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Kit Harington in LA MIA VITA CON JOHN F DONOVAN

Spettacolo

“La mia vita con John F. Donovan” è il cuore imperfetto di Xavier Dolan

LA MIA VITA CON JOHN F. DONOVAN è il penultimo film del talentoso regista canadese. A oggi è il suo film più criticato e arriva in Italia con un anno di ritardo dopo una travagliata post produzione. Eppure io non posso che difendere questa caduta del cuore…

Rupert Turner ha otto anni ed è ossessionato da John F. Donovan, star della televisione americana. Inizia a scrivergli delle lettere. Queste avranno una risposta. La corrispondenza durerà diversi anni, all’oscuro di tutti, finché un incidente non porterà tutto alla luce…

Jessica Chastain in LA MIA VITA CON JOHN F. DONOVAN
Una foto rubata dal set di LA MIA VITA CON JOHN F. DONOVAN. In post produzione Xavier Dolan si è trovato costretto a tagliare completamente le scene che vedevano protagonista Jessica Chastain per alleggerire la durata del film.

Tutto parte da un evento reale che ci riporta all’infanzia del giovane Xavier Dolan: la sua fascinazione per Leonardo di Caprio a cui egli scrisse una lettera che non ebbe mai risposta.
Da questo episodio Dolan ci scrive sopra una sceneggiatura che ha non poche sbavature, ma che ha tutta la potenza e l’esigenza di essere raccontata, perché l’amore trova sempre una voce.

LA MIA VITA CON JOHN F. DONOVAN guarda a due continenti (Gli Stati Uniti e l’Inghilterra) e a due storie e due vite in apparenza distanti che vanno a toccarsi perché possano salvarsi.
Fin dal principio sappiamo che una di queste non saprà risollevarsi dal baratro in cui è precipitata.

La storia parte dalla tragica scomparsa di John F. Donovan.
Ma solo un decennio dopo – siamo negli anni 2000 – il giovane Rupert, divenuto a sua volta attore, ci racconta la SUA verità.

È importante sottolineare che quanto vedremo è la SUA verità, giacché , per sua stessa ammissione, nelle lettere con Donovan quasi mai il suo idolo si racconta nei suoi drammi interiori. Egli quindi può solo intuirli, accoglierli e farli propri.

Kit Harington in LA MIA VITA CON JOHN F. DONOVAN
Una delle scene più intense e tese di LA MIA VITA CON JOHN F. DONOVAN

Ecco perché il film riesce forse a toccare il pubblico.
Tutti (o quasi) abbiamo avuto una cotta per un attore o un’attrice di un serial o che ha ricoperto diversi ruoli sul piccolo e grande schermo.
Ne abbiamo seguito la carriera, raccogliendo materiale su riviste, guardando le apparizioni in televisione; ne abbiamo gioito nel vederlo/a fidanzarsi o nel vincere premi; ne siamo rimasti dispiaciuti nel vederlo precipitare nei problemi dell’alcol o della droga, le liti sul set, l’allontanamento, la resurrezione o la sua improvvisa sparizione.

Xavier Dolan guarda a se stesso e guarda a noi tutti, dà una voce a quell’età in cui anche un’ immagine bidimensionale nella piccola televisione del salotto diventa per noi aspirazione e motivo di una felicità violenta e totalizzante.

In LA MIA VITA CON JOHN F. DONOVAN tornano però anche tutti i temi e le peculiarità e le ossessioni del suo cinema: l’omosessualità, il rapporto conflittuale con la figura materna e la musica che sa parlarci dove le parole da sole non sanno fare.

La scelta dei brani – smaccatamente pop – è forse meno incisiva rispetto ai suoi film precedenti: la storia si apre e si incendia sulle note di “Rolling In The Deep” della sua amica Adele ( per cui diresse anche il videoclip di “Hello” ) e si chiude nella gloriosa “Bitter Sweet Symphony” dei The Verve.

Natalie Portman in LA MIA VITA DI JOHN F. DONOVAN di Xavier Dolan
Una delle scene più toccanti di LA MIA VITA CON JOHN F. DONOVAN

Eppure raggiunge momenti di rara bellezza in due episodi: quando sotto una pioggia battente il piccolo Rupert abbraccia la madre ed esplode la cover dei Florence + The Machine di “Stand By Me“; e quando John immerso nella vasca canta col fratello “Hanging By A Moment” dei Lifehouse davanti alla loro madre commossa.

Intorno a questi incendiari attimi di pura poesia il film si muove in maniera discontinua guardando al piccolo Rupert e alla sua forza d’animo che gli permetterà di sopravvivere ai bulli della scuola e all’assenza di una madre che è troppo impegnata a ricostruirsi una vita; e alla caduta di un giovane divo che non ha il coraggio di accettare l’amore, tormentato e collerico, senza amici, che può solo confidarsi con un bambino di cui neppure conosce il volto.

Tornano le confessioni nello stretto abitacolo di un auto ( J’AI TUÉ MA MÈRE) e le dediche d’amore cantate a squarciagola ( MOMMY); tornano i desideri repressi ( TOM À LA FERME ) e quelli consumati o disegnati dalle luci colorate ( LES AMOURS IMAGINAIRES ), così come tornano i momenti di tensione all’interno del nucleo familiare di NON È LA FINE DEL MONDO.

Susan Sarandon nell'ultimo film di Xavier Dolan
Uno splendido ritratto di Susan Sarandon in LA MIA VITA DI JOHN F. DONOVAN

Nel mezzo e nei primi piani ecco le meravigliose interpretazioni di un cast All Stars.
Se alle sempre ottime Natalie Portman, Susan Sarandon e Kathie Bates sono affidati i ruoli della madri dolaniane, ora nocive e ora salvifiche; brilla per bravura il piccolo Jacob Trambley cui sono affidati dialoghi e scene davvero complesse, ma che già aveva dimostrato grande talento in titoli come ROOM e WONDER.

Una vera sorpresa è poi la star del momento che tutti conoscono come Jon Snow di GAME OF THRONES: Kit Harington affronta con coraggio e dedizione un ruolo dalle mille sfumature che si rivela più nei silenzi che nelle parole.
Attorno alla sua bellezza e a quel misto di innocenza e rabbia, Xavier Dolan muove la telecamera come un amante: ne desideriamo i lineamenti morbidi delle labbra e ci perdiamo tra le ciocche dei suoi capelli disordinati.
Tratteniamo il fiato e sospiriamo e in un gioco di specchi ora siamo il piccolo Rupert e ora Dolan e ora il primo cocente e folle amore che deve arrendersi laddove l’altro cuore non ha il coraggio di farsi accarezzare.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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