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Human Rights

La Svizzera approva il matrimonio egualitario: al referendum il sì al 64%

Oltre il confine italiano, la Svizzera oggi si è risvegliata più libera, più progressista e più egualitaria.


Secondo i dati diffusi dalle agenzie di stampa, il 64,1% dei cittadini svizzeri che si sono recati al voto ha detto sì alla legge sul matrimonio egualitario che era stata approvata, a larga maggioranza, lo scorso mese di dicembre.

La partecipazione si è attestata al 51,92%, con un’affluenza elevata in particolare nelle città maggiori.

Il contenuto della legge

Con la ratifica popolare della legge, saranno abolite le unioni domestiche registrate, che garantiscono un range di diritti più limitato: non potranno esserne costituite di nuove ma i partner che ne hanno contratta una avranno la facoltà di decidere se convertirla in matrimonio. Attualmente, i partenariati costituiti in Svizzera sono circa 700.

Oltre a permettere il matrimonio tra le persone omosessuali, la nuova legge consentirà alle coppie lesbiche di accedere alla donazione di sperma: tutte le donne sposate potranno farvi ricorso, indipendentemente dall’orientamento sessuale, e le mogli delle partorienti saranno registrate anch’esse come madri del bambino. Questo era proprio uno dei punti più contestati della legge da parte dei contrari.

Un altro aspetto della legge assicura il diritto del bambino di conoscere la sua ascendenza.

Le reazioni

La testata tio.ch ha raccolto le dichiarazioni dei principali quotidiani del paese:

Quasi due terzi dei votanti hanno approvato il matrimonio per tutti. E non la versione light (…), che aveva paura d’integrare le donazioni di sperma per timore di veder bocciato il progetto“, si legge sulle pagine di 24 Heures.


Secondo La Liberté, per la vittoria va dato merito al Parlamento, “rinfrescato e modernizzato nelle elezioni del 2019”. Le Courrier aggiunge che “L’arrivo di una nuova generazione (…) ha contribuito a far muovere le cose“.

Il comitato dei favorevoli al Matrimonio per tutti definisce il risultato odierno alle urne “un’importante pietra miliare della storia dei diritti in Svizzera“. La co-presidente Maria von Känel, ai microfoni dell’agenzia Keystone-ATS, si è dichiarata “contenta del fatto che i cittadini non si siano lasciati fuorviare dalle «false informazioni» degli oppositori“.

La resa degli oppositori

Delusione tra gli oppositori al Matrimonio per tutti, riuniti a Berna, che negli ultimi giorni di campagna elettorale hanno tentato di sensibilizzare l’elettorato sul tema, sempre di forte presa, legato al “futuro dei bambini”.

In molti, fino all’ultimo giorno, non hanno capito che si parlava anche del futuro di alcuni bambini. I favorevoli parlavano solo di quanto è bello l’amore, ma il tema era decisamente più complessoha commentato Anian Liebrand, politico di centro fra i fautori della campagna, che però rivendica come riuscita l’idea del referendum. “È stato fondamentale portare un argomento così importante davanti al popolo“, ha detto ai microfoni della SSR.


La mappa del voto

Pur avendo raggiunto la maggioranza dei voti favorevoli in ogni cantone, osservando la mappa del voto è chiaro come l’esito non sia stato uniforme in tutta la nazione.

Se città come Berna e Zurigo hanno approvato con una larghissima maggioranza (circa l’80%) la legge sul matrimonio egualitario, lo stesso entusiasmo non si è registrato nel Canton Ticino, la cosiddetta “Svizzera italiana“.

Il cantone transfrontaliero ha salutato la vittoria con un più freddo 52,9%, il dato più basso di tutta la nazione. In particolare, a Bedretto si è raggiunto il 75% di no, mentre Blenio e Ravizzara hanno superato il 66% di voti contrari.

Eppure neanche il Ticino è stato il Cantone più contrario: ad Appellenzo Interno i no si sono attestati al 49,2%.

Il dato più alto si è registrato nel Canton Zurigo, dove i sì hanno raggiunto il 69,1%.

fonte: screenshot ATS – Agenzia Telegrafica Svizzera

L’Italia, una grande nazione lontana dalla parità dei diritti

Con l’indiscutibile sì ricevuto dalla maggioranza dei cittadini svizzeri recatisi al voto, l’Italia resta l’unica nazione dell’Europa occidentale a non riconoscere il matrimonio egualitario, come fatto notare dal corrispondente da Bruxelles Dave Keating, ripreso da Il Post.

Sintomo di un’arretratezza sociale dove l’ordine imposto, di natura filocattolica, censura, demonizza e ridicolizza le richieste della comunità lgbt+. Ricordiamo che oltre a essere stati l’ultima grande potenza europea ad approvare le unioni civili nel 2016, il sistema penale italiano è anche privo di una seria regolamentazione sui crimini d’odio di natura omotransfobica. La legge Zan, in esame in Parlamento da due anni, è ferma al Senato da novembre 2020.

Leggi anche: La Svizzera rifiuta l’omofobia: trionfo al referendum, la legge resta in vigore

Scritto da

Sono nato in Puglia, terra di ulivi e mare, e oggi mi divido tra la città Eterna e la città Unica che mi ha visto nascere. La scrittura per me è disciplina, bellezza e cultura, per questo nella vita revisiono testi e mi occupo di editing. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare i diritti umani e i diritti lgbt+ nel mondo... e mi distraggo scrivendo di cultura e spettacolo!

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