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La scorsa settimana abbiamo approfondito il tema dei canali youtube dedicati alla cucina, con video tutorial di ricette che ci rendono la vita tra i fornelli più semplice. Quella delle video ricette non è però l’unica passione di food bloggers, youtubers e influencers vari: oggi ci dedicheremo al fenomeno, sempre più dilagante, delle food challenge.

Le food challenge (in italiano “sfide di cibo”) sono delle proposte di video, ultimamente molto in voga, nata in USA qualche tempo fa, che hanno come oggetto, per l’appunto, un certo tipo di cibo o una pietanza particolarmente originale.

Negli anni se ne sono sviluppati diversi filoni, più o meno discutibili.
Eccone alcuni.

DON’T TRY THIS AT HOME

(BL Magazine si solleva da ogni responsabilità derivante dall’imitazione, in tutto o in parte, dei contenuti proposti nei video qui di seguito)

TASTE CHALLENGE

È generalmente il tipo di challenge più diffusa. È lecito mangiare/assaggiare tutto, purché ci si filmi e si commentino le sensazioni, le consistenze, i sapori. Gli sfidanti si procurano dei prodotti commestibili sconosciuti (acquistandoli su internet o altrove), o irreperibili, perché decisamente lontani dalla propria tradizione gastronomica/culinaria. C’è anche chi assaggia cibi particolarmente disgustosi o abbinamenti ai limiti della dignità gastronomica (ad esempio pasta frullata).
Qui, lo youtuber Alessandro Montesi assaggia, con risultati non sempre piacevoli, degli stucchevolissimi snack americani: oreo al burro d’arachidi, plum cake alla panna, creme al formaggio andate a male e patatine insapore! Qui, invece, lo youtuber Dexter insieme a Violetta.
Cosa ne penseranno mai gli americani, invece, dei cibi italiani? Cliccate qui e poi vedrete che vi si aprirà un mondo!
Segnaliamo anche questa simpatica taste challenge sugli snack giapponesi degli youtuber “me contro te”.

MAN vs FOOD CHALLENGE

Tu quoque, Adam Richman. Ricordate la trasmissione americana “Man vs food”? Vi rinfresco la memoria. In man vs food un ragazzone americano robusto, Adam Richman, appunto, si recava nei locali, nei pub e nei bistrot più assurdi d’America, famosi per una specialità particolarmente calorica, e provava a mandar giù il piatto in questione in versione oversize entro un determinato lasso di tempo: hamburger giganti, burritos grandi quanto tutto il Messico, animali ripieni di animali, fritti rifritti e strafritti. Dopo mezz’ora di tempo lo stomaco implorava pietà e Richman spesso si arrendeva in corso d’opera, mentre noi a casa eravamo ormai sazi anche solo vedendolo masticare noiosamente. C’è chi ha provato a ripetere le gesta di Richman su Youtube, mangiando quintali di roba in pochi minuti, come questi ragazzi americani che ordinano 100 big mac. Riusciranno a mangiarli tutti? Mah.

Adam Richman

GUESS THAT FOOD

Forse la challenge più simpatica: un individuo bendato cerca di indovinare gli ingredienti proposti random da un suo amico. Le reazioni sono spesso esilaranti, soprattutto quando vengono proposti sapori molto forti come il pepe, o piccanti come il wasabi, o controversi come le frattaglie. Qui un esempio.

 

SEE THE DIFFERENCE

Quante volte vi è capitato di essere attratti dalla gonfia morbidezza di un croissant di una marca di merendine qualunque, o dalla meravigliosa visione di un saccottino ricolmo di cioccolato o crema nella pubblicità, o dalla pizza surgelata che in forno diventa più bella delle pizze di Sorbillo, o dai sofficini che sorridono lasciando debordare quel ripieno godurioso di formaggio… e poi ritrovarsi nel piatto la tristezza vergognosa di un misero concentrato chimico di glutammato e addensanti ripieno di uno sputo di ciò che vi era stato promesso? Questa challenge mette alla prova le marche più famose mostrando le differenze tra la promessa di un succulento cibo industrale e la realtà miserrima di un cornetto gommoso. Qui per un video esplicativo.

IMPOSSIBLE CHALLENGE

Sono le challenge degli idioti, senza troppo girarci intorno. Si tratta di ragazzi che per gioco, o per provare un incomprensibile senso del brivido, si filmano mentre introducono nel proprio apparato digerente delle robacce non commestibili. I conati di vomito si sprecano ovviamente, pertanto si consiglia la visione ad un pubblico non facilmente impressionabile. Dalla ragazza che assaggia il suo tampax usato fino al più recente Tide Pod Challenge, sfida nella quale alcuni teenager americani hanno provato a mandar giù le capsule di detersivo per lavatrici (per poi recarsi all’ospedale più vicino), c’è chi ha trangugiato davvero di tutto pur di vincere la sfida del più originale. Un manipolo di dementi senza dubbio, che lascia in tutti un profondo interrogativo sul bisogno di attenzione di questi youtube-addicted.

 

Scrivo per la stampa locale, gioco a fare il blogger. Laureato in Economia. Pugliese integralista. Eclettico.
Mi piacciono i violini nei film di Truffaut, le poesie di Sandro Penna e i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.

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