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Carla Fracci (Milan 1936) - "Gala Carla Fracci" - Royal San Carlo Theatre in Naples (di Carlo Raso via Flickr)

Spettacolo

L’étoile Carla Fracci si è spenta a Milano

È stata portata via da un gravissimo male la ballerina Carla Fracci. L’étoile della Scala si è spenta questa mattina a 84 anni dopo l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.


Una vita a passo di danza classica, a stretto contatto con i palchi più importanti del mondo, culminata nell’elezione a “prima ballerina assoluta” nel 1981 da parte del prestigioso New York Times.

Poesia, eleganza e arte hanno segnato la sua lunga carriera di interprete nel balletto in ruoli romantici e drammatici: da Giselle a Giulietta, da Medea a Swanilda, accanto a partner altrettanto illustri come Rudolf Nureyev, Vladimir Vassiliev e Paolo Bortoluzzi.

La nota prima ballerina era anche molto attiva nel campo dei diritti lgbt+: nel 2018 è stata madrina per il Gay Pride di Pompei e l’anno prima aveva commentato la scelta del Bolshoi di annullare il tributo a Rudolf Nureyev per il pericolo di propaganda gay come “assurda e retrograda“.

Carla Fracci nasce a Milano il 20 agosto 1936. Figlia di un tranviere dell’ATM (Aazienda Trasporti Milanesi) e inizia a studiare ballo classico alla Scuola di danza del Teatro alla Scala nel 1946. Dopo aver conseguito il diploma nel 1954 prosegue la sua formazione artistica partecipando a stage avanzati a Londra, Parigi e New York.

Tra i suoi insegnanti si ricorda la monumentale ballerina e coreografa russa Vera Volkova (1905-1975). Diventa prima ballerina già nel 1958, a 18 anni.

Di sé aveva detto: “Non avevo mai sognato di fare la ballerina. Progettavo di fare la parrucchiera, anche quando, dopo la guerra, ci trasferimmo in una casa popolare a Milano, quattro persone in due stanze. Però sapevo ballare e così allietavo tutti al dopolavoro ferroviario, dove mi portava papà. Fu un’amica dei miei che li convinse a portarmi all’esame di ammissione alla scuola di ballo della Scala. E mi presero solo per il “bel faccino”, perché ero nel gruppo di quelle in forse, da rivedere“.

Si sposa con l’aiuto regista di Luchino Visconti Beppe Menegatti nel 1964 e diventa madre nel 1969 di Francesco Menegatti, oggi importante architetto.


Fino agli anni ’70 danza con alcune compagnie straniere come il London Festival Ballet, il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet. Dal 1967 è stata artista ospite dell’American Ballet Theatre.

Nel 2003, dopo aver diretto il corpo di ballo dell’Arena di Verona, le viene conferita l’onoreficenza italiana Cavaliere di Gran Croce. Nel 2004 viene nominata Ambasciatrice di buona volontà della FAO. Assieme a Beppe Menegatti è anche direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

Nel 2009 presta la sua esperienza alla politica, accettando di diventare assessore alla Cultura della Provincia di Firenze.

Scritto da

Sono nato in Puglia, dove sono cresciuto a orecchiette, giornalini e romanzi d'appendice. Sono ebbro di vino, virtù e poesia. Oggi mi divido tra la città natale e la città Eterna. Nella vita mi collaboro con le case editrici come revisore di testi ed editor. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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