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Il meteorite dello shopping online colpisce giovani, vecchi, uomini e donne e oramai anche bambini, indifferentemente. Non guarda chi ha di fronte, lui va e colpisce, non si ferma davanti ad un portafoglio vuoto, una carta di credito scarica, una bolletta ancora da pagare.

E così, per colpa della malattia, in questi giorni ne sono stata vittima anche io e sono caduta nelle grinfie del compulsivo click. Allora mi sono chiesta, perché la noia è portatrice di acquisti online?

Classicisti o… tattico/velocisti?

I compratori online si dividono in diverse categorie: i classicisti, che preferiscono usare il computer per vedere bene il prodotto, zoomarlo, ispezionare la trama del materiale con cui è fatto, leggere le recensioni; il tattico-velocista, che magari tralascia dei dettagli e colpisce mentre è in bagno, che compra senza farsi troppe domande. Deleterie le sale d’attesa, gli ingorghi e la malattia.

Sono infiniti i siti dove poter comprare online, oramai qualsiasi negozio si affida all’e-commerce per non perdere neanche un cliente, perfino Glovo, volendo, ti porta a casa capi di abbigliamento. In qualsiasi momento e in qualsiasi modo puoi spendere soldi e comprare qualcosa di cui, magari, non avresti neanche bisogno (il più delle volte, senza magari).

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Come s’insidia il demone dello shopping online

Tutto inizia con un “vediamo cosa hanno in promozione”. Sì, è quella la parola che ci uccide piano piano e come un tarlo entra nel nostro conto in banca e lo corrode tutto: PROMOZIONE.

Apri la app, vai subito nella voce “promo” e già ci sentiamo meno in colpa perché abbiamo scelto di spendere poco, o così almeno crediamo. Il passo successivo è filtrare: si inizia con la categoria che ci interessa. Ecco, già che qui si definisce che acquirente siamo: andiamo a caso perché abbiamo voglia di comprare qualcosa ma non sappiamo cosa oppure stiamo cercando un prodotto specifico?

Primo dilemma. Capo specifico.

Procediamo spavaldi convinti di aver risposto correttamente e sicuri di noi continuiamo la ricerca. Prossimo passo: taglia, prezzo, collezione, materiale. Avanti, che lo scrolling abbia inizio.

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Lo scrolling

Cominciano a scorrere sullo schermo colori, vestiti, modelli e modelle. Una serie continua di click per salvare nella lista dei desideri qualsiasi cosa possa essere minimamente interessante. Poi, una volta finita la ricerca, con calma, è il momento di analizzare tutti i dettagli e vedere se, le cose salvate, sono meritevoli di andare nel carrello.

Non tutti capi selezionati saranno così fortunati da essere spostati nel carrello, alcuni per anni resteranno nel limbo del “lo vorrei ma in fondo non ne ho così bisogno” o peggio ancora “aspetto che sia in promo” e molti di loro arriveranno a essere prodotto non disponibile e non vedranno mai la luce del sole. Al contrario, ci sono i capi più fortunati, quelli che ci convincono subito, che ci fanno l’occhiolino immediatamente e che sanno già che il loro posto è nel carrello, siamo solo noi che lo dobbiamo capire e accettare.

Uno shopping compulsivo, fatto per noia, fatto per gioco, fatto per pigrizia, fatto nella convinzione che  quella cosa ci starà bene solo perché torna perfetto alla modella. Modella che bene o male è sempre la stessa, la stessa posa, la stessa espressione, come se le cambiassero solo i vestiti addosso con un programma ma non fosse davvero lei a indossarli.

In maniera strategica e tattica, da un po’ di tempo a questa parte sono arrivate anche le modelle curvy, ragazze formose per le quali producono lo stesso capo d’abbigliamento che è possibile trovare per una taglia magra o normale. Immensa gioia per noi “paffute” che invece di sbavare e basta su un vestito, possiamo anche avere la fortuna non solo di trovarlo ma anche acquistarlo.

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E chi frequenta i negozi?

Quali pregi può avere comprare comodamente dal proprio divano? Come prima cosa si evita il contatto con le persone (cosa fondamentale per alcuni caratteri), la coda, il cercare parcheggio, la fila alla cassa, la fila al camerino e, non da meno, il rischio di fare tanta strada per arrivare al negozio, non trovare la taglia e sentirsi dire dalla commessa (che poi sarà odiata) le fatidiche parole “tutto quello che abbiamo è lì”.

Io solitamente non provo nulla nei negozi, faccio gli acquisti modalità invasione delle truppe d’assalto, la sosta nel negozio è al massimo di 20 minuti (pagamento incluso in certi casi). Però mi diverte molto osservare coloro che escono dai camerini.

Si vede l’acquirente spavaldo che ha preso solo cose giuste e esce a testa alta e attraversa il negozio fino alla cassa come se avesse degli applausi di sottofondo.

Subito dietro abbiamo l’acquirente incerto che, nonostante si sia provato tutto e che, in qualche modo potrebbe anche stare bene, non sa se quel prezzo vale il prodotto e sarà afflitto dal dilemma “compro o non compro?”. Così gira ramingo e in preda a confusione per il negozio con le cose provate strette in una mano (mai sia lasciarle, l’avvoltoio è sempre in agguato), ma con lo sguardo di incertezza.

Infine abbiamo lo sconfortato, che esce dal camerino sconsolato, magari ha appena lasciato il cuore su un pantalone che non si chiude, su una camicetta per la quale serviva più seno o un golfino che non copre la lonzetta natalizia.

Gli irresistibili vantaggi dello shopping on-line

In fondo comprare qualcosa di nuovo ci fa sentire nuovi, non so se avete fatto caso che, a noi donne per esempio, ci viene voglia di truccarci, uscire, pensare a cosa abbinarci fino a rispolverare e tirare fuori dall’armadio anche quella cosa che non avremmo messo mai.

Quanti “non lo butto perché ci entrerò” avete in fondo a quel cassetto o dietro quella pila di maglioni? Ecco come nasce lo shopping online. Via l’imbarazzo, via la noia di spogliarsi e vestirsi, via la noia di accorgersi di avere i peli in ricrescita. Ci pensa il corriere. Arriva in base alla data di consegna. Si aspetta con gioia e trepidazione il suo arrivo, manco fosse uno dei Re Magi. Una volta ritirato il pacco, con l’emozione di un bimbo, anche se sappiamo benissimo cosa contiene, corriamo ad aprirlo. La felicità e il piacere di toccarlo dopo averlo visto sullo schermo, la tranquillità di provarlo in camera tua, con tutta la calma e tutto il tempo a disposizione per valutare se ok o no.

E se poi dovesse non dovesse andare bene? arriverà il corriere che ritirerà il pacco e coprirà le tracce e sarà tutto finito.

Nessuno saprà niente.

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