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Ma che bontà, ma che bontà, ma che cus’è questa robina qua?

Per un neofita della cucina, youtube è la panacea di tutti i mali.

Non sono più necessari i ricettari di Suor Germana e Donna Sofia Loren per cucinarsi un semplice piatto di spaghetti, basta accedere al tubo, digitare “pasta al burro” e scegliere se accontentarsi delle versioni “basic” burro e parmigiano / burro e salvia di qualche triste studentello in ristrettezze economiche, oppure optare per alternative più chic e gourmet con burro affumicato, burro nocciola, burro allo zafferano, burro delle mucche israeliane munte di domenica con una gamba sola aromatizzato al topinambur.

Bene, cerchiamo di fare un po’ d’ordine.

Davvero non possiamo quantificare il numero di canali youtube dedicati alla cucina: sono milioni e tutti diversi. Possiamo però dirvi quali sono i più seguiti.

Rosanna Pansino

Al primo posto, con i suoi quasi 10 milioni di followers, inarrivabile, svetta Rosanna Pansino: il suo nome non nasconde evidenti origini nostrane, ma questa fatina candy candy non è in realtà famosa per essere un’esponente della cucina italiana all’estero, bensì per il suo talento nella pasticceria. Nerdy nummies, il suo youtube-show, conta qualcosa come 2 miliardi di visualizzazioni. Muffin, cupcakes, unicorn cappuccinos, milkshakes, torte a forma di pinguino: nel suo mondo fatato potreste rischiare che una pericolosissima carie vi trapani i denti senza neanche rendervene conto, quindi attenti.

Gordon Ramsay

Segue a ruota il “guru” della cucina americana: il temutissimo Gordon Ramsay. Tra cucine da incubo, hotel da incubo, cucine dall’inferno e qualche vagonata di edizioni di Masterchef USA, Ramsay ha collezionato ben 16 stelle Michelin.

Un mostro della cucina, un vero e proprio fenomeno social che si riflette su youtube con 5,3 milioni di iscritti. E che dire dei suoi video? Non solo ricette (a più livelli di difficoltà), ma anche utilissimi tutorial su come ricavare la polpa da un’aragosta o tagliare delle perfette bistecche di maiale.

Vi chiederete: anche gli chef italiani avranno preso spunto per regalarci in esclusiva le loro perle? No. Tra tutti gli chef più conosciuti nel belpaese solo Bruno Barbieri possiede un canale youtube, con pochissime ricette e tanta autopromozione.

Ci toccherà armarci di vocabolario e/o traduttore simultaneo.

Jamie Oliver

Chiude il podio Jamie Oliver, con i suoi bei 3,5 milioni di iscritti. Dopo essere diventato famoso per i suoi programmi su LaEffe, dove cucinava robe prelibate investendo 5 euro, purché fossero ingiustificatamente invase da prezzemolo e carichi ingestibili di aglio, ha creato un vero e proprio business sul suo personaggio. L’aspetto da tonto del villaggio e quella fame ancestrale che ostenta ad ogni suo video dà a Jamie quel quid di charme che rassicura le casalinghe come le donne in carriera. E poco importa se poi il suo alito gentile saprà di aglio fino alla fine dei suoi giorni, terrà lontane le zanzare.

A Oliver va dato merito di aver cucinato, sul suo canale, un’interessante versione classica della carbonara: guanciale, uova, pecorino e nient’altro. Ah sì, uno spicchio d’aglio.

Youtube però non è solo il regno dei maestri dell’arte cuciniera, basta avere una connessione funzionante e uno smartphone per diventare cuochi di tendenza.

Ce n’è per tutti i gusti, tutte le tasche e tutte le abilità.

Parliamo di scelte veg: numerosissimi sono i video dedicati a ricette vegetariane/vegane, ma ne troviamo anche di fruttariane, crudiste. Cominciamo con un canale piuttosto controverso, Cucina Bio-Evolutiva. I video sono generosamente presentati da una ragazza senza testa, che sfoggia un grazioso decolleté e di tanto in tanto ritroviamo a maneggiare zucchine.

In questo canale un elemento essenziale per la vita è addirittura bandito: il fuoco.

Cucina Bio-Evolutiva presenta versioni raw di qualunque piatto della cucina italiana e non solo. Dalla pizza crudista, il cui impasto è composto da saporiti semi di zucca essiccati, al mozzarellone veg fatto col tofu. Dal sushi fruttariano ai fusilli di sedano-rapa “alla mediterranea”, fino al tiramisu raw fatto coi datteri.

Vi si aprirà un mondo di surrogati alla cucina tradizionale che non avrete mai immaginato di scoprire. Alle volte gli insulti si sprecano, ma a loro piace così.

Cooking with the dog

Per gli appassionati di cucina giapponese, non posso esimermi dal segnalare un divertentissimo canale che conta più di un milione di utenti iscritti: Cooking with dog: udon, ramen, katsudon e shiritaki saranno preparati con maestria e rispetto delle tradizioni da una tenera e sorridente signora dagli occhi a mandorla, una sorta di Benedetta Parodi del sol levante, che cucina col suo fido barboncino accanto, Francis.

Konichiwa.

L’inglese della graziosa milady nipponica e del suo speaker sono ardui da interpretare, ma vi assicuro che rimarrete incantati dai gesti piccoli e minuziosi della nostra amica e dallo sguardo spiritato del cane che pare imbalsamato. È proprio vero che i cani assomigliano ai loro padroni.

In questo canale non ci sono solo ricette, ma anche momenti di vita comune tra la signora Minù e la sua pucciosa bestiolina, come il bagnetto, la spesa, la fila al bar.

Ci perderete ore.

Per chi non ha l’abilità ai fornelli di Anna Moroni ma piuttosto si avvicina al livello “Pollo alla piastra di Elisabetta Canalis”, giunge in soccorso un giovane ragazzo italiano, Fabri ai fornelli, che nel suo canale ha uno spazio riservato alla “cucina per studenti fuori sede”. Ragazzi, emancipatevi dalla pasta col tonno e dai sughi pronti e tirate fuori la Sonia Peronaci che c’è in voi imparando a condire un semplice couscous.

Claudia “Crazycake”

Un bel menu termina con un dessert.

A chi possiamo rivolgerci per preparare delle ricette gustose e carine? Tra gli account più discussi di Youtube c’è Crazycake – il mondo di Claudia. Si tratta di una ragazza napoletana con la passione per la cucina che è riuscita a riprodurre le merende più famose che troviamo nei supermercati in versione oversize: dai pan di stelle alla kinder delice, il Mars, la torta Raffaello, fino al duplo gigante.

Roba da perderci la testa.

C’è da dire che alle volte Claudia si lascia prendere la mano proponendo ricette non proprio ortodosse: tra le più criticate, le pericolosissime “polpette di coca cola fritta”.

Ad ogni modo lei si diverte, e da un semplice passatempo la sua attività è diventata un libro. In un secondo canale, troviamo Claudia alle prese con le prove-assaggio di surgelati di ogni tipo, nuovi gusti di patatine, wurstel e prodotti da forno.

Food for Louis

Potevamo dimenticarci del “Novel food”? Ebbene, prima ancora che Pechino Express ed Expo2015 ci introducessero al mondo dei bacarozzi fritti, un ragazzo americano, Louis, aveva un canale chiamato “Food for Louis”, nel quale mostrava video disgustosi in cui si cibava di ogni essere vivente possibile: da comuni ragni alle scolopendre, dai cadaveri di volpi trovati per strada alle cervella di pecora, fino ad un bel milkshake di topini bianchi. Il tutto, tra un conato di vomito e l’altro.

Un pazzo, chiaramente.

Il canale oggi è stato svuotato di tutti i video ma se avete un po’ stomaco e la curiosità vi corrode, digitando su youtube “food for louis” troverete ancora tanti video di questo ragazzo americano dall’aspetto selvaggio. Magari a qualcuno piace, che so.

Se invece volete qualche consiglio su chi NON seguire, allora Chef Ruffi fa al caso vostro. Di lui si conosce ben poco, a parte l’accento che tradisce origini meridionali. Chef Ruffi si diverte (?) a violentare piatti della tradizione italiana utilizzando materie prime nordeuropee: dai sughi dozzinali all’immancabile panna, Chef Ruffi ribalta le regole della cucina proponendo delle versioni del tutto personali. Secondo alcuni si tratta di una parodia, per altri ci crede davvero. Quale sarà la verità? Boh. Chi può dirlo?

E voi, quali food-youtubers seguite? Alla prossima!

Scrivo per la stampa locale, gioco a fare il blogger. Laureato in Economia. Pugliese integralista. Eclettico.
Mi piacciono i violini nei film di Truffaut, le poesie di Sandro Penna e i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.

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