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Legge sull’eutanasia in Spagna: il Congresso approva, parola alla Commissione. Sanchez “garantire morte dignitosa”

Manifestazione a Madrid per la legalizzazione dell'eutanasia (credits JOSE LUIS ROCA)

La sessione plenaria della Camera dei deputati spagnola, una delle due Cortes Generales che detengono il potere legislativo del Paese, ha deliberato positivamente sul disegno di legge sul fine vita con 203 voti a favore, 140 contrari e due astensioni.


La proposta di legge è stata avanzata dal PSOE, il partito socialista di maggioranza della coalizione di governo: il testo rappresenta il primo passo verso la depenalizzazione del suicidio assistito in Spagna, che potrebbe diventare il quarto paese in Europa e il sesto al mondo a legalizzarlo.

Non è la prima volta che la proposta di legge viene esaminata dalla camera bassa che tuttavia, a causa della continua instabilità politica, ha sempre rimandato la sua analisi.

La proposta socialista ha avuto un ampio sostegno da parte dei partiti di maggioranza, mentre l’opposizione di PP (Partito Popolare di centrodestra) e Vox (destra cristiana) ha votato contro accusando la maggioranza di voler “eliminare” le persone e “salvare” i costi sociali, depenalizzando l’eutanasia.

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Il Congresso Spagnolo in piedi per l’approvazione del disegno di legge sull’eutanasia

Legge sull’eutanasia spagnola: la reazione dell’opposizione

In un duro dibattito, i due partiti di destra hanno tuonato contro il PSOE rimarcando di assistere alla presentazione di una legge “oscura” e di “dubbia costituzionalità”, di voler “risparmiare” sulle spese sanitarie e di “totalizzare” lo Stato.

Il PP ha presentato dunque una proposta alternativa di rafforzamento delle cure palliative, precisando che il ruolo politico comporta “l’obbligo di eliminare il dolore e la sofferenza, ma non la persona con dolore e sofferenza“.

Più duro Vox, che attraverso alcuni suoi portavoce ha parlato di “Stato macchina per uccidere ed eliminare i malati” con “i medici complici e carnefici” per eliminare un “peso economico“.

PSOE: “Nessuna ideologia per il dolore umano”

Non importa dove ci troviamo, il dolore umano non ha ideologia“, ha ripetutamente affermato la socialista ed ex ministro della salute, María Luisa Carcedo, che ha fatto riferimento ad alcuni casi spagnoli che hanno acceso il dibattito pubblico sull’eutanasia negli ultimi anni. “La legge“, ha aggiunto la Carcedo “intende regolare un nuovo diritto che può essere esercitata da chiunque”.

I parenti vivono con angoscia l’impossibilità di rispondere a questa richiesta. Abbiamo politici ignoranti che non conoscono la sofferenza di migliaia di pazienti?” Chiese Carcedo, che precisato come “mentre nelle cure palliative c’è un rischio di morte imminente prevedibile, come nel caso di tumori in stadio avanzato, nell’eutanasia no“.

I socialisti hanno fatto della legge sull’eutanasia una delle proprie istanze bandiera nelle ultime due campagne elettorali (il tema in Spagna è caldo e l’opinione pubblica è sostanzialmente a favore), e sostengono di voler includere questa pratica come un ulteriore vantaggio nel novero di servizi comuni del Sistema sanitario nazionale.

Il leader dellesecutivo Pedro Sánchez, ha assicurato che questa legge è “una richiesta della società spagnola che non può aspettare” e ha invitato i deputati popolari a “garantire il diritto a una morte dignitosa“.

Dopo l’approvazione del Congresso, la proposta di legge sarà deferita alla Commissione sanitaria, dove le parti concorderanno gli articoli della norma. Successivamente, questa sarà inviata al Senato prima dell’approvazione finale.


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Manifestanti a favore dell’eutanasia in Spagna

Cosa prevede la proposta di legge spagnola sull’eutanasia

La proposta di legge prevede che l’eutanasia sia considerata un diritto individuale per tutti i cittadini maggiorenni che soffrono di una malattia grave, cronica o invalidante che provoca una sofferenza insopportabile e decidono di richiedere e ricevere aiuto per morire anticipatamente, anche se non in pericolo di vita imminente.

La richiesta dovrà pervenire direttamente dalle persone interessate davanti a testimoni del personale sanitario.

Quando la richiesta sarà presa in carico, il medico coinvolto dovrà consultare un professionista, non del suo gruppo. Passate due settimane, il paziente dovrà farne una seconda richiesta, che stavolta verrà esaminata da una apposita commissione composta autonomamente dalle regioni.

Se la commissione delibererà all’unanimità un parere positivo, a 15 giorni dalla seconda richiesta e a un mese dalla prima, il paziente deciderà se assumere autonomamente il farmaco che provocherà il suo decesso o di farsi aiutare.

Sarà permesso ai professionisti medici obiettori di coscienza di astenersi dallo svolgere questa pratica.

Nonostante l’accordo generale, vi sono alcune perplessità interne alla maggioranza: Podemos (una sorta di equivalente spagnolo del M5S ma dallo stampo più socialdemocratico) vorrebbe bypassare le commissioni, temendo che possano rappresentare un modo per ostacolare l’esercizio di questo diritto, e non sono presenti in Belgio e nei Paesi Bassi, dove l’eutanasia è legale da 20 anni.

Fonti: RTVE, Elpais

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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