni. E noi rimaniamo lì, a pensare a questo mondo che si è appena chiuso e si aprirà solo con il prossimo spin-off in uscita. Tra la fiducia e lo sdegno, che forse questa volta il percorso dei nostri personaggi avrà senso.

E io ho deciso di comprarmi i libri.

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Social Media Manager per passione, Geek per lavoro. O era il contrario?

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