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La Svizzera verso una legge innovativa sul cambio di sesso anagrafico

Il disegno di legge svizzero per la riforma del cambio di sesso anagrafico è in dirittura d’arrivo, con tante novità.


Lo stato elvetico ha messo a punto una serie di norme che renderanno più agevole, e meno invasivo per la privacy e la dignità delle persone trans*, la modifica del proprio sesso anagrafico, che non necessiterà più della sentenza di un giudice; è notizia di ieri una convergenza delle forze politiche nel Consiglio nazionale anche sulle ultime questioni sospese, e il testo si avvia alle sue votazioni finali.

La legge e i punti controversi

Il nuovo testo tutela le esigenze specifiche delle persone transgender e intersessuali: i cittadini svizzeri potranno cambiare l’indicazione del loro sesso e del loro nome “senza complicazioni burocratiche” e rapidamente, direttamente all’anagrafe. Non saranno più richieste visite mediche o altri prerequisiti come la sentenza di un giudice.

Il punto più controverso nel dibattito tra le due Camere ha riguardato, però, il cambiamento del sesso dei minorenni. Il Consiglio Nazionale aveva sempre ribadito che ciò potesse avvenire senza il consenso dei genitori, ma con la votazione di ieri la Camera del popolo – con 124 voti contro 27 (e 7 astenuti) – si è allineata alla posizione dei Cantoni chiedevano il benestare del rappresentante legale per i giovani sotto i 16 anni.

Per quanto la modifica del punto non sia piaciuta alla sinistra, il relatore Baptiste Hurni (PS/NE) ha comunque precisato che la misura approvata non snatura il progetto.

Ad oggi, in Svizzera, è possibile fare un’operazione di cambio di sesso prima di aver compiuto 16 anni, ma non far modificare i propri documenti (con possibili conseguenze discriminatorie in fase di approccio al mondo del lavoro).

La soluzione del rappresentante legale, come ha spiegato più volte in aula la ministra della giustizia Karin Keller-Sutter, rappresenta un compromesso “che ha anche una sua logica, giacché gli adolescenti che cambiano sesso ogni anno sono una manciata – meno di dieci – rispetto ai poco più di 200 casi registrati in media all’anno che coinvolgono perlopiù persone adulte“.

Altri punti della legge prevedono il mantenimento dello status coniugale o di partner registrato, nonché dei rapporti di filiazione.


Il testo, che si avvia all’approvazione, mantiene il dogma del binarismo di genere e non introduce, al momento, un “terzo sesso” per le persone intersessuali, non-binary o genderqueer, ma si tratta di un’ipotesi fortemente caldeggiata dal governo in queste ore.

Fonti: Laregione.ch TicinoOnLine

Scritto da

Sono nato in Puglia, dove sono cresciuto a orecchiette, giornalini e romanzi d'appendice. Sono ebbro di vino, virtù e poesia. Oggi mi divido tra la città natale e la città Eterna. Nella vita mi collaboro con le case editrici come revisore di testi ed editor. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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