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cura disfunzione erettile
via Pixabay

Dr. Rainbow

La disfunzione erettile: possibilità di cura e trattamento

In un articolo precedente, raggiungibile a questo link, abbiamo parlato della disfunzione erettile e delle sue cause più frequenti. Parleremo oggi delle terapie disponibili, con una particolare attenzione ai farmaci a cui è possibile far ricorso e che sono in grado di risolvere molte situazioni.


Trattamento

Il trattamento della Disfunzione Erettile (DE) si può realizzare attraverso diverse vie a seconda della gravità. Innanzitutto si valuta se essa possa essere l’effetto collaterale di un farmaco assunto abitualmente, se vi è un fondato sospetto la somministrazione del farmaco viene interrotta e viene prescritto un’alternativa. Queste decisioni, in ogni caso, non devono essere prese autonomamente dal paziente ma in seguito a consulto col proprio medico.

Successivamente, bisognerà intervenire su qualsiasi condizione che può esserne alla base o favorirla. Fattori di rischio per molti disturbi che potrebbero causare la DE sono il peso eccessivo, il fumo e il consumo di alcool. Quindi può essere utile ed efficace per migliorare la funzione erettile la perdita di peso, smettere di fumare ed evitare la consumazione di alcolici, o diminuirne la quantità se eccessiva (come già scritto l’alcool, anche se ha azione “disinibente”,  è in realtà un forte inibitore dell’erezione).

La DE causata da un disturbo fisico solitamente presenta anche una componente psicologica, quindi il passo successivo è la rassicurazione e l’educazione. Se questo approccio non è sufficiente, e comunque si sospetta una componente psicologica importante, è fortemente indicata la consulenza psicologica. In particolare la psicoterapia di coppia, presso uno sessuologo qualificato, può facilitare la comunicazione tra i partner, ridurre le pressioni associate alla prestazione sessuale, e risolvere i conflitti interpersonali che contribuiscono alla DE.

Il passo successivo è il ricorso a dei metodi che possono essere distinti in non invasivi e invasivi. I metodi non invasivi sono i dispositivi meccanici e i farmaci assunti per bocca. Quelli invasivi invece sono i farmaci somministrati direttamente nel pene e il ricorso a una protesi.

Metodi meccanici non invasivi per la disfunzione erettile

I dispositivi meccanici non invasivi sono più efficaci rispetto ai farmaci orali e inoltre sono privi dei loro effetti collaterali, tuttavia non vengono in genere provati per primi ma dopo i suddetti farmaci o in associazione a essi. Gli uomini che sono in grado di ottenere, ma non di sostenere, un’erezione possono usare un anello di costrizione.

Questo è un anello elastico che, non appena si verifica l’erezione, viene collocato intorno alla base del pene, per impedire al sangue di fluire verso l’esterno e mantenere la rigidità dell’organo. Invece, gli uomini che non sono in grado di sviluppare un’erezione possono applicare sul pene un dispositivo di stimolo dell’erezione ad aspirazione manuale detto vacuum (anche noto come pompa per il pene).

Questo dispositivo porta il sangue al pene, esercitando un delicato effetto di aspirazione, con l’ausilio dell’anello di costrizione che nel contempo viene posizionato alla base dell’asta per trattenere l’erezione. Le ecchimosi, la freddezza della punta del pene e la mancanza di spontaneità costituiscono alcuni inconvenienti di questo metodo e i motivi per cui non rappresenta in genere il primo approccio.


Farmaci orali

I farmaci orali sono nella maggior parte dei casi la prima linea di trattamento della DE ed è in generale il tipo di terapia preferita dai pazienti in assenza di controindicazioni o intolleranza.

Appartengono alla classe degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE-5). Cosa significa? In breve, come abbiamo già detto precedentemente l’erezione è consentita dal rilassamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi, il comando chimico a ciò è dato da una molecola specifica detta cGMP la cui azione è controllata dalla PDE-5 che la inibisce.

In altre parole, i farmaci agiscono riducendo la capacità della PDE-5 di “spegnere” la cGMP, ne deriva quindi che viene fortemente ridotto un meccanismo attraverso cui il corpo fa “desistere” l’erezione, che pertanto può avvenire in modo più semplice e mantenersi in modo, è proprio il caso di dirlo, più duraturo.

Comprendere questo meccanismo può aiutare a capire meglio gli effetti di questi farmaci nella pratica: in breve, essi non “determinano” l’erezione (nonostante sia un luogo comune di un certo tipo di comicità che una volta presa la compressa si abbiano erezioni incontrollate, questa idea è fuorviante), ma la “mantengono” una volta avvenuta, anche con stimoli minimi, ostacolando la sua regressione.


I farmaci inibitori delle fosfodiesterasi sono 4: il sildenafil, il vardenafil, l’avanafil e il tadalafil. Pur con alcune differenze di cui tra poco parleremo, la risposta clinica e gli effetti avversi di questi farmaci sono simili e l’efficacia paragonabile. Tutti sono venduti in diversi dosaggi a seconda della gravità della DE, tuttavia in generale non esiste una dose efficace a prescindere, ma una ottimale per la singola persona che va ricercata attraverso tentativi e personalizzata in base alla risposta individuale.

Una volta assunti non hanno azione immediata, ma per agire richiedono da 30 ai 60 minuti, e a stomaco vuoto. Questo significa fondamentalmente che l’assunzione della compressa va “organizzata” in base alle situazioni, e inoltre lo stomaco vuoto serve per garantire un assorbimento normale e senza ostacoli.

Se si aspira ad avere un rapporto dopo cena, non è una buona idea assumere la compressa prima del pasto per essere “pronti” un’ora dopo, in quanto il farmaco agirà comunque ma il cibo (soprattutto se molto grasso) rallenterà fortemente il suo assorbimento, e la sua azione comincerà dopo più tempo rispetto a quello previsto.

Un altro aspetto importante da tenere presente è il fatto che, poiché come ho scritto prima non determinano in sé l’erezione ma piuttosto la facilitano e la mantengono, essi non sono dotati di un effetto “automatico” ma hanno bisogno di accompagnarsi a una stimolazione adeguata, sia dal punto di vista fisico che psicologico. In altre parole, se al momento del dunque non c’è stimolazione erotica intima (e in questo senso particolarmente utile e apprezzato può esser dar spazio ai preliminari) oppure se non c’è sufficiente attrazione fisica e libido, o al contrario se c’è un forte disagio interpersonale, potrebbero comunque non avere alcun effetto.

In ogni caso, una volta iniziato il loro effetto, esso perdura per circa 4 ore. Durante questo periodo l’erezione è facilitata (il pene è più “responsivo” agli stimoli) ed è più semplice avere rapporti sessuali soddisfacenti. L’effetto perdura anche dopo l’orgasmo e consiste in una riduzione del periodo refrattario (cioè quel periodo dopo l’orgasmo maschile in cui non è possibile avere né nuove erezioni né nuovi orgasmi), questo ovviamente compatibilmente con le caratteristiche individuali della persona.

Vediamo adesso alcune differenze: l’Avanafil è quello ad azione più rapida, può essere assunto anche 15 minuti prima del rapporto e inizia ad agire dopo soli 30 minuti; il Sildenafil è quello più famoso e utilizzato, inizia ad agire dopo un’ora e il suo effetto dura circa 4 ore; il Tadalafil inizia ad agire dopo un’ora, mentre il suo effetto perdura per circa 24-36 ore, in genere non è utilizzato per il consumo occasionale ma è assunto come dose quotidiana a basso dosaggio oppure come “pillola del weekend”; Il Vardenafil è come il Sildenafil nella forma a compresse, ma è venduto anche come pellicola orodispersibile (una specie di francobollo da sciogliere sulla lingua) assumibile 30 minuti prima del rapporto sessuale (particolarmente utile in alcune situazioni, non essendo influenzato dai pasti).

Effetti avversi

Essendo dei farmaci, non sono esenti da possibili effetti avversi. Tutti gli inibitori della 5-fosfodiesterasi causano una vasodilatazione coronarica diretta e potenziano gli effetti ipotensivi dei nitrati, compresi quelli utilizzati per il trattamento delle malattie dell’arteria coronaria o quelli usati a scopo ricreativo (popper).

Pertanto, l’uso concomitante di nitrati e di inibitori della 5- fosfodiesterasi (PDE5) può essere pericoloso e deve essere evitato. I pazienti che usano solo occasionalmente nitrati (per esempio per rari attacchi di angina) devono discutere i rischi, la selezione e la corretta tempistica di un loro eventuale uso con un cardiologo.

Questi effetti avversi comprendono vampate, anomalie visive, ipoacusia, dispepsia e cefalea. Sildenafil e vardenafil possono causare un‘anomala percezione dei colori (foschia blu). L’uso di tadalafil può determinare comparsa di dolori muscolari. Tutti gli inibitori della 5-fosfodiesterasi devono essere somministrati con cautela e a bassi dosaggi iniziali nei pazienti che assumono alfa-litici (farmaci usati nella terapia dell’ipertrofia prostatica) a causa del rischio di ipotensione e comunque mai in tempi troppo ravvicinati. Solo raramente, gli inibitori di 5- fosfodiesterasi causano priapismo.

Farmaci somministrati direttamente nel pene

Quando la risposta ai farmaci orali non è buona o nel caso non siano indicati, è possibile ricorrere a farmaci somministrati direttamente al livello del pene tramite supposta da inserire all’interno dell’uretra o tramite iniezione diretta nei corpi cavernosi.

Senza allarmarsi troppo, la supposta è inserita tramite una cannuccia mentre l’iniezione avviene tramite un ago sottilissimo, e quindi i procedimenti descritti sono meno traumatici di quello che si sarebbe portati a pensare.

Tra i farmaci somministrati in questo modo ricordiamo l’alprostadil che può indurre erezioni di durata media di 30-60 minuti, ma di cui bisogna evitare sovradosaggi per il rischio di priapismo (meno dell’ 1% dei pazienti) e dolore genitale o pelvico (circa il 10%), e quindi un farmaco che richiede una corretta istruzione e un attento monitoraggio da parte del medico.

La terapia intrauretrale purtroppo è tendenzialmente meno efficace nel produrre un’erezione soddisfacente rispetto alle iniezioni intracavernose, per questo è spesso associata alla terapia orale.

Terapia chirurgica

Infine, se i farmaci e i dispositivi meccanici falliscono, si può considerare l’impianto chirurgico di una protesi peniena. Le protesi includono aste semirigide al silicone e dispositivi gonfiabili multicomponente riempiti con soluzione salina.

Il posizionamento di entrambi i modelli comporta il rischio dell’anestesia generale, di infezione e di erosioni o malfunzionamento della protesi. Nelle mani di chirurghi esperti, il tasso a lungo termine di infezione o malfunzionamento è raro e il tasso di soddisfazione di paziente e partner molto alto.

I vantaggi dell’impianto chirurgico di protesi sono dati dal fatto che le erezioni vengono prodotte immediatamente e spontaneamente, durano fino a che il paziente non sgonfia il suo dispositivo e l’attività sessuale può verificarsi con la frequenza richiesta dalla coppia, che in genere trova in questo tipo di soluzione soddisfazione e alto gradimento.

A cura del Dott. Domenicantonio Iannello
Medico chirurgo – Corsista in formazione specifica di Medicina generale

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