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Human Rights

L’OMS RIMUOVE LA TRANSESSUALITA’ DALLE MALATTIE MENTALI

Era il 17 maggio 1990 quando l’omosessualità fu rimossa dall’indice delle “malattie” previsto dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità. Una data che ancora oggi viene ricordata come Giornata Mondiale contro l’Omofobia.


Ci sono voluti 28 anni, ma finalmente anche la transessualità è stata depennata dall’elenco dei disordini mentali dell’International classification of diseases (Icd).

Cosa vuol dire, in sintesi? Che la disforia di genere, ovvero sentirsi uomo o donna a prescindere dal proprio corpo biologico, non è più considerata una malattia. Ecco cosa dice l’OMS

L’incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali dell’International Classification of Diseases per essere inserita in un nuovo capitolo delle ”condizioni di salute sessuale”. È ormai chiaro che non si tratti di una malattia mentale e classificarla come tale può causare una enorme stigmatizzazione per le persone transgender.

Una scelta, quella dell’OMS, che traccia una strada verso una maggiore inclusione dei soggetti transessuali nelle politiche della tutela dei diritti esattamente com’è accaduto con gli omosessuali.


La transessualità, tuttavia, resta elencata nell’ICD in una voce di nuova creazione “condizioni di salute sessuale” (dove si potranno dare spazio a condizioni legate alla salute sessuale non necessariamente assimilabili alle voci delle patologie previste nell’ICD), perché possano essere garantiti ai transessuali accessi adeguati ai trattamenti sanitari e cure mediche, come le terapie ormonali e percorsi di sostegno psicologico per i percorsi di cambio di sesso.

L’obiettivo, secondo Lale Lay, coordinatrice del team che gestisce le problematiche di adolescenti e popolazioni a rischio, è di “portare ad una migliore accettazione sociale degli individui”.

Credits Flickr: Quinn Dombrowski

L’elenco, nella sua nuova versione, sarà proposto all’Assemblea Mondiale della Sanità il prossimo maggio 2019, ma entrerà in vigore negli stati membri non prima di gennaio 2022.

Una decisione accolta ovviamente con estremo favore dall’associazionismo LGBT: queste le parole di Ottavia Voza, responsabile Politiche trans di Arcigay.

La decisione dell’Organizzazione mondiale della Sanità di togliere la transessualità dalla lista delle malattie mentali va nella direzione della depatologizzazione della condizione trans che è il fondamento alla base delle norme più avanzate, già presenti in Paesi come Malta e l’Argentina, in cui sempre di più la transessualità è svincolata da complesse procedure mediche e giuridiche. Alla luce di questa decisione, a lungo attesa, è sempre più necessaria una revisione della attuale normativa italiana, per una semplificazione delle procedure ed il rispetto del principio di autodeterminazione della persona”.

Vladimir Luxuria, storica attivista per i diritti LGBT ed ex deputata della Repubblica, ha espresso la propria soddisfazione con un tweet.

 

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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