Supporta BL Magazine

Lo sappiamo, anche noi odiamo i pop-up che t'impediscono di navigare e leggere quello che vorresti. Qua non ne troverai. Siamo una redazione libera e l'unica fonte di sostenamento sei tu. Puoi supportarci disattivando AdBlock e cliccando su Refresh. Grazie.

Un sodalizio sentimentale che si evolve e unisce due menti creative, spesso, può fare scintille: è il caso di Marco Melluso e Diego Schiavo, uniti nella vita (sono una coppia affiatata da quasi dieci anni) e nel lavoro.

Leggendo le loro biografie è curioso notare tanti punti in comune, infatti sono entrambi autori, sceneggiatori e registi, ma provengono da due mondi professionali completamente differenti.

Il primo, Marco, è avvocato ed è stato docente universitario per molti anni; il secondo, Diego, nasce come sound designer e ha collaborato, tra gli altri, con Vasco Rossi, Lucio Dalla e Peter Greenaway.

Insieme scrivono per il cinema, il teatro e si divertono a raccontare storie coinvolgendo tanti amici: scopriamo insieme quali.

Raccontateci un po’ com’è nato questo sodalizio.

MARCO: Io e Diego stiamo insieme dal 2008, e dal 2009 abbiamo iniziato, forti del passato comune di creatività e teatro, per pura passione, a scrivere insieme una prima commedia molto camp, di atmosfera, e poi un monologo, rilettura in chiave brilante dell’Edipo Re di sofocle, visto dagli occhi della madre Giocasta – nel 2012 l’abbiamo messa in scena a teatro per la prima volta con la voce narrante di Lella Costa.

DIEGO: Nel 2012 abbiamo cominciato anche ad convivere. Possiamo quindi dire che il nostro nasce come un sodalizio sentimentale e affettivo e poi artistico. Lavorare sugli stessi progetti è stata una palestra anche per la nostra quotidianità. All’inizio scrivere insieme non era semplice, ma abbiamo affinato una tecnica che poi si è rivelata una nostra cifra vincente. Adesso quando scriviamo non siamo più solo in due perché è come se fossimo soli con noi stessi, chiediamo sempre la collaborazione di altre persone.

Parliamo un po’ dei vostri progetti: è in lavorazione la seconda edizione di ANCHE SOLO KLOP, il vostro primo romanzo. Diteci di più.

MARCO: ANCHE SOLO KLOP nasce grazie a malacopia.it, che è il mio blog ma soprattutto un collettivo di professionisti ed esperti provenienti dal mondo del Marketing, della Comunicazione, dello Spettacolo, della scrittura. Cerchiamo di essere sempre coinvolgenti in ciò che facciamo: tra le varie idee che ogni giorno leggiamo sul sito è arrivato un giorno un ragazzo che ci ha suggerito l’idea di un romanzo e ci è piaciuta moltissimo. Questo ragazzo era Andrea Meli, co-autore di Anche solo Klop, che ormai per noi è come un fratello. Abbiamo cominciato subito a scrivere insieme.

DIEGO: Il tema del libro è la ricerca della felicità, l’aderenza con se stessi e col proprio percorso, riflettendo sulla possibilità che abbiamo, nella vita, di scegliere di essere felici o perlomeno di provare a somigliare a noi stessi. Questo è l’argomento principale che conduce il protagonista, che non ha un nome per buona parte del libro, insieme ai suoi amici, di riportare a casa un essere grosso, gigantesco, forte… e muto. E per dei motivi imperscrutabili decidono che questa casa sarebbe stata in Olanda. Intraprenderanno un viaggio assurdo che li porterà a incontrare personaggi ancora più assurdi.

Copertina “Anche solo Klop”

Quanto c’è di voi nei protagonisti del libro?

MARCO: In fondo tutto ciò che viene prodotto da noi ha un che di autobiografico. I personaggi non corrispondono a noi in nessun modo salvo che in tutti loro c’è una parte di noi.

DIEGO: La storia di Klop è anche un po’ la storia di tanti di noi, ci sono dei post adolescenti – giovani uomini – alle prese con quella che spesso viene definita “epoca grigia” che va dai venti ai trent’anni, nella quale spesso non si soffre perché non ci si rende conto, e ci si fa pochissime domande. Nel libro le situazioni che si creano sono le più paradossali: la cifra è decisamente “surreale”perché siamo convinti che se si vuole raccontare la realtà l’unica maniera di capovolgerla. Le avventure che vivono i personaggi sono comiche ma soprattutto iperboliche.

E poi c’è il capitolo film: state girando numerose sale con LA SIGNORA MATILDE, con Syusy Bladi. Non ho visto il film ma il trailer è davvero molto divertente!

DIEGO: Abbiamo colto l’occasione di un bando regionale per la produzione di un film, e da lì è nata l’idea di LA SIGNORA MATILDE, una “docu-commedia” o “docummedia”. Volevamo raccontare “la Storia”, quella importante, con la s maiuscola, in modo camp e ironico. Non avevamo ancora idea di come avremmo fatto, sapevamo ci sarebbe stato un volto noto che si sarebbe posto in maniera irriverente nei confronti della storia stessa. Abbiamo pensato al medioevo e ai personaggi chiave di quel periodo. LA SIGNORA MATILDE racconta di Matilde di Canossa, affrontando l’epoca in modo quasi impertinente, paragonando il Papato e il Sacro Romano Imperto alle moderne multinazionali visto che Matilde ha creato un brand e lanciato prodotti sul mercato. Si tratta di un’imprenditirce antelitteram.

Come siete arrivati a scritturare Syusy Blady?

MARCO: Diego ha lavorato per anni facendo la postproduzione del suono nei programmi Turisti per caso/Velisti per caso, e conosceva molto bene Syusy e suo marito Patrizio Roversi. Quando si è trattato di affrontare un tema brillante come Matilde di Canossa, che è stata una grande viaggiatrice, abbiamo pensato che potesse condividere con Syusy questa passione e attitudine per il viaggio. Oltretutto Syusy è bravissima e convincente, e rappresenta la curiosità che tutti hanno nei confronti della storia. Lei non si mette mai in cattedra ma racconta le cose con partecipazione e sguardo molto incantato. Tutti quelli che guardano il film ci dicono che lei è simpatica e coinvolgente e spiega la storia molto bene, senza grossi fronzoli. Noi raccontiamo la storia con una base non romanzata ma molto seria e facendolo anche con un sorriso.

Dove avete presentato il film sinora?

DIEGO: Abbiamo girato un po’ di sale in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Marche e prossimamente saremo a Roma- Siamo in contrattazione con alcune emittenti per metterlo in onda.

Locandina di “La signora Matilde”

Siete una miniera di idee e progetti: quali sono i vostri programmi futuri?

MARCO: Stiamo lavorando alla seconda edizione di “Anche solo Klop”, che sarà pronta tra circa un mese e vedrà anche la firma di Diego. Abbiamo lavorato molto su nuovi contenuti cercando di inserire nuove scene e di dare alla storia un respiro più ampio, quasi ipertestuale. E poi c’è in programma un altro film.

DIEGO: Abbiamo scritto una nuova “docummedia”, misto tra finzione e realtà, che possa far parte di questo nuovo filone di edutainment, ovvero educational e intrattenimento, che ha come cifra stilistica di trattare la storia in maniera nuova e con prospettive inedite e contemporanee. Il nuovo personaggio sarà il Conte Mattei, vissuto nella seconda seconda metà dell’Ottocento ed è famoso per aver inventato l’ellettromeopatia e fatto costruire la Rocchetta Mazzei, un castello da fiaba. Come nuova voce narrante della pellicola, l’idea sarebbe quella di coinvolgere un grande artista come Gianni Morandi, che oltre ad essere un cantante è un intrattenitore molto abile nei social, ed è molto bravo a fare ciò che noi stessi vorremmo, cioè raggungere persone di età diverse. Morandi parla alle nonne, alle mamme e alle nipoti, che magari sono fans di Rovazzi. Insieme a lui, ci sarà il nostro attore-feticcio, Luciano Manzalini dei Gemelli Ruggeri.

Insomma, tantissimi progetti. In bocca al lupo allora!

MARCO e DIEGO: Crepi il lupo! Grazie a voi e un saluto a tutta la community di Bearslicious.

 

Scrivo per la stampa locale, gioco a fare il blogger. Laureato in Economia. Pugliese integralista. Eclettico.
Mi piacciono i violini nei film di Truffaut, le poesie di Sandro Penna e i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.

, , ,