Tutti dovrebbero avere l’amica geniale. Ad esempio la mia si chiama Cecilia e fa uno dei mestieri più belli, quanto sottovalutati, del mondo: è bibliotecaria. Cosa c’entra Cecilia con questa recensione?

Ecco, Cecilia, in tempi non sospetti, esattamente alla fine degli anni novanta, fu soprannominata dal gruppo di noi adolescenti Geniale. Non starò qui ad elencare le lodi per questa adolescenziale attribuzione, ma qualche anno fa, Cecilia mi fece notare un articolo di giornale che riportava un planisfero sul quale ogni nazione aveva indicato il suo romanzo piú rappresentativo: la Russia con “Maestro e Margherita”, la Spagna con “Don Chisciotte”, la Francia con “I Miserabili” e cosí via. Ecco, a rappresentare l’Italia c’era Elena Ferrante con L’amica geniale.
Fu cosí che venni a sapere dell’esistenza di questo romanzo.

Inoltre a fine mese partirà su RAI UNO la serie tv su questo romanzo, esattamente dal 27 novembre 2018. Ogni episodio è lungo 50 minuti. La miniserie è stata prodotta da HBO, RaiFiction e TIMvision.

Elisa Del Genio e Margherita Mazzucco che interpretano rispettivamente Elena Greco da adolescente e da bambina.

Gaia Girace e Ludovica Nasti sono invece le due attrici che interpretano Lila Cerullo, la prima da adolescente e la seconda da bambina. Nel cast vi sono poi Dora Romano nei panni della maestra, Tommaso Rusciano, Gennaro De Stafano, Kristijan Di Giacomo, Giovanni Amura ed Elisabetta de Palo. La voce narrante è di Alba Rohrwacher.

La regia é stata affidata a Saverio Costanzo.

LA TRAMA

Elena e Lila sono due bambine che vivono in un rione popolare napoletano in un epoca post bellica e, oserei dire post umana negli anni ’50. Le due bambine incontreranno schiere di personaggi, una moltitudine che plasmerà le loro giovani coscienze per farle evolvere e diventare donne adulte. La genialità desunta dal titolo é attribuzione che solo alla fine del libro si é capaci di dare ad una delle due protagoniste. Ad ogni modo il romanzo si snoda e si articola sulle vite di Elena e Lila. La “finzione narrativa” gira intorno alla volontà di voler raccontare questa storia e farne un libro.

LA RECENSIONE

Ho letto L’amica geniale a piú riprese. In effetti é una quadrilogia lunga. Il dipinto nitido di due donne. Personalmente il primo volume presenta delle novità narrative eccezionali, poi, a mio modesto avviso, gli altri volumi risultano essere un po’ tiepidi o l’eccezionale continuazione un po’ barbosa delle vite delle due protagoniste.
Sicuramente toccherà facilmente i cuori delle lettrici piú saltuarie. Sicuramente toccherà il fegato di quelle assidue. Sicuramente rimarrà la volatilità tattile di quelle che non leggono affatto.

La novità della Ferrante non é assolutamente narrativa. Infatti la semplicità della trama non deve trarre in inganno. Dietro la quadrilogia si nasconde una mera impalcatura linguistica che ruota dietro l’utilizzo maniacale di verbi transitivi che accentuano l’enfasi e il susseguirsi degli eventi. Frasi asciutte e diametralmente opposte alle composite perifrasi ciceroniane totalmente ancora in voga negli scrittori contemporanei, proprio come la sciarpa di lana della nonna. Il New York Times ha definito Elena Ferrante “una delle 100 autrici piú influenti“. Spero che, almeno loro, sappiano chi sia realmente Elena Ferrante, dato che dietro questo pseudonimo non si sa esattamente chi si celi. Si é addirittura creato un “Elena-Ferrante-gate” : c’é chi pensa sia la Murgia, chi Erri de Luca. Sta di fatto che non é mai essenziale sapere chi sia l’autore di un libro, ma cosa il libro voglia comunicare. Tutto il resto é speculazione da giornale di gossip.

L’amica geniale, inoltre, ha un altro merito. Piace un po’ a tutti, ma non a tutti piace la stessa parte del libro. Ci si immedesima comunque data l’abbondante descrizione dei momenti di vita: se avete avuto una infanzia discreta o felice, la prima parte fa per voi; se avete avuto una adolescenza che non passa mai, la fase degli innamoramenti e matrimoni fa per voi; se siete in menopausa o avete raggiunto la pace dei sensi limitando anche l’utilizzo del viagra, l’ultima parte é vostra.

A Cecila: sappi che tu rimarrai assolutamente la mia amica geniale, e, che a breve, se tu volessi leggere un “abbondante libro” ti proporrei la Bibbia o il Signore degli Anelli. Anzi, no: la Trilogia della città di K!

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