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La Polonia limita ancora il diritto all’aborto

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In Polonia è stata approvata una legge che rende l’aborto per malformazioni del feto un reato vero e proprio, perché “incostituzionale”.


Una decisione molto discussa dalle autorità di altri paesi che potrà solo gravare sulle generazioni attuali e future.

Manifestazione contro la legge sull'aborto
Manifestazione contro la legge sull’aborto

Le ragioni decisive

Avevamo già parlato di Polonia e Aborto in passato, ma rispetto ad allora, la Corte Costituzionale di Varsavia ha statuito in questi giorni un peggioramento restrittivo della legge sull’aborto, modificata per diventare ancora più aspra.

Tra le ragioni per richiedere l’aborto e ottenerlo è stata rimossa quella per le malformazioni del feto. Ora in Polonia potranno abortire solo donne che sono state stuprate (circostanza che doveva essere comunque confermata da un tribunale), o se la gravidanza mette a rischio la salute della donna stessa. Come potete notare, la legge per l’aborto approvata nel lontano 1993 era già particolarmente severa e restrittiva.


Perché, allora, restringere il novero delle casistiche? Julia Przylebska, presidente della Corte Costituzionale, e la fazione di destra guidata da Diritto e Giustizia, il partito del Presidente Duda, hanno dichiarato che tutto ciò andrebbe contro la costituzione polacca che protegge e tutela la vita, fino ad arrivare a dichiararla come una “pratica eugenetica

Gli altri aspetti della decisione

Per quanto non ufficiali, non possiamo non considerare ulteriori fattori che potrebbero aver portato la corte costituzionale a questa decisione.

Uno dei fattori è quello religioso, poiché la Polonia è una nazione di forte stampo cristiano-cattolico. Un secondo fattore, per quanto molto discutibile, è quello economico: gli aborti legati alle malformazioni del feto rappresentano più del 90% dei casi, una spesa molto più impattante rispetto a tutte le altre casistiche.

A nulla sono valse le proteste delle associazioni per i diritti delle donne e dei diritti civili, che hanno protestato davanti al palazzo della corte e per le strade della capitale.

Questa direzione indurrà molte donne a praticare l’aborto illegalmente, cosa che già succede (si stimano cifre intorno a più di 100 mila aborti illegali), e che, se scoperte, rischiano di essere imprigionate fino a cinque anni (contro gli attuali due)

Fonti ufficiali:
La Stampa
Il fatto quotidiano
Il corriere della sera
L’unione sarda

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Ciao! un saluto dal vostro Alberto Orsotorta! Studente universitario e cameriere, amo libri, cinema e soprattutto dolci!!! Un modo per esprimere la mia fantasia e ritrovarmi con chi amo.

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