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 Lo specchio in cui mi guardi

Se volete partecipare alla nostra posta del cuore, per confessare i vostri segreti più nascosti, anche in forma anonima, o semplicemente per chiederci consigli, l’indirizzo di posta a cui fare riferimento è redazionebearslicious@gmail.com Il nostro Michelangelo è a vostra disposizione per fare chiarezza sui vostri sentimenti, accogliere le vostre rivelazioni o semplicemente leggere i vostri punti di vista sul mondo. Scriveteci!

“Ciao Michelangelo, sono Paolo (nome di fantasia), un ragazzo di quasi 26 anni e vivo in un piccolo paese del centro Italia (preferisco non dire quale). Di recente un mio amico mi ha fatto leggere dei tuoi articoli che mi sono piaciuti molto in cui rispondevi a delle “confidenze” diciamo. Li ho trovati molto interessanti e credo che tu sia una persona molto sensibile, quindi ho deciso di provare a raccontarti la mia storia. Innanzitutto nonostante l’età non sono un ragazzo che ha avuto molte esperienze. Dopo la scuola non ho voluto fare l’università e sono rimasto al paese a lavorare e qui, come puoi immaginare, non si conosce tanta gente. L’unica mia esperienza è stata una storia con un mio ex compagno di classe, una cosa complicatissima che non ti sto a raccontare ma che per fortuna è finita bene perché ora siamo molto amici. Per questo motivo, per conoscere gente devo usare le chat. Non mi piacciono molto ma non ho molte alternative. Insomma per arrivare al sodo, su una di queste chat circa 4 mesi fa conosco un ragazzo che chiameremo Marco. Non è stata una delle solite conoscenze in chat: non abbiamo parlato subito di sesso ma di noi stessi, abbiamo chiacchierato e da subito ci si è iniziati a sentire molto di frequente. In questi 4 mesi ci siamo sentiti ogni giorno, ci siamo raccontati davvero di tutto, anche cose che non avevo mai detto a nessun altro. Marco vive in un paese non lontano dal mio, è davvero un ragazzo speciale, è dolcissimo e molto forte (per le esperienze che ha avuto), si è aperto con me dandomi molta fiducia e ora non possiamo fare a meno di scriverci ogni giorno. Avrai capito che mi piace tanto e che vorrei incontrarlo ma ci sono due grossi problemi. Il primo è che lui non è dichiarato con nessuno ed è molto riservato. Vive ancora con la famiglia che lui dice essere molto bigotta, anche se da un paio di settimane mi sta dicendo che se gli rinnovano il contratto di lavoro vuole andare a vivere da solo. Il secondo problema (quello più grave per me) è che lui dopo poco che abbiamo iniziato a scriverci mi ha detto che non gli piacciono i ragazzi effeminati. Io non sono una checca, mi sento un maschio, ma ho paura di poter avere qualche movenza o qualche gesto di cui non mi accorgo. Da quando me lo ha detto cerco di farci caso ogni volta che posso, cerco sempre di contenermi al lavoro e in famiglia, ma ora anche quando sono solo col mio amico di cui ti ho scritto prima. Ho paura che se ci incontriamo e lui non mi trova abbastanza maschile potrei perderlo. Sono confuso perché non so bene come agire e come capire in che modo appaio nei modi agli altri. Penso che in fondo sia una cosa stupida anche se non riesco a non pensarci, per questo mi vergogno di parlarne col mio amico e ho scelto di scriverti in anonimo. Scusami per tutte queste parole e per l’argomento che forse non è all’altezza, ma ti ringrazio se vorrai rispondermi.”

Ciao gentile Paolo , sì, gentile, perché dal tuo modo di presentarti e di scrivere lasci trasparire una delicatezza che spesso tendiamo a perdere. Mi hai raccontato molto di te, e mi fa piacere se hai trovato uno spazio in cui riconoscerti e sentirti al sicuro. Dalle tue parole si evince tanto, non ultima la tua percezione di “disturbare“ , oso dire, la persona con cui ti confronti.

È esplicativo il momento in cui mi chiedi : “Scusami per tutte queste parole e per l’argomento che forse non è all’altezza, ma ti ringrazio se vorrai rispondermi.”

Non hai nulla da farti perdonare, né da me né da altri! Ognuno di noi ha la stessa possibilità di trarre beneficio nella reciprocità dello scambio, e ahimè , ho l’impressione tu veda questo giovamento a senso unico, a tuo svantaggio però. Ma possiamo lavorarci insieme in questo piccolo momento che ti dedico con enorme piacere. Troppe volte ho avuto il dispiacere di seguire conversazioni che inneggiavano all’uniformare gli atteggiamenti altrui ad una logica perversa che ci vorrebbe come rispondenti alle aspettative, lasciamelo dire, di Mercato:

“devi essere muscoloso” , “ non devi depilarti” , “ devi seguire il calcio”, “ non devi interessarti di moda”, per poi arrivare alla tanto battuta solfa “ ti voglio maschile!”.

Bisognerebbe chiedersi che cosa, nello stereotipo, configuri il maschile e il femminile, cosa identifichino oggi questi attributi e quanto siano ancora validi! Questi concetti borghesi fanno riferimento ad un passaggio sociale storico che ha accompagnato il consolidarsi della classe media. La virilità è diventata il valore cardine di una classe emergente che si voleva distinguere per compostezza e morigeratezza . Al netto di qualunque considerazione storica, nella quale questi principi trovavano comunque una ragione d’essere, dobbiamo considerare il loro essere anacronostici.

Anche se la società è cambiata, ancora ci trasciniamo dietro i vecchi retaggi, radicati culturalmente, ma per cui non abbiamo più collocazione. Tu, Paolo, sei vittima di un sistema che è andato sempre più a insinuarsi nella libera interpretazione di noi stessi; quel rispondere alle richieste di adesione ad un modello che non ci appartiene, ma che fa felice l’altro che beato si crogiola di esaudire le rivendicazioni di una società che non si domanda più per cosa è lecito combattere.

Io lo so amico mio, so per cosa combattere, e in fondo lo sai anche tu. Io penso che sia necessario combattere per un Mondo che ci guardi liberi e fieri di essere noi stessi, rispondenti a ciò che sentiamo essere dentro di noi , perché ogni volta che esaudiamo i desideri che vengono dall’esterno uccidiamo un pezzo della nostra anima, e sentiamo che per quanto il gioco recitativo stia andando a gonfie vele, quel che portiamo sul palcoscenico è solo una copia avvizzita di colui che nel camerino piange davanti ad una lapide vuota. Comprendo benissimo che quando ci piace qualcuno vorremmo ottemperare al “ dovere” di volergli piacere. Ma pensaci! È onesto verso di lui e verso noi stessi mentire e costringerci a essere diversi? Ho alcuni amici uomini, eterosessuali, che possiedono caratteristiche che, forse erroneamente, potremmo definire femminili; alcune amiche eterosessuali che vengono apostrofate come mascoline, è così tra le amicizie omosessuali.

Ma il punto è: siamo così sicuri che maschile e femminile siano esattamente gli attributi giusti con cui definire gli atteggiamenti delle persone ? Non potrebbero solo essere modi con cui ci portiamo nel mondo? Ma se anche fosse e prevalessero caratteristiche di uno o dell’altro genere, dove starebbe esattamente la falla ? Ne parlavo giusto qualche sera fa con due amici , di quando anni e anni addietro cercavo di nascondere le mie inclinazioni, la mia natura, perché mi volevano “più maschio”. Era disdicevole che mi piacesse la moda, il make up, che usassi le borse o curassi il mio abbigliamento. Mettevo in crisi , oggi lo capisco, il loro mondo fatto di certezze, non si sentivano più al sicuro vedendo un uomo che si curava “di argomenti da donne”.

Un giorno mi sono chiesto se valesse la pena nascondere le mie riviste e le mie letture, se fosse sano pensare con vergogna che il mio modo di vestire, talvolta stravagante, potesse ferire più gli altri che me nel dovermi nascondere. Mi sono detto basta: sono bello così, sono felice così! Mi è stato d’aiuto sicuramente Mr Dee, con la sua strenua lotta contro ogni forma di discriminazione, ma è stata anche fondamentale la mia voglia di riappacificarmi con me stesso.

Questo dovresti fare anche tu, e devi farlo ora che ancora il dubbio ti spinge a metterti in discussione, perché quando arrivano le certezze spesso finiamo con farci schiacciare da esse. Essere amati da qualcuno che ci valorizza e vede la nostra specialità non è paragonabile a essere amati da qualcuno che ci crede altra cosa! Non è detto che sarà una strada in discesa quella che intraprendiamo, molto probabilmente faremo delle grandi arrampicate e spesso ci mancherà il fiato. Ma vuoi mettere la ricompensa ? Ogni volta che guarderai il tuo riflesso vedrai un uomo che non è mai sceso a compromessi con se stesso, e ti assicuro che il fortunato che verrà sarà colpito prima di tutto da questa tua consapevolezza.

Ti auguro di essere fiero di te come lo sono già io da adesso, perché per me hai tutte le risorse per essere felice . Ti abbraccio.

Michelangelo

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Nato a Enna il 27/06/1977, ho studiato Scienze del Servizio Sociale alla facoltà di Scienze Politiche, non conseguendo la laurea. Ho lavorato come educatore presso strutture di neuropsichiatria infantile, e ad oggi  lavoro in ambito ferroviario. Amo dipingere,creare con diversi materiali, leggere i movimenti sociali. vivo nella splendida Bologna da 15 anni.

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