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Migliaia di interazioni ogni giorno, commenti “distruttivi”, screenshot dall’inferno e parole in libertà.

Numeri da influencers, quelli di Vincenzo Maisto, 33enne di Salerno, conosciuto da tutti come “Il Signor Distruggere“. Rivelazione al Macchianera Awards 2017, dove ha vinto nella categoria “Miglior Articolo o Post“, è uno dei fenomeni social più discussi degli ultimi anni.

Si definisce ateo, anticlericale, sostenitore dei diritti per la comunità LGBT, dell’uguaglianza e rispetto per le donne, della ricerca scientifica e medica, dell’integrazione per le minoranze, del Giornalismo con la “G” maiuscola e della laicità dello Stato.

Laureato in disegno industriale con specializzazione presso l’Accademia di Belle Arti “dopo una lunga serie di fallimentari esperienze in ambito umano, lavorativo e sociale” citando testualmente la sua biografia sul sito ufficiale, “nel 2011 decide di vomitare tutto il suo cinismo sul web creando una pagina sul social network per eccellenza”.

A quel periodo risale l’apertura della pagina fb “Distruggere i sogni altrui esponendo la realtà oggettiva“, che è anche il titolo del suo primo libro (Echos edizioni), nella quale si offriva una visione razionalista, dissacrante,  lucidamente ironica e spietatamente sarcastica del mondo, nei confronti di chi vive la vita in maniera un po’ incantata, naif, trasognata. Distruggendo, appunto, le speranze altrui.

Noi di BL Magazine lo abbiamo incontrato in occasione del suo ultimo libro, “Le pancine d’amore” (Rizzoli) a Monopoli, presso al sede Arci Contrada100.

Copertina del primo libro del Signor Distruggere, “Distruggere i sogni altrui esponendo la realtà oggettiva”
Come nasce l’idea di chiamarsi proprio “Il Signor Distruggere”?

“Il signor Distruggere” nasce da una sorta di colloquio che ebbi anni fa all’aeroporto di Barcellona con una ragazza che era in procinto di partire per il cammino di Santiago. Io ero depresso perché era finita una mia esperienza lavorativa e tra chi andava a Dubai e chi partiva per la Cina, io stavo per tornare a casa da mia madre a Salerno. 

Dopo che questa mia amica mi raccontò del cammino, io le elencai tutta una serie di motivi secondo i quali secondo me fosse idiota fare il cammino di Santiago, invitandola a farlo senza scarpe da trekking ma con i tacchi a spillo, perché se è considerato scorciatoia un aereo, potrebbero esserlo benissimo anche le scarpe da trekking. Senza contare che per un ateo razionalista come me, fare il cammino equivale ad andare in Lapponia a trovare Babbo Natale.

Alla fine del discorso questa ragazza simpaticamente mi ha apostrofato come “Il Signor Distruggere”, e ho fatto mio questo nomignolo.”

Mano mano che la pagina ha allargato il suo seguito, ad emergere dall’abisso internettiano è stato un vaso di pandora ricolmo di buffi romanzi a puntate, storie di melariani e respiriani alla ricerca di un centro di gravità alimentare permanente, mamme vegane, lezioni di petalogia, annunci di lavoro che violano i più elementari diritti umani.

Fino al momento in cui l’ironia del Signor Distruggere ha incontrato le famose “Pancine d’amore“, alle quali è dedicato, per l’appunto, l’omonimo libro, ispirato agli screenshot pubblicati sulle pagina facebook e instagram.

Le PANCINE D’AMORE racconta di mamme “estremiste”, che vivono l’esperienza della maternità nel più grottesco integralismo possibile.

Esperienze fatte di allattamenti a oltranza, vezzeggiativi ingiustificati, visioni medievali del ruolo della donna nella società, tabù di ogni tipo verso le normali funzioni sessuali femminili, gioielli realizzati col latte materno, tutte condivise sui gruppi di facebook dedicati alla maternità, autentici musei degli orrori, che spesso diventano dei veri e propri consultori online dove queste mamme raccontano tutte le loro funamboliche avventure ai limiti del buon senso.

Uno screenshot tratto dalla pagina “Il Signor Distruggere”

Il libro mette in ordine secondo aree tematiche queste “esperienze”, creando quindi una vera e propria epopea commentata in maniera ovviamente corrosiva dal Signor Distruggere.

Chiude il libro un utilissimo dizionario per decifrare il “codice pancino“: un linguaggio dove una parola proibita come “mestruazione” viene sostituita da curiosi surrogati come “giorni della rugiada”, “le malefiche”, “barone rosso” e via dicendo.

Quando è avvenuto l’incontro virtuale tra il Signor Distruggere e le Pancine d’amore?

La pagina inizialmente si è occupata di argomenti pseudo-seri. Quando poi abbiamo notato che i followers non aumentavano abbiamo pensato di metterci un po’ di gossip e trattare argomenti un po più frivoli, come la condivisione di schermate di gruppi estremisti alimentari, fruttariani, melariani, ecc.

E qui si arriva alle pancine: un giorno, esattamente un anno e mezzo fa, mi inviarono un post di una pagina pubblica, “i consigli delle mamme”, con un quesito paradossale del tipo “posso specchiare un bambino prima del battesimo?”. Ho pensato di condividerlo, faceva ridere, tanta gente lo considerò esilarante.

All’epoca la pagina era seguita da circa 100 mila persone, e molti utenti cominciarono a seguire i gruppi da me segnalati sui quesiti delle mamme. A distanza di un’oretta mi arrivò un altro, di ugual tenore. Pensavo fossero al più casi isolati di pazze scriteriate, ma mi sbagliavo. In breve tempo mi sono giunte decine di segnalezioni. Da lì è nato tutto, capii che non si trattava più di un caso isolato ma c’era un problema di ignoranza di fondo

Come hanno reagito le amministratrici di questi gruppi?

Le amministratrici di quelle pagine hanno continuato a pubblicare richieste di consigli, e condividendole sulla mia pagina i miei followers, evidentemente dotati di diverso grado di raziocinio, andavano sulla pagina delle mamme per commentare a loro volta in maniera ironica ciò che accadeva. In breve tempo queste pagine delle mamme hanno perso followers perché ovviamente le iscritte si rifiutavano di essere prese in giro, e da lì è partito un meccanismo diverso con selezione dei post e creazione di gruppi segreti, dove c’è maggior controllo, ma qualche talpa ci manda ancora qualche gustoso screenshot.

Quanto ancora sentiremo parlare di Pancine?

Poco. In realtà già avrei voluto abbandonare a novembre, ma con la proposta di Rizzoli abbiamo continuato ad occuparcene. Il prossimo autunno però affronteremo un nuovo grande tema… ma non posso dire nulla.

Uno screenshot tratto dalla pagina “Il Signor Distruggere”

È una sorta di saggio involontario di antropologia, le Pancine d’amore. Pillole di maternità che rivelano scenari inquietanti all’interno della “famiglia tradizionale italiana”, che talvolta ribaltano archetipi e mettono in discussione la sacralità intoccabile del ruolo materno, sempre e comunque con un sorriso sulle labbra.

Dalle torte partoritrici alle tagliate di placenta, dal ricottone veg di latte materno all’odio per le faciline con la borsa LiVorno, passando per episodi hot che farebbero impallidire Dario Argento, non riuscirete più a fare a meno di ravanare nel torbido:  le pancine vi conquisteranno.

L’autore di questo articolo (a sinistra) con Vincenzo Maisto (Il signor Distruggere) credits: Francesco Giancola

Scrivo per la stampa locale, gioco a fare il blogger. Laureato in Economia. Pugliese integralista. Eclettico.
Mi piacciono i violini nei film di Truffaut, le poesie di Sandro Penna e i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.

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