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Storie e Culture

InFame di AMBRA ANGIOLINI (Rizzoli) Recensione

Quando mi è arrivato questo romanzo nella cassetta delle lettere non immaginavo che fosse stato scritto direttamente da Ambra Angiolini. Tendenzialmente quando una persona in vista si “butta” nell’editoria è perché qualche editore lungimirante ha pronto nel cassetto qualche libro scritto sapientemente da un ghostwriter.


Ecco. InFame di Ambra Angiolini, edito da Rizzoli non è un libro preconfezionato, ma anzi, si riesce a cogliere l’essenza della sua autrice e la sua storia drammatica a lungo taciuta.

Copertina del Libro InFame

La Trama

Se per te l’amore è quello che manca e non quello che resta; se sei capace di mangiare otto gelati Cucciolone così velocemente da non riuscire nemmeno a leggere le barzellette disegnate sopra il biscotto; se nella vita non sei un fuoriclasse ma un fuoricoda, se per staccare col mondo hai bisogno di ipnotizzarti davanti alla Prova del Cuoco; se conosci a memoria la canzone de “Il gatto puzzolone”; se tra tutto quello che hai nel tuo armadio scegli sempre lo stesso pantalone da almeno cinque anni; se sei un maniaco dell’igiene specialmente di quella del bagno. Se dentro di te c’è Lei; se trovi che Elettra sia un bel nome a cui dare la colpa di tutto, se ogni tanto hai la testa abitata da una scimmietta che suona piattini o da criceti che girano nella ruota e soprattutto… se anche la tua pancia pensa, piange, ama più della testa e del cuore, allora… questa è anche la tua storia…

La Recensione

Come dicevo nell’apertura dell’articolo, questo libro non è stato scritto per conto terzi. La trama, eviscerata più volte nei maggiori salotti TV, è stata affrontata chirurgicamente da i vari Fazio e Toffanin. Io mi soffermerò, semmai, sull’uso ardente della lingua italiana utilizzata dall’autrice.

Ambra scrive di getto, a flusso di coscienza frustrando il lettore. L’imbastardimento della composizione delle frasi con innesti tipici del romanesco parlato, sono lo strumento più adatto per coinvolgere il lettore in una bolla di avvilimento emotivo causato dalla patologia che, in questo libro, viene battezzata Elettra: la bulimia. Anche il titolo è veicolo autorevole della portata di questa fatica editoriale. Il “gioco di parola” è evidente! Personalmente avrei azzardato ulteriormente, intitolandolo “A ‘nFame”: la colorita espressione idiomatica capitolina avrebbe assolutamente celebrato l’uso linguistico che cesella tutto il romanzo. Senza mezzi termini Ambra ha messo nero su bianco la sua storia difficile, violenta ed autodistruttiva, scrivendo volutamente in maniera rozza. Ammetto che solo dopo il quinto capitolo ho capito perché fosse stata utilizzata questa forma sghemba e ruvida. Attraverso le parole di strada si viene coinvolti in questa violenta realtà dove l’autoinfliggersi punizioni è la routine di una ragazza che all’esterno deve apparire sempre perfetta e deve necessariamente trasudare l’immagine della positività. Proprio per effetto dicotomico, dove all’esterno la protagonista deve apparire bella e impeccabile, si contrappone un ruggito adolescenziale di borgata interiore, dattiloscritto puntualmente per questo libro, con lo scopo di inglobare nelle spire mefistofeliche della bulimia qualunque tipo di lettore. Questo è un romanzo autobiografico ben riuscito. Finalmente questa problematica, non affatto rara, emerge. Ambra con InFame ha creato un megafono per tutte quelle persone che soffrono di bulimia e ha reso manifesta l’urgenza di affrontare in maniera nazionale questa catena del dolore che lega le anime di chi ne soffre. Con molta probabilità suggerirei di leggere questo romanzo in classe, alle superiori. Ambra Angiolini nuovamente ha dimostrato di essere una Donna con la D maiuscola e questo libro è un tassello imprescindibile del suo percorso professionale e, assolutamente, di vita. Una volta concluso il libro sono rimasto perplesso soltanto sull’aspetto editoriale della cosa. Se non fosse stata Ambra a proporre un libro con tutti questi voluti inestetismi linguistici propedeutici per veicolare un messaggio più grande, Rizzoli avrebbe pubblicato ugualmente questo libro?

Ad ogni modo, leggete InFame! E’ un cazzotto allo stomaco utile per sentirsi in grado di poter affrontare l’argomento.

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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