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In 4000 in un carcere per 800 detenuti: le condizioni carcerarie in Madagascar sono drammatiche

Lo scorso mese di ottobre, il presidente del Madagascar Andry Rajoelina, accompagnato dalla moglie e dal Ministro della Giustizia locale, ha visitato la prigione centrale di Antanimora, la più grande prigione del paese, situata nella capitale, Antananarivo.


Ha potuto così tastare il polso delle realtà carcerarie in Madagascar, scambiato qualche parola con prigionieri e ufficiali di prigione, e successivamente ha proposto soluzioni non solo per sbloccare la situazione carceraria dello Stato, ma anche per migliorare l’immagine della giustizia malgascia. Si tratta della prima grande visita di un presidente in un centro penitenziario della “Big Island” dall’indipendenza del paese il 26 giugno 1960.

Durante la visita, il presidente Rajoelina ha anche concesso la grazia a sei persone, tra cui tre anziani che avevano trascorso più di 30 anni dietro le sbarre, un minore e due giovani incarcerati per aver tentato di rubare il pesce.

malagasy president prison
Il Presidente Andry Rajoelina in visita preso la struttura detentiva di Antananarivo

Il sovraffollamento nelle carceri in Madagascar

La situazione delle carceri in Madagascar è piuttosto “deplorevole”, per utilizzare un’espressione dello stesso governo locale. Sia in termini di condizioni materiali di detenzione sia in termini di condizioni giudiziarie. Con una capacità di 800 persone, la prigione di Antanimora conta ora oltre 4000 detenuti. Questo sovraffollamento del carcere causa problemi di salute, igiene, alimentazione, per non parlare del fatto che, a causa della mancanza di materassi, alcuni di loro dormono sul pavimento.

Il Madagascar conta un totale di 24000 prigionieri nelle varie strutture detentive del paese. Il 60% di loro è in detenzione preventiva e solo il 40% è condannato. In breve, le condizioni di detenzione sono al di sotto degli standard internazionali. Se il Presidente della Repubblica ha intrapreso un percorso di “umanizzazione” del mondo carcerario malgascio, con gli obiettivi principali di decongestionare le carceri e migliorare l’immagine della giustizia malgascia, il lavoro della squadra locale dei diritti umani delle Nazioni Unite ha svolto un ruolo importante in esso.

La sezione “diritti umani” delle Nazioni Unite fornisce supporto tecnico e finanziario per l’attuazione della nuova politica penale del 2019 che mira, in particolare, a porre fine all’ordine di detenzione sistematico ed esplorare altre alternative alla detenzione.

Queste sono le principali azioni attuate nell’ambito di questo sostegno: riattivazione del “Comité des Garanties Judiciaires” (Case Flow Management Review) che è rimasto inattivo per alcuni anni; sollecitazione e coinvolgimento di partner tecnici e finanziari; finanziamento di sessioni giudiziarie penali e udienze giudiziarie mobili; formazione sullo sviluppo di capacità per magistrati e avvocati; istituzione del pool di avvocati per i diritti umani, infine produzione e distribuzione di oltre 1000 copie del codice unificato (diritto penale, diritto processuale penale, diritto della giustizia militare) e raccolta di trattati internazionali e regionali ratificati dal Madagascar.

Parallelamente, a livello strategico, la sezione diritti umani dell’ONU lavorerà di concerto con il coordinatore residente delle Nazioni Unite in Madagascar e il ministro della Giustizia malgascio per influenzare le politiche pubbliche e le decisioni del governo a favore dei diritti umani.

antanimora prigione
L’ingresso della prigione di Antanimora ad Antananarivo, la capitale del Madagascar

Risultati tangibili

Questo approccio diplomatico, iniziato molto prima che Andry Rajoelina salisse al potere nel gennaio 2019, ha effettivamente prodotto risultati tangibili. In effetti, oltre alla visita del Presidente alla Camera centrale di Antanimora, alla sua decisione di graziare e i detenuti che hanno commesso reati minori e al lancio per la costruzione della nuova prigione di Fianarantsoa, il governo ha aumentato il budget assegnato per le prigioni, il che ha reso possibile offrire una nuova dieta più nutriente ai prigionieri.

A breve termine, per i diritti umani delle Nazioni Unite, si tratta di aiutare il governo a invertire il rapporto 60/40, ossia avere il 60% delle persone condannate e il 40% delle persone che sono in detenzione preventiva e rilasciare 2000 persone, entro il 31 dicembre 2019, come dichiarato dal presidente Rajoelina.

Choosy Kris
Scritto da

Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire. Ligure esportato al sud in bilico tra filantropia e misantropia

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