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Jogging e distanziamento sociale: i consigli degli esperti

Maratona di Roama 2018. foto Samantha Zucchi Insidefoto

Tra le regole che ci vengono imposte, sappiamo di dover di mantenere un minimo di 1,5 metri di distanza dagli altri per evitare la diffusione di COVID-19 attraverso il contatto con goccioline contaminate da virus.


Quando recentemente sono emerse notizie di uno studio che mostra la possibilità per le goccioline di diffondersi oltre 1,5 metri se una
persona cammina, fa jogging o va in bicicletta, questo ha sollevato
preoccupazioni. Tuttavia, lo studio è stato pubblicato prima che fosse sottoposto alla supervisione di altri esperti.

Un colpo di tosse in movimento

Gli autori dello studio affermano che la regola degli 1,5 metri si basa sulle
persone ferme, ma quando le persone sono in movimento, queste possono viaggiare molto più lontano e potenzialmente infettare chiunque le segua.

La loro modellazione al computer mostra che le goccioline rilasciate dalla
respirazione o uno starnuto possono viaggiare fino a 5 metri dietro una
persona che cammina a 4 chilometri all’ora (2,4 mph) e fino a 10 metri
dietro una persona che corre a 14,4 chilometri all’ora.


Gli autori sostengono che sarebbe opportuno camminare o correre fianco a fianco mantenendo una distanza di 1,5 metri, oppure, se in fila indiana, mantenendo almeno 4-5 metri di distanza per camminare, 10 metri per correre o andare in bicicletta lenta e almeno 20 metri per per pedalare più velocemente.

Lo studio ha portato corridori, ciclisti e altri a chiedersi se il consiglio
potesse essere attendibile.

Questa ricerca è credibile?

Lo studio, condotto da un team di ingegneri in Europa, è una pubblicazione prestampata, il che significa che non è stata confermata da altri scienziati e giornalisti scientifici per verificarne i metodi di ricerca e i risultati.

In altre parole, la qualità della simulazione potrebbe essere qualsiasi cosa
tra l’imperfetto e il ragionevolmente realistico, che non gode di una conferma da altri studiosi perché si basa su una simulazione al computer, quindi su uno studio ipotetico che non coinvolge partecipanti umani e ignora ipotesi relative a condizioni ambientali specifiche in cui si svolge il
jogging. Ad esempio, non tiene conto di alcun impatto del vento.

Gli autori dello studio hanno cercato di affrontare queste e altre preoccupazioni in una serie di domande e risposte, di cui però non si avrà una risposta certa se non tra circa un anno – tempo necessario per la pubblicazione della peer review – decisamente fuori tempo massimo per gestire una pandemia.

Cosa fare?

Al momento non esistono le basi perché questa simulazione incontrollata non verificata possa consigliare un cambio di atteggiamento nella comunità.

Mantenere una distanza compresa tra 5 e 20 metri quando si cammina, si
corre o si va in bicicletta all’aperto renderebbe quasi impossibile l’esercizio all’aperto in alcune città, e senza dubbio scoraggerebbe alcune persone dall’uscire.

Esiste anche il pericolo che tali informazioni infondate per modificare il
comportamento delle persone possano diventare un’aspettativa. Ciò
potrebbe generare conflitti e attriti tra persone che pensano che gli altri non stiano ascoltando il consiglio di rimanere al sicuro.


Anche consigliare alle persone di correre da soli non è necessario, e non
dovrebbe dissuadere le persone dall’incontrare il loro compagno di esercizio, se ciò aiuta le loro motivazioni.

Di chi fidarsi, pertanto? Quello che si suggerisce è di attenersi ai consigli ufficiali del proprio governo*, e non affrettarsi ad adottare nuove decisioni sullo stile di vita.

Quando fai esercizio in coppia, come ad esempio la corsa, distanziati di almeno 1,5 metri da chiunque, inclusi camminatori e compagni di corsa. Se un corridore o un ciclista tossiscono o starnutiscono, devono assicurarsi di
coprirsi la bocca e allontanarsi ancora di più da chiunque altro.

Una conseguenza dell’attuale consiglio formale è che la corsa o il ciclismo su piste e percorsi all’aperto stretti e affollati dovrebbero essere evitati nel migliore dei modi a causa della stretta vicinanza e del rischio di toccare o avvicinarsi troppo agli altri. Gli atleti, inoltre, possono utilizzare tali percorsi molto presto al mattino o in altri momenti meno affollati.

L’inattività fisica durante l’autoisolamento COVID-19 è una grave minaccia per la salute mentale e fisica delle persone. Mantenere o aumentare l’attività fisica è uno dei meccanismi di coping più importanti durante le condizioni straordinarie che stiamo vivendo.

*in Italia il distanziamento sociale raccomandato è di almeno un metro.

da Sciencealert.com
EMMANUEL STAMATAKIS, professore di attività fisica, stile di vita e salute
della popolazione, Università di Sydney.

THE CONVERSATION (18 APRILE 2020)

Questo articolo è stato ripubblicato da The Conversation con una licenza
Creative Commons. Leggi l’articolo originale

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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