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Editoriale

La blogger Zhang Zhan condannata per aver raccontato del Covid a Wuhan

Apprendiamo con sommo stupore la condanna della blogger di Wuhan Zhang Zhan che fu tra le prime a raccontare al mondo intero la malattia pandemica del Covid-19 e della compressione delle libertà personali adoperate dal governo cinese a scapito della popolazione.


La vicenda di Zhang si interseca con quella di BL MAGAZINE quando, ai tempi del Redattore in Quarantena, lesse una pagina del nostro diario che trattava l’ondata xenofoba nei confronti dei cittadini di origine cinese in Italia. Chiese alla redazione di poterlo tradurre in cinese per poterlo divulgare a tutti i sinofoni. (Potete recuperare QUI l’articolo in italiano e QUI quello in mandarino)

 Poco dopo fu arrestata ed oscurarono il suo blog. Apprendiamo, grazie ad ANSA.it, che purtroppo Zhang è stata duramente condannata dopo aver subito torture per aver raccontato al mondo cosa stava accadendo a Wuhan.

Nuovamente la Cina mostra al mondo la caratura muscolare del regime.

Zhang Zhan, ex avvocato diventata giornalista-cittadina, è stata condannata a 4 anni di carcere per la copertura in diretta da Wuhan della crisi del Covid-19. La sentenza del tribunale di Shanghai, maturata dopo una breve udienza, ha motivato la colpevolezza per aver “raccolto litigi e provocato problemi” in scia alla segnalazione dei fatti iniziali della pandemia quando, nella città focolaio del virus, si parlava di “polmonite misteriosa”.

I resoconti di Zhang, 37 anni, sono stati a febbraio condivisi sui social media, attirando l’attenzione delle autorità.

Il controllo del flusso di informazioni durante la crisi del Covid-19 è stato fondamentale per consentire alle autorità cinesi di definire la narrativa degli eventi a proprio favore, malgrado le incertezze iniziali la cui denuncia ha avuto serie conseguenze.

“Zhang Zhan sembrava devastata alla lettura della sentenza”, ha riferito Ren Quanniu, uno dei legali della difesa di Zhang, secondo i media locali, confermando la pena detentiva di quattro anni fuori dal Tribunale popolare di Shanghai Pudong.


La donna ha condizioni di salute preoccupanti a causa dello sciopero della fame iniziato a giugno e che ha portato alla alimentazione forzata tramite un sondino nasale. La condanna è maturata a poche settimane dall’arrivo in Cina del team internazionale di esperti dell’Oms per indagare sulle origini del Covid-19. Zhang è stata critica nei confronti della risposta messa in campo a Wuhan, scrivendo a febbraio che il governo “non ha fornito alla gente informazioni sufficienti, quindi ha semplicemente bloccato la città. Questa è una grande violazione dei diritti umani”.

Zhang è stata la prima ad avere un processo nel gruppo di 4 giornalisti cittadini – Chen Qiushi, Fang Bin e Li Zehua -, detenuti dalle autorità all’inizio dell’anno per aver coperto gli eventi di Wuhan.

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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