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canzoni di settembre

Spettacolo

Le Canzoni di SETTEMBRE di BL MAGAZINE

Da qualche giorno è Settembre.


L’estate comincia a invecchiare, le giornate si fanno più corte, le foglie cominciano a colorare i viali di giallo e rosso. E come Isabella Ferrari in Sapore di mare passeggio sul lungomare, bicicletta alla mano, indossando il mio golfino blu ascoltando “Ritornerai” di Bruno Lauzi dal mio ipod fissando l’infinito.

Il cielo grigio, gli ombrelloni chiusi, Giusy Ferreri che lascia le favelas: è tempo di cambiare playlist! Una volta tornati alle nostre incombenze quotidiane, con lo sguardo perso mentre guardiamo i rivoli di pioggia scivolare dietro la finestra, possiamo anche salutare Baby KWhat is love /  baby don’t hurt me no more al prossimo giugno.

Quali sono le canzoni di Settembre?

Ve ne proponiamo qui qualcuna per abituarsi al lento e inesorabile incedere dell’autunno e del suo ritmo decadente.

Sbrighiamo subito la pratica più semplice: mettiamo a nanna i Green Day, che si desteranno dal letargo il primo ottobre. Wake me up when September ends (tratto da American Idiot, 2004) è senza dubbio il brano settembrino più immediato da ricordare.

Summer has come and passed
The innocent can never last
Wake me up when September ends

 


Restando in odore di rock, possiamo dire che l’Italia ha sfornato pezzi di una certa importanza dedicati al mese in esame.

Mi viene in mente un gruppo su tutti, la Premiata Forneria Marconi, band simbolo del prog rock italiano, che nell’autunno del 1971 incise un 45 giri contenente due brani: La carrozza di Hans e soprattutto Impressioni di Settembre, che è la seconda canzone che vi proponiamo. Qualche curiosità: in Impressioni di Settembre (musica di Franco Mussida e testo di Mogol e Mauro Pagani) compare, caso piuttosto raro per l’epoca, il moog, uno strumento musicale poi diventato emblema del rock progressivo. Tanto che oggi Impressioni di Settembre si ricorda soprattutto proprio per il moog suonato al termine di ogni strofa.

Quanto verde tutto intorno a ancor più in là,
Sembra quasi un mare l’erba,
E leggero il mio pensiero vola e va
Ho quasi paura che si perda

 

 

Ma Settembre non è solo un mese portatore di tristezza e malinconia.

I cinesi, ad esempio, in tarda estate celebrano “la quinta stagione” (periodo dell’anno coincidente con la fine di agosto e la prima metà di Settembre), per salutare l’estate e prepararsi ai rigori dell’inverno attraverso il rinnovo dello spirito, la maturazione e la trasformazione dei nuovi equilibri del fisico. “Settembre” è il titolo di una canzone di Cristina Donà che apre un album intitolato proprio “La quinta stagione” (2007). L’anno successivo la canzone è stata incisa insieme a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro nell’album acustico “Piccola Faccia“.

E’ tempo di ripulire il pensiero.
E’ tempo di dominare il fuoco.
E’ tempo di ascoltare davvero

 

Dalla Cina a Bologna il passo è breve.

Stesso titolo ma autore diverso, da donna a uomo. “Settembre” è anche una canzone di Luca Carboni, che con il suo classico stile sempre un po’ anni ’90 ci racconta la sua infanzia. Settembre non è più solo il mese del risveglio dal torpore estivo, ma una vera e propria stagione della vita, il momento del passaggio all’età adulta e alle responsabilità. Tirate fuori gli accendini!

Forse sarà quest’aria di settembre
o solo che vorrei sognare sempre
ma poi perché di colpo tutto non è facile
mi chiedo se qualcosa resta o tutto se ne va

Ma torniamo allegri. Se vi dicessi “Do you remember the 21st night of September“?

Ebbene sì, anche Settembre ha una posizione di rilievo nell’olimpo della disco music. Era il 1978 quando gli Earth Wind & Fire ci regalavano questa perla. “September” fu il settimo singolo estratto dell’album The Best of Earth, Wind & Fire, Vol. 1. Il singolo raggiunse la prima posizione nella classifica statunitense dei singoli R&B, l’ottava posizione nella classifica Billboard Hot 100 e la terza posizione nella classifica inglese UK Singles Chart (dati wikipedia). Il brano è conosciutissimo anche per essere stato utilizzato in numerosi episodi di serie tv, spot pubblicitari e film. Nella canzone si ricordano con allegria gli ultimi scampoli di un amorazzo estivo consumato sotto le stelle.

Our hearts were ringing
In the key that our souls were singing
As we danced in the night
Remember how the stars stole the night away

 

 

In un articolo sulle canzoni di Settembre non può mancare uno dei cantautori immortali della musica italiana: Lucio Battisti, del quale oggi ricorre il ventennale della scomparsa.


Sua è l’indimenticata 29 settembre, che fu portata al successo dall’Equipe 84 nel 1967 e due anni dopo riproposta da egli stesso in una versione consacrata all’antologia della storia della musica. Il mese di Settembre qui ha un ruolo piuttosto marginale. La canzone descrive le riflessioni di un uomo che pensa al tradimento consumato la notte precedente con una sconosciuta, e del quale non prova alcun rimorso, mentre un immaginario giornale radio segna la data del 29 settembre (nella versione cantata da Maurizio Vandelli). Un giorno qualunque vissuto nello stato di grazia dopo una notte d’amore rubato. Nessun pentimento. La vita continuerà a scorrere uguale a prima, ma illuminata da un lampo inatteso di emozioni.

Piccola curiosità: il 29 settembre era la data di nascita di Serenella, prima moglie di Mogol.

Mi son svegliato e
E sto pensando a te
Ricordo solo che
Che ieri non eri con me
Il sole ha cancellato tutto
Di colpo volo giù dal letto
E corro lì al telefono
Parlo, rido e tu, tu non sai perché
T’amo, t’amo e tu, tu non sai perché
Parlo, rido e tu, tu non sai perché

 

Sono tantissime le canzoni che citano Settembre nei loro testi, italiane e non. Se per Carmen Consoli è “già settembre / poche voci distanti e un autunno distratto al di là dei vetri” (Autunno Dolciastro); per Paola Turci è “quasi settembre / è un soffio di vento, non credere / è un illusione il nostro viaggiare e partire per poi ritornare” (Quasi settembre, appunto). Vasco Brondi (anima del progetto “Le luci della centrale elettrica”) ne auspica il ritorno in “La gigantesca scritta coop“: E fammi i tuoi discorsi metafisici sui tetti di eternit degli anni ottanta / sui paracadute coi buchi di sigaretta / d’altronde è feroce settembre / come back september.

Neanche le ispirazioni dandy dei Baustelle ci deludono, e nel Sussidiario Illustrato della Giovinezza (2000), schiacciando play su “Gomma” sentirete partire “Settembre spesso ad aspettarti / e giorni scarni tutti uguali / fumavo vento e sigarette / e groppi in gola e secca sete di te“. A cominciare con “Settembre, tu mi hai lasciato con un messaggio / E io non ti ho detto niente, le cose giuste / Non hanno un gran bisogno di parole” è invece il buon Cesare Cremonini nella sua scanzonata “Maggese“.

Chiuderei però questa parziale elencazione con un brano sconosciuto ai più, firmato di un gruppo emergente chiamato La Municipàl, che sembra rappresentare al meglio lo spleen settembrino di un amore interrotto.

Lo dedico alle nostre sere d’estate, all’amore consumato alla luce della luna, al mare nuotato al tramonto, a ogni piccolo istante di felicità che settembre ha interrotto e portato via con sé. E cristallizzato ormai nelle memoria nel bel mezzo di un’estate morente.

lo so che l’estate finisce
quando tu te ne vai
e ritorni alle tue lunghe giornate
tra le acri e i cortei.
I nostri fantasmi d’agosto
ora vanno in vacanza con lui
e li vedranno litigare nelle stazioni
e fare pace nei musei,
che per quanto poi tutto finisca
in fumo e polvere
o in lettere di niente macchiate
da rossetto e da cenere…
Alla fine per noi basterebbe un bar
di quelli di un tempo da Strega e Cynar
con i poster di Italia novanta
e il caffè fermo a zero sessanta.
Alla fine per noi basterebbe un bar
una canzone triste e l’ingenuità
delle nostre scopate migliori,
che poi arriva l’inverno
e restiamo da soli.
I turisti ci hanno preso per mano,
ci hanno sedotto e sono andati via,
ci hanno rinchiuso nelle nostre paure
e ora quanto ci costa la nostalgia.
E per quanto possa essere sbagliato
fare a pugni con gli americani,
gli avrei spaccato molto volentieri in testa
i vini delle nostre uve migliori.
Ma verrano le tue ferie a settembre
e proveremo a riprenderci
e a perdere i sensi ubriacandoci
nei bar più economici.
Alla fine per noi basterebbe un bar
di quelli di un tempo da Strega e Cynar
con i poster di italia novanta
e il caffè fermo a zero sessanta.
Alla fine tra noi cosa c’è di più
di una canzone triste in un paesino del sud
e non ce ne importerà mai niente,
a noi che non siamo brava gente.
Come vorrei difenderti da me, da me, da me.
Alla fine per noi basterebbe un bar
di quelli di un tempo da Strega e Cynar
con i poster di Italia novanta
e il caffè fermo a zero sessanta.
Alla fine per noi basterebbe un bar
una canzone triste e l’ingenuità
delle nostre scopate migliori,
che poi arriva l’inverno
e restiamo da soli.

 

 

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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