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Inauguriamo oggi la sezione “BL Gallery”, nuovo spazio che ha come scopo quello di creare una sorta di “galleria d’arte” virtuale qui su BL Magazine. Oggi vi presentiamo Manon (letto Manòn, ovvero Ma – non), entità d’artista che preferisce non rivelarsi, né nel genere né nel numero.

Semplicemente Manon, un alter-ego, un progetto tutto da scoprire.

Oggi cercheremo di saperne di più di questa “espressione artistica”, che ci parlerà del suo progetto, delle sue tecniche, e che una volta al mese ci farà dono di un disegno o di un’opera, opportunamente rivelata anche nel suo messaggio, che inseriremo in un album dedicato, così da produrre, col tempo, un’esposizione d’arte perenne a disposizione di tutti.

Ecco a voi MANON.

Ciao sono MANON, un animale domestico, vivo in pochissimi metri quadri, seduto con gli arti posteriori su di una sedia mentre con quelli anteriori cerco di comunicare con il mondo attraversi disegni e segni. Ho un padrone, oh si che bello ho un padrone, mi porta spesso pennarelli e fogli di carta, mi ha insegnato a scrivere, Manon parlo, Manon abbaio, dormo Manon russo ah ah ah ah che fortuna, ops mi sono dilungato troppo e distratto), ho bisogno di comunicare e sono alla ricerca di spazi per farlo, osservo ciò che mi circonda ed a volte riesco a uscire fuori casa, scruto i miei simili, sì, esistono altri, Manon sanno di essere identici a me, distratti dalle proprie routine.

Trova il MANON dentro di te.

AMEN – Lui ci attende, servitevi nel frattempo (Manon)
Chi è, o cos’è Manon?

Manon è qualcosa che rompe uno schema o una certezza già prestabilita, una sorta di negazione positiva. Un no o un sì danno un’idea di deciso, di definitivo, il Manon gode di un ripensamento, segue un meccanismo di autoanalisi.

Manon è tutto ciò che non c’entra.

È un progetto che vuole far scaturire i Manon che sono dentro di noi, la parte che cerchiamo di limitare. Magari un giorno diventerà un marchio vero e proprio con un portfolio collettivo, o individuale, che magari sarà tramandato. Chi lo sa.

Manon è un progetto legato più alle tecniche utilizzate o ai soggetti rappresentati?

Principalmente ai soggetti, ma anche alla tecnica. Quanto alle tecniche, si cerca di valorizzare la materia prima in base alla facilità o meno di reperimento, e di creare un disegno carino che comunque rimanga grezzo. Ad esempio un calabrone. Non è un bel soggetto da raffigurare ma magari qualcuno lo apprezza, capita con i bambini, e fa piacere.

A proposito di calabroni, guardando la pagina facebook di Manon ho visto che i soggetti principali rappresentati sono soprattutto insetti.

In genere i calabroni si uccidono per evitare che pungano, no? Si notano sempre, non sono come gli altri insetti che passano e vanno via. Un calabrone lo si guarda. Gli insetti sono affascinanti, perché hanno un ciclo di vita molto breve e per questa loro caratteristica si adattano più facilmente ai cambiamenti climatici o all’inquinamento. Poi agli insetti dobbiamo la vita, pensiamo alle api: sono gli esseri viventi più importanti di tutti perché permettono l’impollinazione. Noi umani siamo dipendenti da esseri viventi che maltrattiamo, gli insetti. Adesso li mangiamo anche.

Un altro tema caro a Manon è la satira.

Permette di superare tante difficoltà, di arginare la serietà che spesso può intrappolare. Manon è pungente. Ma mai volgare. Come dice “Manon” stesso, la satira è la rottura a uno schema, o a una certezza prestabilita.

Qual è il primo disegno per la galleria di Bearslicious?

È affascinante che l’uomo decida tutto, anche sull’amore. Di fatto per gli animali secondo l’uomo l’amore non esiste è solo accoppiamento. Ma basandosi sul fatto che per l’uomo il frutto dell’amore è la nascita di un figlio, perché per le mosche non dovrebbe essere cosi?

 

Where is the love – Dov’è l’amore, pensato per San Valentino.

Scrivo per la stampa locale, gioco a fare il blogger. Laureato in Economia. Pugliese integralista. Eclettico.
Mi piacciono i violini nei film di Truffaut, le poesie di Sandro Penna e i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.

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