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Instagram è uno dei social network con le maggiori potenzialità di crescita presenti sul web.

Ogni mese conta più di 800 milioni di utenti attivi, che postano immagini di ogni tipo, più o meno artefatte dai famosi filtri.

Le proiezioni fino alla fine del 2018 ci rivelano che si arriverà ben presto ad un miliardo di users, il che farà di Instagram il secondo social network in ordine di grandezza, preceduto solo dal suo fratello maggiore Facebook (ricordiamo che Mark Zuckerberg ha rilevato Instagram nel 2012 alla modica cifra di un miliardo di dollari).

Giornalmente, invece, vengono condivise circa 500 milioni di foto, e una buona percentuale di queste sono aziende che pubblicizzano i propri prodotti utilizzando gli hashtag più ricercati. In questa parte iniziale del reportage dedicato al cibo e ai food bloggers, non possiamo non fare una panoramica di quello che viene condiviso su Instagram, relativo al mondo del cibo, utilizzando, appunto, gli hashtag.

Hashtag

#food: è l’hashtag più utilizzato, con ben 209 milioni di immagini. A questi vanno aggiunti i 101 milioni di #instafood (“insta” è il prefisso più utilizzato dagli instagrammers per indicare il soggetto delle loro fotografie), i 6,4 milioni di #foodgram e i 3,8 milioni di #igfood: insomma, è una vera e propria mania quella di condividere ciò che si mangia, a casa o al ristorante.

Biscotti, zuppe, ciambelle, sushi, pizza, primi piatti, carne, pesce, baracchini.

Nulla sfugge all’obiettivo di uno smartphone.

Interessanti sono i 143 milioni di #foodporn, tag scelto da chi posta foto di golosità che soddisfano senz’altro il palato ma poco meno la linea. Molto spesso l’hashtag #foodporn è accompagnato da un’altra chiave di ricerca, #streetfood, ovvero cibo da strada (3,5 milioni), tendenza sdoganata dai numerosi programmi di cucina sul tema e da un interessamento degli chef più famosi a questo fenomeno considerato, fino agli anni novanta, poco salutare. Sotto l’egida dello streetfood troviamo soprattutto cibo di strada orientale e sudamericano, più raramente pizze o focacce.

Incredibilmente non si parla più molto di #fastfood (solo 2,07 milioni), anche in virtù della sua pessima “web-reputation”(#junkfood è a 1,3 milioni, per i più curiosi, soprattutto fritture e grassi idrogenati).

La percezione che si ha è quella del cibo vissuto come godimento, anziché peccato da espiare. E chi si sfonda di hamburger al McDonald, magari evita di pubblicarlo sui social. Da segnalare la crescita di #slowfood, che per essere un fenomeno di nicchia e ancora in crescita, segna 840 mila immagini, spesso versioni più salutari di cibi da strada.

Che tipo di cibo viene postato: #vegetarian/#vegetarianfood supera i 17 milioni, #veganfood abbatte il muro degli 8 milioni e attenzione: impressionante è il dato di #veganfoodporn che fiora i 3 milioni. È un dato significativo perché dimostra quanto chi segue un regime di dieta vegano, tenga a sottolineare la bontà della propria scelta e la gustosità del proprio pasto condiviso (spesso messa in discussione dagli onnivori più “conservatori”).

L’hashtag #vegan, invece, conta 51 milioni di immagini. Un altro dato che segue questa tendenza è #healthyfood, a ben 36 milioni di condivisioni.

Nazionalità

è un vero e proprio “instaolimpiade” quella dei tags relativi al cibo nazionale. A contendersi la medaglia d’oro, due cucine dalla tradizione secolare: #japanesefood (6 milioni, senza dubbio la cucina più fotogenica del mondo) e #italianfood (che da sola supera i 5 milioni ma che ha svariate centinaia di declinazioni). Vanno forte anche la cucina cinese e quella messicana (a 3 milioni ciascuna). Resto del mondo non pervenuto.

Piatti

Se il cibo giapponese è più fotogenico, andando ad analizzare le singole poste condivise, pizza batte sushi. 29 milioni le pizze condivise (190mila #pizzanapoletana) a fronte di 19,4 milioni di sushi. Segue #pasta a 12 milioni (su #sashimi poco da rilevare), #rice a 6,1 milioni (al quale possiamo aggiungere una milionata abbondante di #risotto). La sfida “spaghetti vs noodles” è vinta invece dai cugini internazionali (4 milioni a 3)

Pasti della giornata

La cena fa la parte del leone. L’ultimo pasto della giornata, il più importante e spesso quello più rivelatore per i rapporti sociali, è stato immortalato circa 80 milioni di volte (#dinner, #dinnertime i più usati), ma anche la prima colazione ha il suo perché. 70 milioni di immagini per #breakfast, che propone frutta fresca, latte e biscotti, pancake, plumcake, litri di caffè inondati di sole, luce e gatti che fanno compagnia.

Il lunch, pasto consumato spesso velocemente in pausa lavoro, non supera i 60 milioni. Ma c’è anche spazio per i pasti “minori”: 17 milioni per #brunch, 10 milioni per #happyhour e #aperitivo.
5 milioni di snack e spuntini.

Dolci

Anche qui la scenograficità dei piatti è molto importante per la condivisione, ma anche la fruibilità delle ricette. Dai 52,3 milioni di #cake ai 28 milioni di #icecream , fino ai 14 milioni di #cookies, la pasticceria non è mai stata così bella e buona.

9 milioni i #cupcake (2,5 milioni di #muffin), più complicati rispetto ai biscotti burrosi, che vengono fatti in casa molto più frequentemente. I #macarons superano i 6 milioni e vengono preferiti ai #donuts, che si fermano a 5.

E voi? Che tags usate sui vostri profili Instagram per condividere il cibo? Ma soprattutto, vi è venuta fame? A noi sì. La prossima settimana parleremo di chi cucina, e non solo di chi condivide. A mercoledì prossimo!

Scrivo per la stampa locale, gioco a fare il blogger. Laureato in Economia. Pugliese integralista. Eclettico.
Mi piacciono i violini nei film di Truffaut, le poesie di Sandro Penna e i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.

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