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In USA vogliono l’obiezione di coscienza verso i pazienti LGBT: due giudici invalidano il regolamento

Doppia vittoria della comunità LGBT contro Donald Trump, in due giorni. Anche se, a conti fatti, più che una vittoria della comunità rainbow si tratta di una conquista di civiltà negli Stati Uniti contro la propaganda conservatrice del controverso presidente americano.

Ben due giudici federali hanno annullato una proposta di regolamento del Dipartimento Sanitario, voluta dall’amministrazione Trump, che avrebbe consentito agli operatori sanitari obiettori di coscienza di rifiutare le cure a causa delle loro “credenze religiose o convinzioni morali” anche ai pazienti LGBTQ, che sarebbe dovuta entrare in vigore il 22 novembre.

Mercoledì scorso, il giudice Paul A. Engelmayer del distretto meridionale di New York ha dichiarato l’incostituzionalità della norma, perché avrebbe permesso al Dipartimento della sanità e dei servizi umani di trattenere miliardi di dollari di finanziamenti da ospedali, cliniche, università e altri operatori sanitari in maniera non conforme alla legge.

Secondo Equality Case Files, un’organizzazione no profit che traccia le controversie relative alla causa LGBTQ, nelle intenzioni del Dipartimento di Giustizia la norma “non avrebbe permesso la discriminazione” bensì “solo” consentito il “rifiuto di alcuni trattamenti“. Ciò ha spinto il giudice Stanley A. Bastian del Dipartimento Est di Washington a respingere la norma, in quanto si sarebbe trattato semplicemente di un’elusione ad una palese forma di discriminazione, mascherata da obiezione di coscienza, già vigente in USA per consentire agli operatori socio-sanitari di rifiutarsi di collaborare a servizi come aborto ed eutanasia per motivi etici o religiosi.

cure lgbt

Il nuovo regolamento pubblicato dal Dipartimento di Sanità a maggio, lungo 440 pagine, era volto a rafforzare i diritti degli operatori sanitari in modo che fossero “liberi da coercizione o discriminazione” per la loro fede o etica. In altre parole, lo stato avrebbe tutelato in via prioritaria il diritto dell’operatore a non svolgere il suo lavoro perché omofobo/transfobo rispetto a quello, sacrosanto, di un paziente lgbt di ricevere le cure.

Tuttavia, alla vergognosa proposta si sono sollevati cori plebiscitari di dissenso: il procuratore generale di New York Letitia James ha affermato che la norma avrebbe incoraggiato gli operatori sanitari a discriminare apertamente alcuni pazienti. “L’assistenza sanitaria è un diritto fondamentale che non dovrebbe mai essere soggetto a giochi politici“, ha tuonato la James in una nota.

Quali sarebbero state le conseguenze nefaste dell’applicazione di questo regolamento? Ad esempio avrebbe potuto proteggere da denunce di discriminazione i farmacisti religiosi che si sarebbero rifiutavano di riempire le prescrizioni di farmaci ormonali agli individui transgender.

Due giudici in due giorni hanno riconosciuto la regola della negazione delle cure per quello che è, un attacco eclatante e incostituzionale alle donne, alle persone LGBT e ad altre popolazioni vulnerabili“, ha affermato Jamie Gliksberg, membro “senior” dello Studio Legale Lambda in una nota. “La regola della negazione delle cure prende di mira alcune delle nostre comunità più emarginate e vulnerabili e merita di essere relegata nella pattumiera della storia.”

E la speranza è che la misura di questa pattumiera sia per tutti ormai troppo colma per non essere notata.

fonte: NBC News

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Amo il mare azzurro, i violini nei film di François Truffaut e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo di diritti umani, cultura e spettacolo.

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