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Editoriale

La cospirazione QAnon che ha fomentato l’assalto a Capitol Hill: un approfondimento.

Il mondo intero ha assistito attonito all’insurrezione filo trumpiana all’interno del Campidoglio di Washington lo scorso 6 gennaio durante l’Assemblea per proclamare Joe Biden 46° Presidente degli Stati Uniti d’America. Migliaia di manifestanti si sono ritrovati a protestare sulle scalinate di Capitol Hill ed è bastato pochissimo per innescare l’irruzione all’interno della più alta sede istituzionale statunitense.


Le cronache mondiali hanno raccontato capillarmente i fatti avvenuti il 6 gennaio.

Ma come è stato possibile che così tanta gente abbia messo “a ferro e fuoco” la sede parlamentare americana?

Quali sono le cause che hanno spinto numerose persone a generare questa enorme interferenza democratica?

Il profondo cambiamento sociale avvenuto negli ultimi anni negli Stati Uniti d’America ne è una delle cause, ma non l’unica. Bisogna scandagliare la storia americana recente per comprendere quanto sia accaduto a Washington.

Probabilmente non ci saremmo mai aspettati che i manifestanti filo trumpiani fossero così folkloristici. In decenni di film di spionaggio e film d’azione “sparaspara” con trame distopiche targati Hollywood, probabilmente ci si sarebbe aspettati di vedere assembramenti di uomini e donne in tenuta d’assalto. Invece ci si è palesata in diretta mondiale l’occupazione di persone comuni col berretto, e, uno su tutti, Jake Angeli, col suo copricapo inconfondibile fatto di pelli di procione e corna di bufalo.

Uno strano orribile carnevale di cui tutti non ne sospettavamo l’esistenza.

Guardando bene le immagini di quel pomeriggio storico scorgiamo dei cartelli singolari. Moltissimi manifestanti, in realtà, sono adepti di una organizzazione che si chiama QAnon.


Potremmo paragonarla ad una crasi di Gilet Arancioni nostrani e al al popolo di Pontida.

Per quanto possano sembrare bislacchi, gli adepti di QAnon non vanno assolutamente sottovalutati. È notizia di poche ore fa che la Sindaca di Washington, Muriel Bowser, ha ordinato di barricare la città in vista dell’investitura di Joe Biden il 20 gennaio.

In un interessantissimo approfondimento del 2018 su fortune.com, la giornalista americana Mackenna Moore, in un suo pezzo dal titolo “What You Need to Know About Far-Right Conspiracy QAnon, Which Was Present at the Tampa Trump Rally spiega in maniera didascalica la genesi delle teorie QAnon.

Le teorie si basano su una narrazione martellante che ha fatto capolino durante la campagna elettorale per le primarie repubblicane delle scorse elezioni. Donald Trump, auto candidatosi, per sbaragliare la concorrenza ( tra i quali anche il fratello e figlio degli ex presidenti Bush) iniziò a parlare di Deep State e organizzazioni internazionali dedite alla distruzione dello status quo americano. Per quanto quelle furono delle avvisaglie, la narrazione distorta dell’ormai ex Presidente Trump divenne assolutamente più incisiva durante a campagna elettorale contro Hillary Clinton.


Analizzando il lessico e la costruzione delle frasi di Donald Trump si evince che il suo modo di comporre i discorsi è particolare, mutato rispetto alla precedente campagna delle primarie. Ridotto artificialmente all’osso per arrivare ad una facile comprensione di quello che lui raccontava. Trump negli ultimi 5 anni ha fornito una narrazione della realtà assolutamente divergente. Non è importante comprendere se sia vera o meno, bisogna comprendere che molte persone hanno iniziato a credergli spudoratamente. Le tematiche di Fake News, di establishment corrotto e di neo comunismo imminente hanno spaventato la popolazione conservatrice.

L’elettorato repubblicano è sempre stato distinguibile in due fazioni: i reazionari di estrema destra e quelli allergici all’Irpef. La popolazione americana, inoltre, tende a non andare a votare. Il disinteresse per gli affari pubblici, nella nazione del self building e del business, non ha mai esercitato molto fascino. Trump, invece, con la sua nuova descrizione della realtà, si è reso totalmente credibile. Riavvolgendo il nastro della storia americana e confrontando i discorsi presidenziali, bisogna risalire a Nixon per percepire senso di frustrazione nei confronti di un pericolo imminente nei discorsi pubblici presidenziali.

Trump, a differenza di Nixon, ha avuto più armi di comunicazione: i socialmedia.

Esiste tutta una letteratura in merito alla suggestione di post o meme che possono far cambiare l’opinione pubblica. E così è stato in America. Ad oggi le teorie QAnon sono credute vere da milioni di cittadini americani.

Secondo le teorie QAnon attualmente gli Usa sarebbero sotto scacco di questo Deep State che ha destituito il Presidente Trump attraverso brogli elettorali. Nonostante non sia stata portata una prova di quanto il Tycoon andava millantando, per le teorie QAnon questa è la prova: l’establishment segreta è riuscita ad occultare i brogli elettorali e per questo tutti i loro adepti sono scesi in strada a manifestare occupando Capitol Hill.

L’origine di questa cospirazione è strettamente legata all’attività di un utente anonimo della piattaforma 4chan ( un sito molto simile ai forum a cavallo tra gli anni ’90 e 2000), noto come Q.

A partire dall’ottobre 2017 questo utente anonimo ha iniziato a rilasciare presunte informazioni riservate relative a operazioni segrete del governo americano per disarticolare il Deep State.

L’utente ha utilizzato la lettera Q come nickname perché  si riferisce alla Q clearance, il presunto livello massimo di autorizzazione all’accesso di fonti top secret del governo americano, che in realtà risulta in uso solo al dipartimento dell’energia degli Stati Uniti d’America.

QAnon ha vari collegamenti con le teorie complottiste di destra relative al nuovo ordine mondiale (New World Order). A fomentare tale movimento è stato anche il celebre Steve Bannon (ex braccio destro di Trump e collaboratore di Giorgia Meloni e Matteo Salvini). Q si è concentrato inizialmente soprattutto sul presunto, imminente arresto di Hillary Clinton, considerata tra le leader del Deep State, insieme a Barack Obama e a George Soros, e udite, udite a Matteo Renzi (shock bǽcause…) analogamente ritenuti prossimi all’arresto e alla detenzione al campo di prigionia di Guantanamo. A loro si sarebbero dovuti unire molti attori di Hollywood tra i quali Meryl Streep e Johnny Deep (su quest’ultimo esiste tutta una letteratura sul suo cognome), politici democratici e funzionari di alto rango accusati di essere membri della cabala. In seguito, la teoria si è evoluta per adattarsi agli sviluppi politici nazionali e internazionali. In particolare, Q ha affermato che Trump avrebbe simulato una cospirazione con la Russia per arruolare alla propria causa il procuratore Robert Mueller nell’esporre il giro del traffico sessuale e impedire un colpo di stato da Barack Obama, Hillary Clinton e George Soros. Pertanto, il Russiagate non sarebbe un’inchiesta contro Trump, ma un paravento per nascondere la raccolta di prove per l’incriminazione dei Clinton e degli altri leader del Deep State. In seguito alle dimissioni del primo consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, il tenente generale Michael T. Flynn, per il suo coinvolgimento nel Russiagate, lo stesso Flynn, dichiaratosi vittima di una congiura, ha pubblicato video a sostegno di QAnon e pronunciato un giuramento a sostegno dei patriot. Gli aderenti di QAnon, pur vedendo Trump come un cristiano imperfetto, lo vedono anche come un messia mandato da Dio.

La teoria afferma che l’ultimo presidente leale agli Stati Uniti sia stato John Fitzgerald Kennedy, ucciso da esponenti del Deep State. Da allora, la presidenza americana sarebbe caduta nelle mani della cabala mondiale. Un manipolo di esponenti dell’esercito americano, tra i cui i Navy Seals, sarebbero rimasti leali alla memoria di Kennedy e avrebbero adottato un giuramento a JFK di lealtà ai valori degli Stati Uniti, con l’obiettivo di rovesciare il Deep State. Secondo QAnon, il figlio di JFK, John Fitzgerald Kennedy Jr., non sarebbe veramente morto, ma ne sarebbe stato simulato l’incidente mortale allo scopo di metterlo al sicuro e porlo alla guida della fazione lealista. Secondo i sostenitori di QAnon, Trump guiderà un’ondata mondiale di arresti, nota come The Storm, operata dai reparti militari a lui fedeli, in cui migliaia di persone, membri della setta, verranno arrestati e probabilmente inviati a Guantanamo o sottoposti alla corte marziale. Il risultato di questa operazione sarà l’insediamento di JFK Jr. come nuovo presidente degli Stati Uniti e un grande risveglio globale. Diversi sostenitori di QAnon hanno adottato la teoria della cospirazione Kennedy, affermando che un uomo di Pittsburgh di nome Vincent Fusca sia in realtà Kennedy sotto mentite spoglie e che sarà il candidato a vicepresidente della campagna per la rielezione del 2020 di Donald Trump. Alcuni hanno partecipato alle celebrazioni del giorno dell’indipendenza del 2019 a Washington nella convinzione che sarebbe apparso Kennedy…..

Ovviamente tutte queste teorie non hanno alcun fondamento. Nonostante questo sono credute da milioni di persone negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

Si sta aprendo una nuova fase della storia occidentale. Uno scontro tra narrazioni e credenze. QAnon è solo una delle molteplici sfaccettature di questo complesso sistema alimentato da anni di disinvestimenti nell’istruzione e conseguente analfabetismo funzionale. Come negli Stati Uniti, anche in Italia abbiamo i nostri QAnon nostrani che vogliono che attorno alla malattia pandemica del Covid-19 si nasconda la volontà del Deep State di impiantarci sistemi elettronici di controllo, quelli che credono alla teoria della Sostituzione Etnica secondo la quale, Laura Boldrini e Giorgio Napolitano abbiano ordito sbarchi a non finire per popolare l’Italia di Africani o, addirittura, la teoria della Lobby Gay Vaticana che manovrerebbe come chiave di volta l’esercito della Cabala di Israele.

Hanry Pirenne, il mio storico preferito, affermava che la storia tende a ripetere i propri passi in nuovi contesti ma con le medesime procedure. Attualmente ci troviamo in una capitolazione storica che se non adeguatamente arginata con istruzione e confronto procederà verso una nuova caotica parentesi mondiale. Concludo con i versi della canzone “Maria Catena” della cantautrice siciliana Carmen Consoli che efficacemente può fungere da morale di questa assurda favola che stiamo vivendo in questi giorni: “Ogni menzogna alla lunga diventa verità”

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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