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L’Associazione Psicoanalisti USA si scusa con la comunità LGBT per aver contribuito alla discriminazione

Fa notizia la decisione dall’American Psychoanalytic Association (APsaA) di porgere, finalmente, le sue scuse alla comunità LGBTQ.

L‘American Psychoanalytic Association (APsaA) si è scusata venerdì 21 giugno per aver precedentemente trattato l’omosessualità come una malattia mentale, ammettendo che i suoi errori passati hanno contribuito ad alimentare la discriminazione per le persone LGBTQ.

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Potrebbe essere la prima organizzazione medica o di salute mentale degli Stati Uniti a rilasciare tali scuse. Sebbene gli psichiatri abbiano declassificato l’omosessualità come disturbo nel 1973 e gli psicoanalisti siano arrivati circa 20 anni dopo, l’APsaA afferma di non essere a conoscenza di alcun gruppo professionale correlato che si sia scusato. “È ormai tempo di riconoscere e scusarsi per il nostro ruolo nella discriminazione e trauma causato dalla nostra professione e dire: ci dispiace“, ha detto una dichiarazione del Dr. Lee Jaffe, presidente di APsaA.

Jaffe ha annunciato le scuse venerdì nella sessione di apertura del 109° meeting annuale del gruppo a San Diego, conquistando una standing ovation da circa 200 persone presenti, come hanno riferito testimoni. Jaffe ha inoltre dichiarato che il suo gruppo è da tempo attivo nel promuovere i diritti LGBTQ.

Il cambiamento nel pensiero della comunità medica sull’omosessualità e le scuse del venerdì derivano entrambi da un evento fondamentale nella storia della LGBTQ 50 anni fa: la rivolta di Stonewall.

Anche la polizia di New York si è di recente scusata per il raid e le leggi discriminatorie dell’epoca, episodio che ha spinto APsaA a porgere le sue scuse.

La prossima settimana New York si aspettano ben 4 milioni di persone per il 50° anniversario di Stonewall.

Le antiche ruggini tra gli attivisti LGBTQ e il mondo della psichiatria risalgono a molti decenni fa: alcuni militanti gay organizzarono un blitz durante l’incontro annuale dell’American Psychiatric Association nel 1970 a San Francisco. Le proteste sconvolsero così tanto i presenti che che nel dicembre 1973 il consiglio dell’APA rimosse l’omosessualità dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM).

Tuttavia, l’APsaA non cambiò la sua posizione fino al 1991 quando, sotto la minaccia di una causa antidiscriminatoria, permise la formazione di psicoanalisti gay e lesbiche.

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Nel 2012, lo psichiatra Dr. Robert Spitzer da solo si è scusato per aver scritto un autorevole studio 11 anni prima che sosteneva la terapia riparativa per “curare” l’omosessualità.

Oggi APsaA è diventato uno dei primi sostenitori del matrimonio tra persone dello stesso sesso e fermo oppositore delle “terapie di conversione” volte a cambiare l’orientamento sessuale di una persona. Allo stesso modo di altre organizzazioni professionali considera l’omosessualità come una normale variante della sessualità umana, ma fino ad ora nessuno aveva ancora ammesso gli errori del passato.

Fonte:[reuters.com]

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