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Le cartelle esattoriali: cosa sono, come affrontarle

Questa settimana per la rubrica BL Legalità parleremo di un argomento spinoso che coinvolge o ha coinvolto, almeno una volta nella vita, ognuno di noi: le temutissime cartelle esattoriali.


Cosa sono le cartelle esattoriali?

Quando un ente pubblico o una pubblica amministrazione deve recuperare un credito invia prima una richiesta di pagamento che, se non impugnata, diventa definitiva.

La pretesa creditoria divenuta definitiva, e mai pagata, viene trasposta all’interno di una cartella esattoriale che costituisce un titolo esecutivo. All’interno di una stessa cartella possono essere contenuti anche più crediti, e tali crediti possono essere vantati anche da enti differenti.

Quali crediti possono formare una cartella esattoriale?

Tre tipi di crediti.

1) Crediti previdenziali vantati da INPS ed INAIL;

2) Crediti tributari, a titolo esemplificativo e non esaustivo Iva, Irpef, Tassa di registro;

3) Crediti derivanti da contravvenzioni al codice della strada;

Come si fa a vedere quanti sono i creditori?

Occorre leggere attentamente la cartella poiché, se correttamente formulata, all’interno della stessa è presente uno schema in cui si trova il numero della precedente notifica, o anche cartella, la data in cui si è formato il credito, la data del visto e la data di notifica.

Questi dati sono importanti?


Direi che sono fondamentali poiché dalla lettura degli stessi si comprende se la cartella è valida e soprattutto se il credito, posto alla base della stessa, è ancora riscuotibile.
In poche parole, dalla lettura della data in cui si è formato il credito e dalla data della prima notifica e dell’ultima si può stabilire se è intervenuta o meno la prescrizione.

Come si calcola la prescrizione?

Quando si parla di cartelle sono due le prescrizioni che devono essere tenute in considerazione.

La prima è quella connessa al credito che ha generato la cartella, ad esempio le contravvenzioni si prescrivono in cinque anni. Se la contravvenzione non è stata notificata entro i cinque anni allora la cartella sarà priva di valore perché il credito originario è prescritto.

La seconda prescrizione attiene la cartella. La cartella una volta notificata può dare origine ad un’azione esecutiva, che inizia in genere con l’invio di un ulteriore cartella, solo entro cinque anni.

Nel caso si verificasse una delle due prescrizioni cosa occorre fare?

Vi sono vari rimedi che debbono essere rigorosamente esperiti entro 60 giorni dalla data di ricezione della cartella. Il primo rimedio è quello dell’autotutela che consiste in un’istanza presentata direttamente all’ente con la quale il contribuente evidenza le ragioni per cui il credito vantato nei suoi confronti è inesistente.

Altri rimendi sono quelli del ricorso all’Autorità giudiziaria competente.

La competenza è delle Commissioni Tributaria per ciò che attiene i crediti tributari, del Tribunale, Sezione Lavoro, per ciò che attiene i crediti previdenziali e del Giudice di Pace per ciò che attiene alle contravvenzioni. La competenza è indipendente dal valore della cartella.

Il valore incide solo sull’obbligo di esperire o meno il tentativo obbligatorio di conciliazione.

A quanto ammonta il valore entro il quale deve essere esperita la mediazione?

Il limite è fissato in € 20.000,00. In questo caso occorre promuovere ricorso entro 60 giorni ma prima di procedere all’iscrizione a ruolo occorre attendere 90 giorni.

In questo periodo, quindi, l’Ente, letto il contenuto del ricorso, potrà procedere all’annullamento del credito direttamente.


Vi ricordiamo che è in atto la partnership tra Bearslicious e ADUC. Grazie all’ADUC ogni cittadino è aiutato nella comprensione autonoma dei problemi e coadiuvato nella risoluzione delle controversie con la Pubblica Amministrazione, nella presentazione di reclami, ricorsi, nella richiesta di pareri legali e analisi approfondite della documentazione.

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Non faccio l'Avvocato ma lo sono. Calabra di nascita e "fiorentina" per adozione.

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