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La “revolución evangelica” di Cuba contro aborto e diritti lgbt+

L’approvazione della nuova Costituzione di Cuba, nel febbraio 2019, ha messo in luce la grande influenza delle istituzioni religiose del paese che mantiene ancora il comunismo come ideologia politica ufficiale.


Tra i dibattiti che hanno portato al referendum costituzionale nel 2019, istituzioni religiose si sono opposte alla possibilità di legalizzare tout court il matrimonio egualitario, impegnandosi in una campagna referendaria senza precedenti e chiedendo ai cattolici di tutto il paese di votare “no”.

L’influenza del conservatorismo religioso

Le discussioni sul referendum costituzionale hanno dominato per mesi la politica dell’isola caraibica e hanno introdotto nell’agenda nazionale forme più ampie di dibattito e nuove questioni nazionali.

La nuova costituzione ha aperto, almeno in teoria, a maggiori libertà in tema di proprietà provata e libero mercato, limiti ai mandati presidenziali e protezioni contro la discriminazione basata sul genere e sull’orientamento sessuale.

Una serie di interventi, quindi, atti a rafforzare l’immagine di una Cuba moderna e al passo con i cambiamenti politici e sociali del continente centro-sudamericano.

I vescovi cattolici, nell’ambito di queste discussioni, si sono spinti fino a rilasciare una dichiarazione dal contenuto strettamente politico, criticando molti elementi della costituzione proposta. Dionisio Garcia, figura eminente del cattolicesimo cubano e arcivescovo di Santiago de Cuba, ha definito il dibattito “colonialismo ideologico” considerando il matrimonio paritario un “cambiamento culturale non necessario“.

Alcuni cattolici, alla stessa stregua di quello che avviene nei principali paesi antagonisti dei diritti lgbt+, hanno definito “coraggiosa” la posizione della Chiesa, per aver protetto “la composizione della famiglia così come concepita da Dio“, soprattutto in ottica di protezione nei confronti dei bambini e di preservazione delle “tradizioni cubane”

L’ascesa delle chiese evangeliche

Sono soprattutto le chiese evangeliche ad aver contribuito a consolidare idee più conservatrici tra la popolazione, nonostante la scarsa esperienza di Cuba in materia di libertà religiose.


Le chiese evangeliche si sono diffuse nell’isola a partire dagli anni ’90, ossia dopo la caduta dell’URSSS, e oggi sono capillarmente presenti a Cuba con strutture molto organizzate, che costruiscono narrative alternative soprattutto in tema di diritto di famiglia e diritti civili, compreso l’aborto e i diritti LGBT +.

La maggior parte di loro sono subalterne a chiese sorelle presenti negli Stati Uniti, che forniscono loro protezione spirituale e soprattutto finanziaria.

Una delle organizzazioni maggiormente presenti è Evangelical Christian Humanitarian Outreach for Cuba (EchoCuba), che sostiene attivamente la comunità evangelica cubana grazie ai contributi finanziari ricevuti dal governo federale degli Stati Uniti, da cui l’ente ha ricevuto contributi stimati sino a 2,3 milioni di dollari tra il 2009 e il 2017.

Scopo unico di enti come Echo è di formare alla leadership nuovi predicatori attraverso l’educazione teologica e l’evangelizzazione delle fasce più deboli della popolazione.


L’agenda politica di questi movimenti integralisti è ovviamente orientata al mantenimento dei valori cristiani nella società e nella famiglia. Gli evangelici mettono in dubbio il dogma degli ideali marxisti proponendo la moralità cristiana come alternativa al laicismo militante, cercando di instillare negli adepti un nuovo concetto di “revolución”.

Il riflesso sul piano sociale di questa rivoluzione evangelica, seppur minoritaria ma molto rumorosa, è un’opposizione serrata a ogni nuova forme di libertà civile, come il matrimonio egualitario, e una strenua campagna di resistenza nei confronti dell’aborto.

La maggior parte dei giovani cubani, tuttavia, ha dimostrato una buona capacità di mobilitazione per la difesa di una visione di Cuba come uno stato moderno e liberale, ottenendo l’inserimento in Costituzione di cause come le libertà civili, la difesa dei diritti umani, i movimenti antirazzisti e i diritti degli animali.

L’aborto a Cuba

La procedura medica di interruzione della gravidanza è accessibile a Cuba dal 1936, e dal 1965 l’aborto è gratuito, legale e sicuro in ogni possibile situazione.

Gli oppositori dell’aborto sostengono tuttavia che questa pratica è piuttosto abusata da molte donne, che la userebbero come “forma di controllo delle nascite” in una Cuba sempre più vecchia e con una basso tasso di natalità.

Per quanto il diritto all’aborto non sia in pericolo non mancano, tuttavia, pareri su come l’accesso libero all’interruzione di gravidanza abbia offuscato l’opportunità di garantire un dibattito più ampio sull’educazione e sulla salute sessuale, soprattutto dei giovani, la cui sensibilizzazione in contesti scolastici è del tutto assente.

Cuba lgbt

I diritti lgbt a Cuba e il nodo del matrimonio egualitario

A Cuba le persone LGBT godono di una piena tutela contro le discriminazioni, sia nei discorsi d’odio che sul luogo di lavoro, possono servire nell’esercito (dal 1993) ed è consentito legalmente il cambio di sesso (dal 2008).

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è invece un nodo irrisolto della nuova Costituzione.

In seguito all’approvazione del testo due anni fa con un referendum, è stata sancita all’art. 68 la nuova definizione di matrimonio come “l’unione volontaria tra due persone”, in sostituzione della vecchia versione del 1976, la cui formula specificava la necessaria presenza di “un uomo e una donna”.

Sebbene la definizione Costituzionale sia in vigore, non è stata approntata alcuna riforma del diritto di famiglia, e pertanto il matrimonio non è né vietato né regolato dalla legge cubana.

L’Assemblea nazionale e Mariela Castro, figlia del generale Raul Castro e direttrice dal 1988 del CENESEX, il Centro nazionale per l’educazione sessuale, hanno dichiarato che il matrimonio tra persone dello stesso sesso sarà invece legalizzato attraverso un emendamento al codice della famiglia con un referendum che dovrebbe tenersi quest’anno.

Il dibattito politico e sociale sul tema sarà sicuramente influenzato da una grande mobilitazione civile in entrambi gli schieramenti: la componente laica, giovane e moderna della “nuova Cuba” e i gruppi di resistenza religiosa.

Fonte: North American Congress on Latin America

Leggi anche -> Il governo guidato da Miguel Díaz-Canel vieta la consueta Marcia contro l’Omofobia, per ragioni di sicurezza

Scritto da

Sono nato in Puglia, dove sono cresciuto a orecchiette, giornalini e romanzi d'appendice. Sono ebbro di vino, virtù e poesia. Oggi mi divido tra la città natale e la città Eterna. Nella vita mi collaboro con le case editrici come revisore di testi ed editor. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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