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Dr. Rainbow

Intersessuali: da Herculine Barbin a oggi, i diritti negati da un’ostinata invisibilizzazione

Foto: GettyImages

Domani 8 novembre ricorre la Giornata della Solidarietà Intersessuale, altrimenti conosciuta come Intersexual Day of Remembrance.


La ricorrenza, che si celebra dal 2005 su impulso di Joëlle-Circé Laramée, allora portavoce canadese dell’Organizzazione Intersex International, ha lo scopo di sensibilizzare la comunità sulle problematiche, sanitarie e sociali, affrontate dalle persone intersessuali.

La data dell’8 novembre non è stabilita a caso, ma ricorda il compleanno di Herculine Barbin, una persona intersessuale francese del XIX secolo le cui memorie sono state scoperte e pubblicate da Michel Foucault, e che oggi rappresenta il primo caso di pseudoermafroditismo conosciuto.

Herculine Barbin, il primo intersessuale riconosciuto

Tutto ciò che ci è stato tramandato di Herculine Barbin proviene dalle sue memorie, scritte a 30 anni, poco prima di togliersi la vita, con straordinario (e beffardo) piglio romanzesco.

Quando Herculine nacque le fu attribuito il sesso femminile, e pertanto fu allevata come una ragazza. Nonostante le sue umili origini ottenne una borsa di studio per frequentare la scuola in un convento. Fu lì che Herculine, che nel frattempo aveva deciso di cambiare nome in Alexina, scoprì di provare attrazione per le ragazze, tanto da intrufolarsi spesso nel letto di una compagna della quale si era invaghita. Nonostante avesse superato da tempo la pubertà, però, non aveva mai avuto le mestruazioni, né le era cresciuto il seno. Aveva però una folta peluria che le spuntava su volto e braccia, e che radeva continuamente.

Nel 1857 divenne insegnante e si innamorò di una sua collega, Sara. L’intimità amicale tra le due divenne ben presto una storia d’amore, ovviamente molto chiacchierata.

La vita di Alexina cambiò radicalmente dal momento in cui cominciò a manifestare forti dolori nella zona genitale, nel 1860. Quando questi diventarono insopportabili si recò da un dottore che la visitò e, turbato da ciò che aveva visto, e ne chiese l’allontanamento dalla scuola. Per intercessione del Vescovo, che infranse (su richiesta della stessa Alexina) il segreto confessionale, fu visitata da un altro medico, il dott. Chesnet. Ci che fu reso noto avva dell’incredibile: all’interno della sua piccola vagina Alexina nascondeva un apparato genitale maschile, e la sua costituzione fisica, con peli e barba, era tutt’altro che femminile. Oggi chiameremmo la sua condizione “pseudoermafroditismo maschile”.

Il dott. Chesnet si ritrovò costretto a portare il caso in tribunale, dove si decise con sentenza che Alexina era un uomo. La sua storia, unica in tutto il paese, diventò ben presto di dominio pubblico. Non fu però sufficiente ribattezzarsi in Abel, né cambiare lavoro, per superare il trauma della scoperta. Fu così che scrisse le sue memorie e si tolse la vita con una stufa a gas, in condizioni di estrema povertà ed emarginazione sociale.

Anni dopo, i suoi scritti, in cui passa continuamente dal genere femminile al maschile (e viceversa), furono ritrovati da Michel Foucault nel Dipartimento francese di igiene pubblica di Parigi. Il filosofo fece ripubblicare le memorie ritrovate in versione integrale, con un suo commento. Il caso di Herculine fu molto importante, per lui, per approfondire gli studi sulla sessualità, sul ruolo dell’ermafrodito nelle varie culture e sull’importanza dell’equilibrio psichico per la propria formazione con l’identità di genere. In Italia il libro Una strana Confessione di Herculine Barbin, curato da Michel Foucault, è edito da Einaudi.

intersessualità
“Giovane serbo boemo” di Charles Landelle (1872) è ritratto nella copertina dell’edizione italiana di “Una strana confessione” (Einaudi)

Cosa chiedono oggi le persone intersessuali?

È trascorso un secolo e mezzo da quando Barbin si è suicidato nella solitudine della sua mansarda, ma solo negli ultimi vent’anni si è avuto un primo interessamento, da parte di alcuni governi, al riconoscimento dei diritti delle persone intersessuali.

Sono in tutto quattro, gli stati del mondo (Austria, Malta e Portogallo e Uruguay) che proibiscono qualunque intervento medico non consensuale sulla pelle delle persone intersessuali: nella grande maggioranza dei casi i soggetti intersessuali, inclusi i neonati, sono sottoposti a trattamenti medici non necessari, interventi chirurgici invasivi del tutto arbitrari come mutilazioni genitali, che possono comportare traumi psicologici e menomazioni fisiche per tutta la vita. Nel caso dei minori e dei soggetti con disabilità, gli interventi vengono realizzati senza il previo consenso degli interessati per “normalizzare” la sessualità dell’individuo nell’ambito del binarismo di genere.

Accade così che alcune persone intersessuali possano non identificarsi con il genere che viene loro assegnato clinicamente alla nascita, e molti Stati, anche dell’UE, richiedono la sterilizzazione per il riconoscimento giuridico anagrafico: l’autodeterminazione è possibile solo in sei stati in Europa.


Con la risoluzione 2018/2878(RSP) del 14 febbraio 2019 “per i diritti delle persone intersessuali“, il Parlamento europeo ha condannato fermamente i trattamenti e la chirurgia di normalizzazione sessuale, e accolto con favore le leggi che vietano tali interventi chirurgici (già presenti a Malta e in Portogallo), invitando a intervenire altresì gli Stati membri a legiferare sul riconoscimento giuridico del genere sulla base dell’autodeterminazione.

Gli attivisti dei diritti intersex chiedono oggi il rispetto dei loro diritti civili e umani, costantemente lesi sia in ambito medico e sociale.

A questo proposito, nel 2016 è nato IntersexEsiste, portale di informazione finanziato da CESD (Centro Europeo studi sulla discriminazione) e ASTRAEA Lesbian Foundation for Justice.

Tra le sue dichiarazioni di intenti, IntersexEsiste rivendica “il riconoscimento sociale delle persone intersessuali, che hanno diritto ad essere accettate pienamente nella società a prescindere dalle variazioni del loro corpo“, chiedendo allo Stato di “farsi carico di includere, nelle leggi contro la discriminazione in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere, anche gli individui intersex, spesso resi vulnerabili da un difficile accesso ai servizi sanitari, l’istruzione, i servizi pubblici, il lavoro e lo sport“.

Riportiamo qui alcune delle richieste dei movimenti intersex/DSD (Disorders of sex Development) riportate su IntersexEsiste.

  • Proibire la chirurgia e gli interventi medici precoci e/o inutili sulle caratteristiche sessuali di bambini intersessuati (realizzati per motivi meramente o puramente estetici), allo scopo di proteggere la loro integrità fisica e rispettare la loro autonomia.
  • Assicurarsi che le persone intersessuali e le loro famiglie ricevano consulenza e sostegno adeguati, anche da coetanei.
  • Rimuovere ogni discriminazione nell’istruzione, nell’assistenza sanitaria, nell’occupazione in tutti i settori, nello sport e nell’accesso ai servizi pubblici, sulla base di tratti, caratteristiche o stati di intersessualità.
  • Assicurarsi che le violazioni dei diritti umani contro le persone intersessuali siano indagate e i presunti colpevoli processati
  • Emanare leggi per prevedere procedure agevolate per modificare il sesso anagrafico delle persone intersessuali sui certificati di nascita e documenti ufficiali
  • Formare personale sanitario preparato sui bisogni di salute fisica e psichica delle persone intersessuali, includendo e promuovendo l’assistenza psicologica alle famiglie dei bambini intersessuati.
  • Preparare, formare, addestrare il personale e la dirigenza della magistratura, delle forze dell’ordine, della sanità, dell’istruzione, i funzionari dell’immigrazione e altri funzionari delle istituzioni statali per rispettare e garantire la parità di trattamento per le persone intersessuali.
  • Consultare e far partecipare le organizzazioni e le associazioni intersex alla ricerca medica, alle politiche che le riguardano e alla legislazione futura per tutelarne bisogni e diritti.
  • Includere le voci di persone e gruppi Intersex in giornali, tv, radio e in tutti i mezzi di informazione multimediale.
  • Dare un quadro oggettivo ed equilibrato delle persone intersessuali, delle loro preoccupazioni, esperienze e lotte per il rispetto dei propri diritti umani.
  • Non fare ipotesi o domande morbose circa l’orientamento sessuale, l’identità di genere o la forma dei genitali delle persone intersessuali. Se ha rilevanza per l’interazione in corso, l’informazione verrà fuori.

bandiera degli intersessuali
La “Bandiera dell’orgoglio intersessuale” è stata da Morgan Carpenter, ex co-presidente dell’Organizzazione Intersex International Australiaex, nel 2013. La bandiera è volutamente originale piuttosto che derivata da altre bandiere Pride o arcobaleno: il giallo e il viola sono colori neutri rispetto al genere; il cerchio rappresenta l’integrità o la completezza e il potenziale delle persone intersessuali. Secondo Carpenter ” simboleggia il diritto di essere chi e come le persone intersessuali vogliono essere”.

Associazionismo in Italia

Segnaliamo l’attività in Italia di Intersexioni, collettivo nato nel 2013 e composto da attivistə e studiosə dalla diversa esperienza di vita, interessatə ai diritti delle persone intersex e con variazioni dello sviluppo sessuale. Per ulteriori informazioni vi consigliamo caldamente di seguire la pagina facebook.

L’auspicio è che prima o poi anche la politica italiana, oggi del tutto assente, su pressione di una sempre maggiore spinta associazionistica cominci a valutare interventi legislativi dedicati alle persone intersessuali. Siamo fermamente convinti che la comunità LGBTQIA+ sappia e debba lavorare all’unisono per dare visibilità anche a chi, ancora oggi, fatica a far sentire la propria voce.

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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