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Foto di Anete Lusina da Pexels

Mondo

La Namibia verso la depenalizzazione dell’omosessualità

A un anno dalla depenalizzazione dell’omosessualità in Gabon, un altro stato dell’Africa è sulla buona strada per rendere legali i rapporti tra uomini adulti consenzienti: la Namibia.


Sono infatti allo studio nel dicastero della giustizia della nazione sud-occidentale africana alcune proposte per abolire la legge sulla sodomia della Namibi,a per garantire che la comunità LGBT+ si senta “accettata e a suo agio” nella società“.

La ministra Yvonne Dausab ha dichiarato che presenterà due rapporti, raccolti dal Comitato per la riforma e lo sviluppo della legge (LRDC), con i quali si richiedono “l’abolizione di 34 leggi obsolete, inclusa la legge che criminalizza il sesso tra uomini adulti consenzienti“, come riportato dalla testata locale Windhoek Observer.

Nessun namibiano si sentirebbe a proprio agio con nessuna parte della nostra società sentendosi cittadino di seconda classe, escluso, stigmatizzati o discriminati sulla base del proprio orientamento sessuale, o della disabilità, o di uno status in una società particolare“, ha affermato il 17 maggio, Giornata Internazionale contro l’omo-bi-lesbo-transfobia, la ministra Dausab.

“Discriminazione incostituzionale”

Il secondo dei due rapporti chiede l’abrogazione delle leggi della Namibia sulla sodomia e sui reati sessuali impropriamente definiti “contro natura” che contribuiscono alla “discriminazione incostituzionale” in quanto la legge penale suggerisce la riduzione degli uomini gay a “criminali”.

Nonostante le disposizioni vigenti, la legge in questione è per fortuna poco applicata: gli arresti e le persecuzioni della legge sono piuttosto rari e i membri del comitato hanno sottolineato nel loro rapporto che tra il 2012 e il 2019, gli arresti con l’accusa di sodomia sono stati 23.

L’esistenza di una legislazione in tal senso, in ogni caso, diffonde un sentimento di paura e repressione nei confronti della propria sessualità e comporta una serie di riverberi dannosi in ambiti collaterali, come il divieto dell’uso del preservativo nelle carceri con relativo pericolo di contagio di malattie sessualmente trasmissibili.

La stessa esistenza della legge contro la sodomia viola i diritti fondamentali delle persone che potrebbero essere colpite, oltre a creare e rafforzare una cultura di omofobia e intolleranza contro le persone LGBTQ“, si legge nel rapporto, che osserva come “la continua esistenza di questa legge non può essere giustificata” in quanto “interferisce con i diritti costituzionali e internazionali delle persone in Namibia“.


Dausab ha infine affermato che la questione è stata presa “molto seriamente” ed è un’opportunità “di muoversi in una direzione che farà sentire inclusi tutti i namibiani“.

La ministra ha aggiunto che “la parità di diritti è stata a lungo un problema urgente per la comunità LGBT+ namibiana”, e che lo Stato rigetta “omofobia, transfobia e altre eventuali tendenze fobiche”. “Dobbiamo permettere alle persone di avere le proprie opinioni” ha inoltre specificato Dausab “ma non che ci sia discriminazione attiva o passiva contro qualsiasi segmento della nostra società“.

All’analisi del Comitato nelle relazioni c’è anche la questione della legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La ministra della giustizia della Namibia Yvonne Dausab

Le reazioni

La scorsa settimana, il segretario generale della Swapo Party Youth League (SPYL) all’opposizione Efraim Nekongo ha riferito “il disgusto” dello SPYL sulle recenti discussioni sull’omosessualità da parte del governo, affermando che i funzionari eletti devono concentrarsi sulle questioni del “pane quotidiano” e sostenendo che l’omosessualità è “satanica e demoniaca”. La first lady Monica Geingos, in un post sui social media, gli ha risposto a stretto giro invitandolo a eliminare tutte le leggi obsolete e a smettere di essere omofobo.


L’iter, tuttavia, è ancora all’inizio. I rapporti dovranno essere approvati e controllati dal gabinetto di giustizia, sarà richiesta un’ulteriore discussione con la Commissione per la riforma e lo sviluppo della legge, la certificazione del procuratore generale e solo alla fine il passaggio in Parlamento. Secondo la ministra, il passaggio in Assemblea nazionale è previsto prima della fine dell’anno.

Diritti LGBT+ in Namibia

L’associazione per i diritti umani Namibia Diverse Women’s Association (NDWA) ha denunciato la bifobia sistemica, l’omofobia, l’intersessismo e la transfobia in Namibia che, a loro avviso, mettono in pericolo la protezione dei diritti della comunità LGBTQ + e il loro accesso ai servizi e alle strutture dello stato.

Penso che ci sia l’obbligo per i nostri tribunali di andare nella direzione che penso che in particolare la comunità LGBTQ senta di essere stata ascoltata e ascoltata. Ovviamente, non abbiamo alcun controllo su quel processo, dobbiamo permettere che si completi da solo ”, ha detto il ministro.

L’omosessualità maschile in Namibia è vietata da una vecchia legge risalente al 1927, imposta dal vicino Sudafrica. Il codice penale non punisce, invece, l’omosessualità femminile. Alle persone omosessuali non è altresì consentito servire nell’esercito.

La Namibia ha ospitato la sua prima parata dell’orgoglio per le strade della capitale Windhoek nel dicembre del 2013. In quell’occasione hanno sfilato un centinaio di persone.

Scritto da

Sono nato in Puglia, dove sono cresciuto a orecchiette, giornalini e romanzi d'appendice. Sono ebbro di vino, virtù e poesia. Oggi mi divido tra la città natale e la città Eterna. Nella vita mi collaboro con le case editrici come revisore di testi ed editor. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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