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MAHMOOD è uno splendido intreccio di culture ed etnie da cui trae ispirazione e che riversa nella sua musica.
Gioventù Bruciata” è il suo primo fantastico Ep (rilasciato lo scorso 21 settembre).
I suoi testi sono composizioni moderne e coraggiose, specchio dei nostri tempi. La sua scrittura è schietta, sincera ma piena di vibranti sentimenti e desideri intimi dell’artista.

In occasione dell’I.M.F. 15 dove il suo brano “Uramaki” è tra i finalisti, noi di BL MAGAZINE lo abbiamo intervistato.

Ciao Mahmood, partiamo subito dalle belle notizie.
Dopo gli ottimi singoli “Dimentica” (2016) e “Pesos” (2017), anticipato dalla trascinante “Uramaki” e dall’evocativa “Milano Good Vibes” , lo scorso 21 settembre finalmente è uscito  il tuo primo EP “Gioventù Bruciata”. Perché questo titolo? Raccontaci di questo progetto.

Ho deciso di chiamare il mio EP Gioventù Bruciata per un semplice fatto evocativo. È un termine che mi sono sentito dire parecchie volte durante la mia vita da persone importanti per me.
Mi piaceva anche richiamare il film cult “Gioventù Bruciata” , dove James Dean possiede una sorta di malinconia innata che in un certo senso mi sento addosso in ogni pezzo che scrivo.

nel 2016 MAHMOOD ha partecipato a Sanremo con la splendida “Dimentica”

La mia canzone preferita è senza alcun dubbio “ASIA OCCIDENTE” dove esprimi al meglio la tua voce e riflette la tua complessità di artista e di uomo. Raccontaci di questo brano.

A volte la distanza può diventare solo un punto di vista. A volte ci si può sentire dall ‘altra parte del mondo  stando seduti nella stessa stanza
Asia occidente parla di un amore consumato dagli sbagli di una gioventù egoista, che butta giù i problemi come si butta giù un Campari ghiacciato

Di padre egiziano e di mamma sarda, però nato e cresciuto nella vibrante Milano. Questo mix di etnie e culture si evince nelle tue canzoni.
Ma chi la vince? (Rispondi con attenzione perché io pure sono sardo!)

Credo che nei miei brani si senta molto un attaccamento alla periferia, sono molto legato a Milano che utilizzo quasi sempre come scenario per la mia musica. Per il resto so contare fino a dieci in arabo e a casa parlo sardo.

Hai altri brani in cantiere su cui stai lavorando per un nuovo album o adesso sei concentrato sulla promozione di questo lavoro?

In questo EP ho scelto di mettere quelli che per me erano i brani più caratterizzanti della mia persona, perché volevo dare un quadro preciso di chi sono a chi non mi conosce bene.
Ho una cartella piena di canzoni che ogni tanto riapro

Hai una presenza e una voce davvero interessanti, ma a colpirmi è stato soprattutto il tuo modo di scrivere.
Ogni passaggio e verso dei tuoi testi sono come piccole storie a sé, fotografie di un momento, film.
Quanto ti impegna scrivere un pezzo? Flusso di coscienza, o un lavoro continuo di rifinitura?

Dipende. Certe canzoni mi escono di getto in 10 minuti mentre altre sono frutto di un lavoro più lungo.
Scrivo molto sui mezzi

Questa estate appena trascorsa poi uno dei successi più gettonati nelle radio è stata “Nero Bali” di Elodie/Bravi/Gué Pequeno. Il testo era tuo. Cosa provi nel donare una tua creazione a un altro artista? Mai pensato “ah, sé quella canzone l’avessi cantata io!”?

Le canzoni che scrivo solo come autore raramente le terrei per me, per il semplice fatto che cerco al massimo di immedesimarmi nell’artista a cui andrà il brano. È una cosa che ho iniziato a fare da circa un anno e mi diverte molto.

In passato hai collaborato con Fabri Fibra e Michele Bravi. Con chi ti piacerebbe cantare in futuro?

Il mio sogno sarebbe quello di scrivere, cantare o anche fare solo un aperitivo con Frank Ocean

Quali sono gli artisti che maggiormente hanno influenzato la musica di Mahmood?

Fin da piccolo ho sempre ascoltato Battisti, Zucchero e Dalla.
Durante la mia adolescenza mi sono fatto prendere un sacco dal mondo soul, hip-hop,  r&b (Stevie Wonder – The Fugees – Jazmine Sullivan – Ray Charles).
Ora ascolto di tutto.

So che al di là del registrare in studio, il tuo momento preferito è proprio quando ti esibisci dal vivo. Vuoi anticiparci qualche appuntamento? Dove possiamo vederti cantare nel recente futuro?

Al momento stiamo organizzando un po’ di date per l’inizio 2019.
Appena potrò vi dirò tutto

Dopo la tua esperienza a Sanremo, adesso il tuo brano “Uramaki” è in gara all’Italian Music Festival.
Quanto conta per te il giudizio delle giurie del settore? E quanto l’accoglienza del pubblico? Ti ha mai demoralizzato una critica negativa o vai sempre dritto a testa alta?

Il giudizio va sempre accettato, sia negativo che positivo da chiunque. Non credo esistano giudizi più importanti o meno importanti, ognuno ha un proprio modo di vedere l’arte.

Ringrazio sempre le persone che seguono e ascoltano la mia musica, mi danno un sacco di carica quando magari sono io il primo a crederci meno.

Ci sono state critiche negative che mi hanno fatto crescere ed altre solo arrabbiare.
Le critiche non costruttive sono perdite di fiato

Spero vivamente che il tuo nome e la tua musica abbiano tutto il meritato successo che meritano.
Ora sei in finale al I.M.F.
Dovessi vincere  a chi dedicheresti la vittoria ? Quando raggiungi un traguardo quali sono le persone che vuoi sentire per prime per condividere la tua felicità?

Ogni piccola vittoria la dedico sempre a chi mi sta accanto sopportandomi e sostenendomi.

Mia mamma è la mia fan numero 1!

Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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