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Indice di corruzione, balzo in su di dieci posizioni per l’Italia

Pubblicati i dati dell’Indice di percezione della corruzione 2021: l’Italia guadagna tre punti e si posiziona al 42esimo posto nel mondo.


Transparency International Italia: «Sanità, i rischi di corruzione durante  l'emergenza Covid19» - Terra Nuova

Transparency International

Ogni anno la Transparency International, oggi presente in 180 Paesi del mondo per combattere un fenomeno difficile da sradicare, pubblica i risultati della sua ricerca sulla diffusione della corruzione e sulle pratiche e norme messe in atto per contrastarla.

Basandosi sull’opinione di esperti, viene misurata la percezione della corruzione nel settore pubblico e nella politica. La metodologia cambia ogni anno, per fare in modo che tutti gli aspetti vengano presi in considerazione. La Transparency International assegna così un punteggio da 0 a 100, minore è il risultato, maggiore è il grado di corruzione nel paese.

La situazione italiana

Con 56 punti su 100, l’Italia ha conquistato quest’anno la quarantaduesima posizione, compiendo un balzo avanti di dieci posizioni nella classifica.

«La credibilità internazionale del Paese – ha commentato la Presidentessa di Transparency International Italia Iole Anna Saviniche si è rafforzata in quest’ultimo anno, ha influito sul clima generale di fiducia, sostenuto anche dagli sforzi espressi da numerosi stakeholder del settore privato e della società civile nel promuovere i valori della trasparenza, dell’anticorruzione e dell’integrità».

Rimane ancora l’obiettivo di avvicinarsi a Paesi come la Danimarca, la Finlandia e la Nuova Zelanda, in testa alla classifica con 88 punti ciascuno.

La causa principale della nostra posizione è la mancata adozione della Direttiva Europea 2019/1937 concernente il whistleblowing, il dipendente pubblico che segnala illeciti di interesse generale, e del ritardo nella formulazione di una legge per la regolamentazione dell’attività di lobbying, il cui testo è stato di recente approvato, in prima lettura, dalla Camera dei Deputati e che ora attende il vaglio del Senato della Repubblica.

«L’Italia è impegnata nei grandi investimenti previsti dal PNRR e dobbiamo garantire massima trasparenza su questi contratti pubblici, e non solo – ha ammonito il Presidente dell’ANAC, Giuseppe Busia. I cittadini devono vedere come vengono spese queste risorse e queste devono andare a vantaggio dei cittadini stessi».


Leggi anche Quando il corrotto è il magistrato di Fabiana Caiola

Scritto da

Marchigiana a Torino. Compro più libri di quanti ne possa leggere.

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