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LUCA Disney Pixar

Spettacolo

LUCA _ Perché ci piace pensare sia Queer (recensione)

LUCA è la nuova opera targata Disney Pixar, disponibile sulla piattaforma digitale di Disney Plus. Una storia di amicizia che guarda a temi come bullismo e integrazione, tutto in salsa italiana. Con una strizzatina d’occhio alla comunità LGBTQ+.


In una piccola località costiera della riviera italiana Luca e Alberto condividono le gioie e le ingenuità, ma anche le criticità, della giovinezza, tra gelati e piatti di pasta al pesto e giri sulla Vespa. Ma entrambi devono nascondere la loro vera identità: sono due creature marine…

Diretto dal regista Enrico Casarosa (suo il cortometraggio “LA LUNA” che precedeva BRAVE, sempre della Pixar) e coscritto da Jesse Andrews e Simon Stephenson, LUCA è ambientato nell’immaginario piccolo borgo di Portorosso di Cinque Terre.

Il film riesce a incantare e divertire e commuovere e far riflettere in egual misura. Nella meravigliosa cornice della nostra Italia, certamente da cartolina, il regista riesce a non cadere in stucchevoli e antipatici cliché legati alla nostra cultura. In tal senso è stata una mossa intelligente quella di ambientare il film in una località immaginaria in un periodo storico ormai passato, tra gli anni ’50 e ’60. Quegli stereotipi sono però necessari perché la Disney/Pixar possa presentare la cultura italiana in maniera tale che sia riconoscibile da tutti.

Splendido anche l’uso della colonna sonora che guarda a classici senza tempo di brani come “Fatti Mandare Dalla Mamma” di Morandi, passando per Rita Pavone fino alla splendida voce di Mina e musiche che richiamano alla mente i lavori di Morricone.

In generale LUCA è un piccolo gioiello dell’animazione (il lavoro tecnico migliora di pellicola in pellicola ormai) che riesce a toccare il cuore di tutti perché guarda malinconicamente alle prime volte, al piacere della scoperta di se stessi e dell’altro, al valore dei legami affettivi e al coraggio di vivere il mondo come fosse un’avventura.

Ma LUCA può essere visto come film a tematica LGBTQ+?

Sebbene la Disney abbia smentito, è innegabile che nel vedere questo film molt* ragazz* possano essersi immedesimati nei personaggi del film e dello splendido legame che si crea tra Luca e Alberto.

Dopotutto i temi dell’integrazione, dell’accettazione di se stessi, del bullismo sono sì comuni a tanti, ma sopratutto alla comunità queer.


I due ragazzini devono celare la loro vera natura per non essere bersaglio dell’ignoranza e del “disgusto” da parte degli abitanti di Portorosso. Solo dopo tutta una serie di controversie entrambi verranno a patti con la loro vera natura (basti pensare al momento in cui Alberto si rivela nella sua reale forma di mostro marino e Luca lo tradisca, fingendosi “normale”. Episodio questo che ci riporta a un classico esempio di omofobia interiorizzata.)
Interessante è poi il ribaltamento di ruoli che viene a crearsi nel triangolo affettivo composto da Luca, Alberto e Giulia, la bambina che si unisce al duo di amici.

Solitamente nei film e nei romanzi l’arrivo di una ragazza all’interno di un’amicizia tra due ragazzi viene a rompere un equilibrio. Essa diventa il centro del triangolo amoroso e quasi sempre i due ragazzi sono lì a contendersi le sue attenzioni e solo sul finire della storia ella sceglierà uno dei due.

Qui non accade nulla di tutto ciò. Ma ancora più importante è evidenziare che il centro del triangolo non è Giulia, ma sempre Luca. Questo porta necessariamente lo spettatore a pensare a film le cui tematiche sono più vicine al mondo LGBTQ, come LES AMOURS IMAGINAIRES di Dolan, per fare un esempio.

Ma sono tanti gli elementi che ci portano a vedere il legame tra i due ragazzini come germoglio di un possibile amore omosessuale. Basti pensare alla scena struggente sul finale quando i due si salutano sul treno che non può che farci tornare alla mente CHIAMAMI COL TUO NOME di Guadagnino. Emblematica in tal senso è anche la scelta del brano sui titoli di coda, quella “Città Vuota” di Mina. Le parole della canzone sembrano dar voce ai pensieri di Luca o di Alberto, l’uno in attesa di rivedere l’altro e di come adesso la città senza il suo amico/amante sembri essere vuota.


Che sia solo un caso? Io non credo.

LUCA _ Perché ci piace pensare sia Queer (recensione)
7.9 Recensione
Regia
Sceneggiatura
Cast e Recitazione
Fotografia
Montaggio

Scritto da

Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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