Ciao cari lettori di BL Magazine! E ciao a tutti gli affezionati della rubrica più pepa che ci sia, BL Tales!

Come ogni primo venerdì del mese vogliamo trasportarvi nei racconti e nelle favole di personaggi a sfondo LGBT, noti o di fantasia.

Questo mese ci sentiamo un po’ come Alberto Angela! Carichi di cultura e di quel fascino da bibliotecario della Roma antica!

Ed è proprio in quell’epoca che siamo andati a scovare una storia arcobaleno! La storia di un ragazzo la cui bellezza leggendaria ha attraversato i secoli, abbellendo coi suoi ritratti e riccioli scolpiti nel marmo, le più belle dimore di tutti i tempi e i musei più visitati al mondo.

Il suo fascino, i suoi lineamenti delicati e morbidi, fecero perdere la testa all’uomo al comando del più potente esercito del mondo allora conosciuto, l’uomo che fece della sua tomba, Castel Sant’Angelo a Roma, una delle meraviglie dell’architettura antica: l’imperatore Adriano.

Ebbene sì! Un imperatore, uomo saggio e sportivo, robusto e barbuto, viaggiatore e lettore. Un uomo che amava il bello in tutte le sue forme, anche quelle priapiche, che fu considerato un cultore dell’estetica nella Roma imperiale.

Eppure, tanta fama gli tolse la cosa di cui più egli si compiaceva (almeno secondo le malelingue dell’epoca): l’amore del giovane Antinoo.
Leggenda narra che durante uno dei suoi viaggi, Adriano rimase folgorato dalla bellezza di un giovane orientale e lo volle come al suo seguito.

Nell’antica Roma il rapporto omosessuale non veniva considerato un reato a patto che si seguissero delle regole, tra cui intrattenersi solo con schiavi o persone di rango inferiore. Ciò che la legge romana non poté impedire fu l’amore che nacque tra i due personaggi e la cui eco arriva fino a noi.
Questa passione fu però tormentata, dall’impossibilità di diventare esclusiva e di poter esser ufficializzata. Antinoo fu sempre il favorito dell’imperatore ma dovette fare i conti con la società romana e con il matrimonio di Adriano con Vibia.

Un tormento che colora questa storia di giallo, un omicidio o forse, come piace pensare ai più romantici, un suicidio.

Antinoo morì annegato in circostanze mai chiare nelle acque del Nilo, durante uno dei tanti viaggi che la coppia si era concessa. Sulle quelle stesse coste egiziane Adriano, folle d’amore e di disperazione, fonderà una città a lui dedicata, Antinoopolis.

Dal passato al presente, un amore stabile vissuto nel segreto di una camera da letto, contrastato dalle convenzioni sociali.

Quanti di noi hanno temuto, almeno una volta, di presentare il proprio/a compagno/o al proprio datore di lavoro o ai colleghi? Quanti temono ancora di vivere la propria relazione al di fuori del contesto domestico, condiviso solo con pochi fedeli amici?

Nonostante i secoli possiamo pensare che Adriano soffrisse questo stesso amaro disagio. Ciò di cui siamo certi è che il suo amato, Antinoo, fu rappresentato per sempre così come la storia ce lo consegna: incantevole e addolorato.

Questa storia è stata scritta in collaborazione con l’amico architetto e amante della storia dell’arte Francesco Garibaldi!

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